I 20 baci che hanno fatto impazzire il mondo: dall’ 800 ad oggi

Amori passionali, amori romantici, trasognanti, timidi o surreali. Sono tante le sfaccettature dell’amore e del bacio che lo suggella. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Bacio, vi proponiamo una carrellata di rappresentazioni dell’amore nell’arte e nella fotografia, tema di forte ispirazione per artisti di differenti epoche.

 

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Il bacioFrancesco Hayez (1859)

Nato sotto commissione del conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto, l’ambiente milanese dei circoli patriottici rappresenta un contesto florido per un noto pittore come Francesco Hayez. Il dipinto immortala un travolgente bacio tra due innamorati. L’opera riscuote presto grande successo, divenendo il simbolo per eccellenza dell’arte romantica italiana, tanto da condurre il pittore a produrne altre versioni successive, con delle piccole modifiche. A fare da sfondo è l’androne di un castello in stile medievale, dove il bacio intende imprimere, attraverso la sua carica passionale, un forte valore civile, ossia quello dell’amor patrio e della lotta allo straniero. La tensione amorosa tra i due amorosi è evidente: l’uomo, probabilmente un partigiano, in posizione attiva, trattiene l’amata, quest’ultima completamente abbandonata all’estasi d’amore. La posizione instabile del corpo fa presagire la rapidità del gesto, probabilmente in vista di un’imminente partenza  o di un incontro clandestino tra due amanti, ipotesi ricondotta alla presenza di un’ombra in arrivo sul versante sinistro del dipinto.

 

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Il bacio Amos Cassioli (1870)

L’opera  del pittore ottocentesco Cassioli rappresenta il bacio furtivo tra Paolo e Francesca, i due amanti condannati all’inferno da Dante. I baci rubati di amori impossibili, illegittimi e piuttosto furtivi e colpevoli, diventano ancora più affascinanti. L’amore che vede nel bacio un atto passionale e un gesto politico,come nel caso di Hayez, diviene uno dei soggetti frequentemente rappresentati nella pittura di tutto l’Ottocento.

 

 

 

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Il bacioAuguste Rodin (1889)

Lo scultore francese, rappresenta l’amore tra Paolo Malatesta  e Francesca da Polenta, unione resa famosa da Dante nella Divina Commedia. La coppia di amanti rappresenta l’amore drammatico, che porta alla morte e alla dannazione dei due. Tutto diventa senza tempo, proprio come la pietra; l’amore è identificato e bloccato nella tensione sessuale che precede l’abbraccio. I volti sono nascosti e dichiarati unicamente nel titolo dell’opera allo scopo di permettere l’identificazione di ognuno di noi nell’opera rappresentata. L’unione inoltre rappresenta la fusione delle due identità, identità nate a loro volta da un unico pezzo di marmo. L’illusione della carne e la passionalità assoluta diventano quindi le protagoniste assolute della scultura.

 

 

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A letto, il bacioHenri De Toulouse-Lautrec (1892)

L’opera racconta una scena d’intimità tra due donne, molto probabilmente due prostitute del Moulin Rouge, luogo assiduamente frequentato dal pittore post-impressionista. I tratti del dipinto sono nervosi e sembrano sporcare il bianco delle lenzuola: lo sguardo dell’osservatore non sembra disturbare le due amanti, strette di un tenero e caldo abbraccio di abbandono all’amore nella sua forma più pura. L’opera invita lo spettatore inevitabilmente al confronto con altre scene di amore, più violente, probabilmente con l’obiettivo di raccontare di un amore sognante.

 

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Il bacio –  Costantin Brancusi (1907)

Sin dal primo approccio con la scultura è evidente la sfumature dell’amore rappresentata dal Brancusi: tenero, affettuso e protettivo. L’incontro tra i due amanti è travolgente nell’abbraccio, rassicurante nella scelta di posizionare i due amanti con lo sguardo uno rivolto verso l’altro. La scultura è minimale, priva di decori superflui, proprio per scelta dell’autore, il quale vuole parlare unicamente della felicità vissuta nel momento del bacio tra i due protagonisti del capolavoro. L’unico blocco di pietra rappresenta la forte unione della coppia, rappresentata come sveglia dopo un gran sonno, avvolti in un’estasi di complicità e amore.

 

 

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Il bacioGustave Klimt (1907)

Il pittore viennese, massimo esponente insieme a Schile e Kokonska della parabola della Secessione Viennese, realizza molte opere che riflettono sulle passioni umane, sull’incedere del tempo e la trasformazione dell’animo e della vita dell’essere umano. In quest’opera l’abbandono del bacio tra i due amanti è circoscritto in un sfondo astratto ed etereo: l’uomo avvolge in un abbraccio protettivo e ed affettuoso la ragazza, che attraverso la chiusura delle palpebre fa emergere l’emozione del momento e la serenità che da questo ne consegue. L’emozione provocata dal bacio è indiscussa protagonista del dipinto: la policromia del prato e le tuniche mosaicate restano dettagli rispetto al profondo momento di compenetrazione dell’universo maschile e femminile rappresentato attraverso il bacio. La potenza dell’eros riesce ad unire così due modi apparentemente così diversi e lontani, quello dell’uomo, avvolto in una tunica dai tratti geometrici, e quello della donna, coperta da una tunica tra i contorni sferici e colorati.

