#ComunicazioneSportiva – Intervista a Luca Budel, giornalista Mediaset e caporedattore del sito ufficiale di Sport Mediaset

L’intervista di oggi, per la rubrica #ComunicazioneSportiva, ha come protagonista uno degli elementi di spicco della redazione di Sport Mediaset: Luca Budel.
L’esperto giornalista, e caporedattore del sito www.sportmediaset.mediaset.it, si racconta in questa intervista esclusiva, parlando di sé, del suo passato, del suo presente e del suo futuro, regalandoci, inoltre, importanti consigli per tutti gli “aspiranti giornalisti”.

Luca Budel intervista Michael Schumacher

Luca Budel intervista Michael Schumacher (Immagine tratta da http://www.superscommesse.it)

 

Luca Budel, ci racconti un po’ il tuo percorso di studi e di crescita professionale?
Ho frequentato il liceo scientifico. Nel frattempo, a 17 anni, ho iniziato a scrivere i primi articoli per un giornale locale. Mi occupavo di recensioni musicali. Insieme allo sport la musica è sempre stata la mia passione più grande. A 19 anni, sempre per lo stesso giornale, ho iniziato ad occuparmi di calcio minore e dell’attività dell’Autodromo di Monza, dalle serie minori alla Formula 1. Mi sono iscritto alla facoltà di giurisprudenza. A 21 anni, grazie a un amico che lavorava già a Mediaset, ho firmato il primo contratto di collaborazione, a 23 sono stato assunto, in carico alla redazione motori. Negli anni ho fatto l’inviato in Formula 1 e nelle principali competizioni motoristiche a 2 e 4 ruote. Superati i 30 ho iniziato ad abbinare alle trasferta il ruolo di coordinatore. Oggi sono caporedattore del sito WEB Sport Mediaset e della redazione motori. Curo inoltre la trasmissione Tiki Taka.

Quale delle tue esperienze lavorative passate e presenti, ti ha fatto e/o ti sta facendo crescere maggiormente?
Direi tutte. Il ruolo di inviato mi ha fatto girare il mondo fin da giovane contribuendo alla mia apertura mentale. Un arricchimento che mi sono portato appresso nel ruolo di responsabile di una redazione che comporta maggiori responsabilità e un rapporto più diretto con l’editore.

Come si svolge una giornata di lavoro, in una redazione importante come quella di Sport Mediaset?
Chi coordina il lavoro della redazione è il primo a presentarsi al lavoro. Prima della riunione per la scaletta dei notiziari occorre leggere i giornali, consultare le agenzie internazionali e decidere quali eventi seguire nella giornata. Quindi si elabora la scaletta del notiziario assegnando i servizi ai colleghi con il taglio impostato durante la riunione.

Cosa significa ricoprire il ruolo di caporedattore per il sito ufficiale di Sport Mediaset ?
Quello del Web è un mondo affascinante che si muove a una velocità molto più elevata rispetto agli altri media. Occorre comunque prestare più attenzione alle fonti e all’attendibilità delle notizie. A differenza della carta stampata e della televisione siamo alle prese con uno strumento di comunicazione in perenne evoluzione dove occorre essere tempestivi e allo stesso tempo credibili.

Ogni giorno in ogni edizione del TG sportivo, sono tanti i servizi mandati in onda. Noi dietro lo schermo, siamo abituai a vedere il prodotto bello e pronto con immagini, scritte in sovrimpressione e voce narrante. Ma come si crea un servizio? Quante ore, circa, di lavoro ci sono dietro e quali sono le varie fasi?
Come accennavo sopra la giornata inizia con la riunione di redazione dove i responsabili dei vari settori definiscono la scaletta. Si passa poi alla fase di assegnazione dei singoli servizi e alla stesura della scaletta tecnica che avviene con i registi e i produttori del notiziario. La fase preliminare inizia alle 9.15 e si chiude alle 10.00. Dalle 10.00 in poi i colleghi scrivono e montano i servizi. La messa in onda è fissata per le 13.05 circa. Complessivamente occorrono meno di 4 ore.

In un paese come l’Italia dove il calcio ne fa da padrone, quanto è importante e difficile dare voce ad altri sport?
Il successo degli sport minori dipende molto dai suoi protagonisti. In passato sono stato caporedattore anche delle varie, quindi sono molto sensibile all’argomento. Il problema è che i diritti televisivi delle discipline minori hanno spesso costi elevati, cifre che le aziende editoriali preferiscono investire sul calcio.
Ribadisco che è fondamentale il ruolo del personaggio per trainare uno sport minore, l’esempio è la Pellegrini nel nuoto, un po’ ciò che aveva rappresentato Tomba per lo sci.

Hai mai ricevuto delle critiche per qualche tuo articolo o servizio, da parte degli spettatori? Come si gestiscono queste situazioni?
La critica fa parte del gioco. Quando è costruttiva la rispetto, ma spesso vieni tirato in ballo in discussioni condizionate dal tifo per questa o per quella squadra. Comunque non ho mai replicato a critiche o accuse di qualsiasi genere.

Tra i tanti ruoli da te ricoperti c’è quello di inviato ai box per la SBK; quali sono i compiti per chi ricopre questo incarico e come ci si muove nel paddock di un circuito tra meccanici, e piloti?
Ho fatto l’inviato in Superbike nel 2013 e per me ha rappresentato una boccata d’aria fresca, dopo oltre vent’anni ai box della Formula 1. Il clima è decisamente più disteso ma occorre una profonda competenza di ciò che stai raccontando. La Superbike è infatti la disciplina più popolare tra chi la moto la possiede davvero.

Viviamo in una generazione dove i social network sono il mezzo d’espressione maggiormente utilizzato. A tal proposito, quanto i social hanno influenza nella tua sfera sia lavorativa che personale?
Ovviamente sì. Sempre più spesso i protagonisti dello sport raccontano la propria vita attraverso gli account dei social. Di conseguenza ora sono uno strumento professionale importante. Sotto il profilo personale non ho invece alcun condizionamento.

Progetti per il futuro?
Ho quasi 50 anni e ho appena iniziato una nuova fase della mia carriera, più stanziale e senza trasferte.
E’ presto per pensare al futuro.

Cosa consigli ad un ragazzo alle prime armi che sogna di entrare a far parte di questo mondo?
Curiosità prima di tutto. Poi passione, competenza e spirito di sacrificio. La professione sta attraversando una fase critica ma le occasioni non mancano. Personalmente ho iniziato a scrivere a 18 anni per un giornale locale. E’ la strada che consiglierei a tutti. Permette di fare esperienza in maniera graduale e di imparare il mestiere senza scorciatoie.

Grazie per la disponibilità Luca. Per concludere vuoi aggiungere qualcosa?
Coltivate la vostra passione e non arrendetevi mai.

di Rocco Lucio Bergantino

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