Gli stereotipi dell’Italia del Nord e del Sud affrontati sui Social

Il Nord è stereotipato all’immagine della polenta, del freddo,della ricchezza,il posto in cui le persone sono noiose, estremamente puntuali e stacanoviste.
Il Sud è comunemente la terra dei rumorosi,dei superstiziosi, dei religiosi,degli amanti della famiglia ma anche dei bigotti, degli ignoranti e dei poveri.

È opinione comune, ma anche verificata empiricamente e avvalorata da
ricerche statistiche ed empiriche, che ad oggi esistano delle differenze culturali, economiche e sociali tra il Nord e il Sud dell’Italia ,che sono ben visibili e che i media(giornali, televisioni e web) riportano quotidianamente.

Negli ultimi anni ,con l’esplosione dei social network, si assiste al tentativo di promuovere un cambiamento rispetto alla tendenza a creare barriere culturali e sociali sulla base della provenienza territoriale. In parte, la realtà dei social sta contribuendo a ridurre le ostilità e a far riscoprire il ‘bello delle differenze’.
Si portano come esempi lampanti le pagine social “Casa Surace”e “Il Milanese Imbruttito”. Entrambe riprendono gli stereotipi della parte dell’Italia che rappresentano in modo ironico e divertente.
Casa Surace è una pagina nata dalla collaborazione di una leccese e di una milanese con origini meridionali. La pagina colleziona i modi di dire, le abitudini, e le immagini che le persone dal Nord hanno dei meridionali, ma soprattutto le stranezze che sono i meridionali stessi ad attribuirsi quando sono lontani dalle loro terre. Sono rappresentazioni auto ironiche degli italiani in giro per il Bel Paese.

casa surace
Il Milanese imbruttito ha come autori tre giovani milanesi che lavorano nel campo della post- produzione audio. Il profilo è nato per raccontare in chiave ironica stereotipi, modi di dire e costumi del milanese moderno. Ha come intento quello di far ridere, riflettere,osservare,criticare le diverse tipologie umano/metropolitane che vivono e lavorano a Milano.

immagine
Ciò che accomuna le due pagine è l’utilizzo in chiave ironica degli stereotipi rispettivamente dell’uomo del Sud e di quello del Nord.
Si evidenzia come il social network (inteso come mezzo di comunicazione) non faccia propaganda, non abbia l’obiettivo di rinforzare una sorta di ortodossia pubblica per aumentare il divario comunicativo e culturale tra Nord e Sud, quanto piuttosto di utilizzare gli stereotipi come strumento di coesione trasversale, permettere al pubblico di riconoscersi nell’uno o nell’altro, facendo si che il riconoscimento renda famigliare ciò che fino a pochi decenni fa non lo era, avvicinare le realtà fino a creare un unico immaginario collettivo in cui si riconoscano le differenze e le si apprezzino.
Le community di queste pagine sono formate da un pubblico attivo, consapevole delle reali differenze economiche e sociali che caratterizzano le parti dell’Italia ma non fa di queste differenze un motivo di discriminazione.
È un pubblico che sa ironizzare sui propri atteggiamenti e riconosce la diversità e la apprezza,ingloba tutti coloro che si spostano nel Paese per necessità economiche, lavorative o per semplice divertimento e lo fanno con la consapevolezza degli usi e dei costumi diversi dai propri.

 

È da riconoscere che nonostante gli sforzi del web 2.0 rimane la possibilità del pubblico di approcciare allo stereotipo filtrato dai media in modo differente e continuare a rafforzare le differenze o osannare la propria origine a discapito di quella degli altri.
La scelta ricade cosi nelle mani del pubblico o per meglio dire del singolo, che ha un ventaglio di possibilità ampio.
Per concludere trovo decisamente appropriato un articolo di Beppe Severgnini per il Corriere della Sera in cui cita: “ ..è la storia tragica dell’Europa ad averci tolto il gusto dell’ironia. È la preoccupazione di ricadere in vecchi errori che ci ha levato il piacere di studiare le diversità e riderci sopra. La correttezza politica ci ha imposto una patetica falsità:non ci sono popoli,solo persone!non ci sono caratteri nazionali, ma solo individuali! Sciocchezze. Sono gli ambienti a produrre i comportamenti, e non esiste alcun determinismo antropologico..poi ci incrociamo, ci incontriamo, ci conosciamo, ci sistemiamo, ci innamoriamo, lavoriamo insieme. E gli stereotipi si sciolgono davanti ad una birra” nel nostro caso davanti ad un Montepulciano, ad una pastiera, a uno strudel, ad una cassata, ad un bicchiere di vin santo.

credits photo : Atlas of prejudice,
Casa Surace ,
Il Milanese Imbruttito 

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