“Vi mostro gli acquisti che ho fatto oggi” – Il fenomeno dei video haul

Quante volte, ritornate a casa da un pomeriggio di shopping, abbiamo subito mostrato entusiasmatissime i nostri acquisti ad amiche, sorelle o mamme? Sì perché se accaparrarsi l’accessorio tanto bramato a prezzo scontato è motivo di gioia stellare, condividere il proprio entusiasmo post shopping può essere altrettanto.

Oggi però, questa condivisione non avviene più solamente con le persone fisiche presenti intorno a noi ma anche con una serie di spettatori sconosciuti dando vita al fenomeno dell’hauling o dei video Haul. Chi di voi li conosce e li segue? Da follower e interessata al fenomeno ho deciso di provare a condurne un’analisi.

Cos’è un video haul?
La traduzione letterale di video haul è quella di video bottino. Questa espressione viene usata per indicare un genere di video pubblicato su internet, solitamente YouTube, all’interno del quale la protagonista, prevalentemente di sesso femminile, riprende se stessa all’interno della sua camera da letto mentre mostra alla schiera di seguaci gli acquisti fatti appena prima di rincasare e registrare il video.

Credit photo: screenshot dal canale YouTube di Blair Flower

Credit photo: screenshot dal canale YouTube di Blair Flower.

In poche parole si tratta di un vero e proprio spacchettamento in diretta poiché l’hauler (colei che gira i video haul) si presenta davanti alla telecamera con le shopping bag ancora piene e che svuoterà, durante le riprese, mano mano che mostrerà gli acquisti ancora imbustati e dotati di cartellino. Il più delle volte questi sono cosmetici, capi d’abbigliamento e accessori ma anche oggetti d’arredamento come le candele oppure stoviglie, gettonatissime sono le mug in stile americano.

Alla mostra di ogni prodotto si accompagna il giudizio su di esso che sarà ovviamente positivo (l’hauler non compra cose che non le piacciono realmente), il suo prezzo e il motivo per cui è stato acquistato. Il più delle volte riguarda il fatto di aver trovato l’oggetto tanto desiderato a prezzo scontato.

Evoluzione
Quello dell’hauling è un fenomeno che proviene da oltre oceano. I video infatti, sono di origine americana e sono apparsi sul web all’incirca nel 2007. Non si tratta di un fenomeno completamente nuovo poiché prima che questi prendessero piede vi era un genere simile: quello dei video unboxing. In questo caso quello che veniva mostrato era lo spacchettamento, la configurazione e l’attivazione di nuovi dispositivi high-tech.

Fin da subito i video haul hanno riscosso un enorme successo tradotto in termini di visualizzazioni e sono stati sempre in crescita. Fra le pioniere americane, ci sono le sorelle Flower, Blair e Elle, soprannominate le regine degli haul. I loro video hanno ottenuto 75 milioni di visualizzazioni. Per dare un’idea, dopo che Blair ha menzionato i cosmetici Jesse’s Girl all’interno di un video, il sito web dell’azienda si è impallato per le troppe visite nei 15 minuti successivi alla pubblicazione. (blog.etsy.com)

Se all’inizio le hauler erano solo ragazze adolescenti con il passare del tempo, l’età media s’è innalzata. Oggi le produttrici di questi video hanno dai 15 ai 35 anni e si dividono fra blogger che hanno deciso di intraprendere anche questa strada e neofite nel mondo di YouTube, le quali aprono il proprio canale e cominciano a fare video senza necessariamente avere un blog.

Da qualche anno a questa parte i video haul sono arrivati in Italia e anche da noi stanno riscuotendo livelli altissimi di attenzione.

Fenomeno dell’hauling e il buzz marketing
All’interno del fenomeno possono essere rintracciate alcune caratteristiche.

Innanzitutto occorre porre l’attenzione sul tono colloquiale e alla pari adottato dalle protagoniste. Le hauler parlano come se stessero conversando con le proprie amiche e, attraverso frasi come “fatemi sapere se gli acquisti vi sono piaciuti o se sono stati degli spunti utili…” innescano un’interazione con le loro follower le quali rispondono lasciando commenti sotto al video. Lo scambio diventa importantissimo per mantenere alto e fidelizzare il numero delle proprie seguaci.

Oltre all’informalità, un’altra caratteristica fondamentale è sicuramente la sincerità: nessuno seguirebbe una persona che fornisce spiegazioni e motivazioni che vengono percepite come false. A prova della sincerità vi è il modo di porsi e di parlare della youtuber: si vede che non è impostata, all’inizio è timida, parla senza fare troppe pause e per questo non può meditare più di tanto su quello che dice. I video inoltre, vengono filmati sull’impeto dell’entusiasmo post shopping, che essendo sincero e spontaneo, contagia le spettatrici e fa sì che queste li guardino.

