Intervista a Matt Cooke, responsabile del NewsLab di Google

Come avrete già letto nel post di Anna Zavagnin, il 20 aprile si è tenuto alla sede de “il Resto del Carlino” di Bologna un evento di formazione per futuri giornalisti, il NetCampus. Il tema della giornata era l’informazione del futuro e Matt Cooke, responsabile in Europa del News Lab di Google, è intervenuto per parlarci degli strumenti di Google utili per i giornalisti. Nel corso dell’evento, io ed Anna abbiamo sfruttato questa occasione per fargli un’intervista, domandandogli qualche ulteriore curiosità sul colosso Google e anche qualche consiglio per chi è ancora uno studente come noi.

Considerando il tema della giornata, lei come si immagina l’informazione del futuro?
Bene, questa è una gran bella domanda. Penso che l’informazione cambierà principalmente perché le persone vorranno cercare e trovare informazioni su strumenti diversi, nelle loro mani o sui loro cellulari. Le persone vogliono l’informazione quando vogliono loro, e la richiedono “on the go”. Abbiamo già visto come la tecnologia può aiutarti a trovare l’informazione che ti interessa, che sia una mappa, la stazione più vicina, i risultati delle ultime elezioni o i biglietti per il tuo prossimo volo. L’informazione è sia in diversi tipi di formato, ma anche su tanti tipi di piattaforme, ovviamente non si parla solo di Google, altre aziende stanno facendo la stessa cosa, mostrando l’informazione in modi nuovi e diversi.

Quale aspetto le piace di più del suo lavoro in Google?
Amo incontrare gente. Penso che una delle cose che il giornalismo ti insegna sia il poter incontrare persone di diverso tipo. Ti permette inoltre di intervistare i politici più importanti, di parlare con gli elettori e di parlare con altre persone per poterti aggiudicare una notizia. Questa è una competenza che ho mantenuto, perché quando viaggi molto, specialmente in giro per l’Europa come faccio io, hai la possibilità di incontrare e parlare con molte persone interessanti. Ad esempio nella giornata di oggi è bello poter conoscere nuovi giornalisti o persone che vogliono una carriera nel giornalismo. È molto interessante e confortante vedere così tante persone ispirate e stimolate.

Come è arrivato a lavorare per Google? Pensa che una buona formazione sia abbastanza o è necessario qualche fattore in più?
Mmmh…Il compito più difficile per me è stato quello di riuscire ad entrare nella BBC, perché il giornalismo è molto competitivo e molte persone vogliono lavorare in questo campo, dato che è “divertente” ed è una carriera stupenda. Dovreste senz’altro buttarvici! Ma la cosa migliore da quando lavoro per Google è che si riesce a concludere le cose velocemente. Ci sono anche nuovi modi di pensare, e questo aspetto mi piace. Invece la cosa che mi manca di meno del notiziario sono le continue scadenze. Penso che il giornalismo sia una delle carriere più belle che si possano mai avere, quindi ve lo consiglio!

Cosa suggerisce ai giornalisti del domani?
Le persone che desiderano un lavoro nel giornalismo, soprattutto all’inizio della loro carriera, devono essere preparate a fare cose come la ricerca, trovare le proprie storie, perché è probabile che le persone con più esperienza lo debbano fare meno; ma se sei capace di portare nuove storie, sicuramente ti farai notare. Questo è il modo migliore per entrare nel mondo del giornalismo: non è un lavoro che si fa al 95%, ma è un lavoro di storytelling costante e continuo.

 

Inviate con Matt Cooke

Le inviate, Eleonora Schulze Battmann e Anna Zavagnin, con Matt Cooke

 

Grazie a  Matt Cooke per essersi fermato a parlare con noi al #NetCampus.

 

Eleonora Schulze Battmann

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