5 domande frequenti durante i colloqui per tirocinio e come affrontarle

Quando si riceve la prima chiamata per fare un colloquio per un tirocinio, si prova quel misto di emozione e angoscia che contraddistingue le nuove esperienze. Spoiler: probabilmente questa sensazione si presenterà anche dopo la seconda e la ventesima chiamata di questo tipo. Ad aumentare questa percezione c’è il fatto che si è fin troppo consci dell’importanza che quella chiacchierata avrà per il nostro futuro lavorativo e per la nostra realizzazione personale.

Parlando con persone che hanno più esperienza nell’ambito dei colloqui, non è raro sentirsi dire “ma tanto devi parlare di te, cosa ci sarà di difficile in questo?” La risposta è: tutto. Soprattutto nel caso in cui non si siano fatte particolari esperienze lavorative. Ciò che bisogna fare, quindi, è rimboccarsi le maniche e cercare di prepararsi a eventuali domande del selezionatore.

In questo articolo vi presento 5 tra le domande che vengono poste più frequentemente durante i colloqui per i tirocini, accompagnate da suggerimenti che possono agevolare positivamente l’effetto che avremo sul nostro interlocutore. Il Career Day si avvicina ed è bene arrivare preparati ai colloqui con le aziende.

1. Raccontami qualcosa di te

Racconta una storia breve ma significativa su te stesso, che lasci intendere la tua passione per quello che fai. Ai responsabili delle risorse umane piace sentire storie dei candidati, anche per farsi un’idea generale di quanto sia radicata la tua dedizione agli obiettivi che ti poni.

2. Perché sei interessato a questo tirocinio?

In questo modo, il selezionatore intende scoprire se ti sei informato sull’azienda alla quale stai facendo richiesta di tirocinio, e quindi se sei realmente interessato a lavorarci. Visita il sito e i profili social dell’impresa, studia i suoi obiettivi e sottolinea quelli che sono in linea con i tuoi. Anche in questo caso, un po’ di storytelling può aiutare: fornisci dei retroscena (per esempio raccontando un evento significativo) che diano al responsabile una chiara idea del perché persegui il tuo obiettivo. 

3. Raccontami di un’occasione in cui hai preso un’iniziativa o hai assunto il ruolo da leader

Questa è un’occasione per mostrare i punti di forza. La risposta dovrebbe rendere chiara all’interlocutore la tua abilità nell’ispirare gli altri a raggiungere degli obiettivi condivisi. In questo caso, se non si hanno esperienze lavorative può sembrare difficile trovare un esempio. Tuttavia, non è solo nell’ambiente lavorativo che si sviluppa la leadership: si può fare riferimento a esperienze vissute per esempio durante l’università o nello sport.

4. Cosa vuoi imparare con questo tirocinio?

Cerca di allineare gli obiettivi dell’azienda con i tuoi: fai osservazioni argute sul suo operato, dimostrando di conoscere bene ciò di cui si occupa, e dai motivazioni specifiche sul perché quell’impresa in particolare può darti un’opportunità di crescita.

5. Con quali caratteristiche particolari contribuiresti al tirocinio?

Pensa ai termini positivi con cui i membri della tua famiglia ti descrivono e cerca di comunicarli come impressioni altrui (per esempio “i miei professori apprezzano molto la mia puntualità nel portare a termine gli incarichi”). Ciò dà segno della tua umiltà, oltre ad aumentare la tua credibilità. Prova a dare esempi specifici di come userai tali caratteristiche per portare a termine le mansioni del tirocinio.

Certo è che c’è sempre la possibilità che qualche nostra “mancanza” venga allo scoperto: in questi casi è importante non cercare di mascherarla eccessivamente, rischiando di risultare goffi, e ricordarsi (e ricordare al selezionatore in modo appropriato) che lo scopo del tirocinio è proprio quello di imparare. Come dice sempre mio padre, “nessuno nasce imparato”! L’importante è, comunque, fare tutto il possibile per sentirsi a proprio agio, impegnandosi a fondo per conoscere il contesto in cui chiediamo di inserirci. Questo ci aiuta a sentirci più sicuri, il che sarà sicuramente a nostro vantaggio: ricordiamoci che, affinché il nostro interlocutore possa darci fiducia, i primi a credere in noi stessi dobbiamo essere proprio noi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...