L’hauler tiene al proprio aspetto fisico, pertanto nei suoi video si presenta con un bell’aspetto, truccata e alla moda ma portatrice di un proprio stile. Cura anche lo scenario dei suoi video. Dietro di lei, sia che si trovi in camera da letto che in salotto, è sempre tutto molto ordinato e crea un’atmosfera piacevole da guardare attraverso fiori e candele accese.

Sostanzialmente, l’hauler è una ragazza senza sponsor che viene apprezzata per il suo stile personale. Essa diventa una dispensatrice fidata di consigli utili che permette alle follower di scoprire prodotti nuovi e/o occasioni da non lasciarsi scappare. Nel far questo è motivata a continuare dalla ricompensa sociale di essere riconosciuta come una vera e propria esperta di shopping.

Continuo col dire che il fenomeno dell’hauling è connotato da un meccanismo direttamente proporzionale: le protagoniste più sono viste, più diventano interessanti agli occhi delle aziende di vendita al dettaglio. Questo perché l’enorme numero di visualizzazioni che un video haul è in grado di accumulare, trasforma l’esperta di shopping in una eccellente generatrice di buzz marketing: la youtuber super seguita mostrando e fornendo un giudizio positivo su un prodotto, scatena word-of-mouth il quale rimbalzando da una follower all’altra, rende il prodotto in questione un oggetto del desiderio che si vuole avere. Tale meccanismo risulta più efficace di qualsiasi altra strategia di marketing poiché si basa sulla sincerità e spontaneità.

Davanti a questo gioco, le aziende fanno di tutto per non rimanere escluse. Ecco quindi che inviano prodotti gratis alle hauler affinché partecipino al buzz marketing.

L’alto numero di visualizzazioni però, non smuove solamente le aziende preoccupate di rimanere fuori ma spinge anche la società di YouTube a stringere una partnership con la proprietaria del canale e a pagarla per produrre video. In questo modo l’hauler riceve anche una quota delle entrare pubblicitarie.

Haul sì o haul no?
Oggi quindi nell’affrontare lo stato attuale di questa attività sono stati sollevati alcuni interrogativi.

Il primo riguarda la spontaneità e la sincerità delle hauler. Fra i vari motivi per cui esse riscuotono successo c’è quello di essere in perfetta antitesi con la classica pubblicità commerciale perché senza sponsor. Ma ora che le esperte di shopping ricevono prodotti gratuiti dalle aziende si può continuare a sostenerlo?

A fronte di questo è intervenuta la Federal Trade Commission cioè l’agenzia che si occupa di tutelare i consumatori e garantire la concorrenza nel mercato. Qui, come per le fashion blogger, la TDC ha suggerito delle precise linea guida in base alle quali le hauler, ma in generale qualsiasi youtuber, devono esplicitamente dichiarare quelli che sono i prodotti che hanno ricevuto gratuitamente.

L’altro invece, riguarda il consumismo. Proprio perché viene a mancare la spontaneità, alcuni in modo un po’ troppo polemico forse, si sono chiesti se tali video non inducano le spettatrici a comprare oltre i loro reali bisogni e attribuendogli così un ruolo negativo.

Al di là delle polemiche, poichè ciascuno di noi deve analizzare e filtrare i numerosi stimoli che ogni giorno ci colpiscono, i video haul vengono apprezzati in quanto rappresentano un’occasione per condividere interessi specifici come il make-up e la moda ma anche per trarre nuovi spunti utili. Andando a leggere i commenti che le follower lasciano nello spazio sottostante ai video, si trovano ringraziamenti veri e propri rivolti all’hauler per aver fatto scoprire oggetti nuovi.

Ci tengo a precisare che nel condurre questa analisi, occorre sempre fare distinzione fra coloro che sono diventate delle vere e proprie giovani magnate con introiti pubblicitari e grandi collaborazioni e, coloro che continuano a fare video mosse appunto dal piacere e dalla voglia di interagire e condividere le proprie passioni e i propri acquisti nonostante il numero modesto di seguaci.

Lulù Beatrice Moccia – studentessa Compass

Fonti:
https://blog.etsy.com/en/2011/the-shopping-haul-phenomenon/

http://abcnews.go.com/GMA/Weekend/haul-videos-turn-tech-savvy-shoppers-web-stars/story?id=10158339

http://www.grazia.fr/societe/phenomenes/articles/le-hauling-ou-l-art-de-deballer-ses-fringues-devant-1-million-de-copines-236981

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