Una periferia cinese in trasformazione

Oggi quando si parla della Cina sui media, nei racconti o nelle testimonianze dei turisti o dei lavoratori che sono passati da qualche città cinese, la narrazione insegue quasi esclusivamente due direzioni. La prima è quella dello sviluppo vertiginoso degli ultimi tre decenni: i grattacieli delle grandi metropoli come Shanghai, lo stile di vita lussuoso di nouveau riche o l’espansione della rete del treno ad alta velocità. La seconda riguarda gli aspetti negativi. Tra questi il problema dei diritti umani, l’inquinamento causato dall’industrializzazione e il progetto ambizioso di modernizzazione militare che ha suscitato la preoccupazione dei paesi vicini. Tuttavia, la vita quotidiana dei cinesi medi – nonostante Internet ci permetta di ottenere informazioni in un modo senza precedenti – rimane ancora nel buio per la maggior parte del pubblico. In questo articolo, vi vorrei offrire uno sguardo su una piccola periferia situata al centro della Cina.

Ho potuto fare questo viaggio in occasione della festa della primavera, natale cinese, durante il quale tutti i membri di ogni famiglia si riuniscono insieme nel villaggio d’origine, ritornando dai posti lontani in cui si sono trasferiti. Io, nato e cresciuto in una metropoli della costa est con 6 milioni d’abitanti, ho avuto la fortuna di ritornare dove mia madre è cresciuta. xiuru post cinaNella foto, potete vedere casette obsolete in mezzo agli alberi spogliati dall’inverno: una scena che dà l’idea di un deserto. Ciononostante la situazione due decenni fa non era come oggi: grazie all’urbanizzazione en masse, dopo le riforme economiche messe in pratica dopo la fine della rivoluzione culturale, più del 50% della popolazione cinese si è trasferita e risiede nelle città mentre all’inizio degli anni 80 la percentuale rimaneva meno del 20%.   xiuru postNel periodo di questo flusso migratorio fra i maggiori della storia umana, quasi tutti i miei parenti materni si sono spostati in città, e fra loro anche mia madre. Durante la festa della primavera tutti i membri della famiglia tornano al villaggio d’origine seguendo i tradizionali rituali (fra cui la decorazione della casa attaccando foglie di distico sulle porte), seppur semplificati rispetto al passato, per rendere omaggio agli antenati con la speranza che le cose vadano meglio nel prossimo anno.

xiuru liuE’ facile notare che l’ambiente circostante è davvero deserto. Le mie scarpe si sono sporcate tantissimo in soli 2 giorni. In Italia ci vogliono di solito 2 mesi per far loro raggiungere un simile grado di sporcizia. Le ragioni? Potrebbe essere l’inquinamento industriale, ma più che altro credo la causa sia la deforestazione iniziata a partire da un’epoca antica, quando i contadini cinesi tagliavano gli alberi sull’altopiano del fiume giallo con l’obiettivo di avere più terre coltivabili, rompendo l’equilibrio ecologico.

Nello stesso tempo nuovi edifici sono stati eretti nel centro urbano della periferia con una grandezza più o meno simile a quella dei palazzi del centro storico bolognese all’interno delle mura. Ricordo che c’erano pochissime case quando visitai il villaggio per la prima volta circa 15 anni fa. Come potete vedere nelle foto, esteticamente lo stile urbanistico rimane ancora molto primitivo. È difficile dire che sia qualcosa di bello. Le facciate dei negozi e le piazze pubbliche tendono ad essere meramente funzionali.

Altrettanto interessanti da osservare sono i nuovi tratti dello sviluppo della cultura urbana. A parte negozi, ristoranti e uffici pubblici che servono al funzionamento di base per la città, ho anche scoperto nuovi spazi per l’intrattenimento: Karaoke, Internet bar e coffee shop in cui si riproducono i brani di K-pop. Considerando che 15 anni fa nello stesso luogo non c’erano altro che terre agrarie, è difficile immaginare come cambierà il paesaggio nei prossimi 15 anni.

Mi viene in mente sempre una domanda provocatoria: quali conseguenze questo modello frenetico di sviluppo lascerà agli abitanti di questo posto e fra tutti i cittadini dell’intero paese? La storia umana non ha mai registrato un divario generazionale così grande: i miei genitori durante la loro giovinezza ascoltavano le canzoni della propaganda della rivoluzione culturale, mentre io sono cresciuto con Internet ed i blockbuster hollywoodiani.  La globalizzazione ci ha permesso di accedere a quasi tutte le notizie del mondo: avendo visto il grado di modernizzazione dell’altra parte del pianeta, mi chiedo cosa preferiscano i giovani di questa piccola periferia: concorrere allo sviluppo di casa loro, oppure scappare da questo mondo ‘arretrato’?

Xiuru Liu

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