 

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Ettore e AndromacaGiorgio De Chirico (1917)

De Chirico rappresenta, insieme a Carlo Carrà, il massimo esponente della pittura metafisica. Il suo particolare stile è condensato in quest’opera che racconta la nota scena di saluto, narrata da Omero nell’Iliade, tra Ettore e Andromaca prima dell’uscita dalle mura di Troia per affrontare Achille, in preda all’ira per l’uccisione del cugino Patroclo. Le emozioni tra i due sposi sono differenti: Ettore, coraggioso e sicuro di sé nonostante l’imminente rischio di morte, mentre Andromaca si dimostra sensuale nell’ intento di impedire all’amore della sua vita di rischiare la propria vita durante il duello. Ettore è avvolto dalla carica di Andromaca; per un primo momento appare coinvolto ma allo stesso tempo l’allungare delle ombre fa presagire la drammatica fine.

 

 

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Over The TownMarc Chagall (1918)

Tutti i racconti onirici di Chagall sfidano le leggi della fisica, ricalcano i contorni più poetici ed emozionanti del panorama interiore dell’artista, che sembra non appartenere a nessuna corrente artistica anche se si avvicina e ne abbraccia diverse. Spesso è collegato al mondo dei surrealisti, ma invece di raccontare in pittura gli aspetti più remoti dell’inconscio, ha trasferito nelle sue opere la gioia e l’amore, oltre  vicende della vita popolare russa ed episodi biblici. In “Over the town” troviamo lo stesso Chagall,  assieme a sua moglie, Bella Rosenfeld, che volano in aria, sopra la città di Vitebsk, la città del pittore. Il dipinto è una celebrazione del loro amore e di come il matrimonio abbia unificato la coppia.

 

GLI-AMANTI---MAGRITTE-compressor

Gli amantiRenè Magritte (1928)

Il pittore surrealista belga raffigura più volte e con alcune varianti la scena del bacio. In quest’opera, i due amanti sono ritratti in un bacio che suscita inquietudine ed angoscia a causa del lenzuolo che copre i due volte e ne ostacola la vista l’un dell’altro. Il dipinto incorpora l’incapacità di comunicazione tra i due protagonisti, narra di un amore che non riesce a farsi comprendere se non attraverso il linguaggio del corpo. Ai due amanti non è concesso sapere dell’altro a causa dell’incapacità di vedersi e toccarsi.

 

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Bacio a VeneziaFortunato Depero (1932)

L’artista, noto per le sue opere dichiaratamente futuriste, affronta il tema dei I due innamorati, rappresentandoli felici a Venezia, città romantica per eccellenza, mentre suggellano il loro amore in un bacio sui canali, allontanandosi quindi dall’imperativo marinettiano “uccidiamo il chiaro di luna”. Occhi dentro occhi, un abbraccio avvolgente sottolineato dalle lunghe braccia in evidenza: è la chiara rappresentazione di un amore consapevole, forte e sicuro. Il contesto romantico del canale di Venezia cristallizza il sogno di un sentimento vero ed espresso a gran voce.

 

 

 

 

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Il bacio con la finestraEdvard Munch (1982)

Il pittore espressionista tedesco dà una lettura che ben si accorda con il resto della sua produzione. Il dipinto, infatti,  fa emergere un nuova sfumatura dell’amore a partire dai colori freddi utilizzati: i volti dei due amanti sono nascosti ed avvolti in un abbraccio nostalgico, anch’esso rappresentato più in modo violento che romantico. I protagonisti sono posizionati sul bordo laterale destro e ciò può essere interpretato come il ritratto di un momento clandestino o circostanziale. Le due identità non sono ben delineate, indicando la fusione tra i due: la tensione è dubbiosa, irrequieta, scandita dall’indecisione di abbandonarsi o di essere distrutti dall’amore.

 

The planotic kissWilliam H. Rau (1901)

Il fotografo americano immortala una donna mentre bacia uno specchio. Nello scatto la protagonista intende esprimere un atto di estrema autostima, puntando lo sguardo alla macchina in segno di approvazione. La scena è doppia: il gesto si scorge nuovamente grazie alla presenza dello specchio, che ne fornisce una nuova prospettiva. La donna, in deshabillé, con questo gesto spontaneo e travolgente imprime nell’occhio di chi guarda una grande forza d’animo e di amore per se stessa.

 

 

 

 

 

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Il bacioPablo Picasso (1925)

Il fondatore del Cubismo tratta più volte soggetti ad alto contenuto emotivo ed erotico, rendendole occasione di riflessione sui meccanismi che portano a scomporre e ricomporre un sentimento . Il dipinto, nello specifico, ricompone la fusione di un amore travolgente, così appassionato da fondere le due figure a tal punto a tratti da non riuscire a distinguerle. Il bacio è intenso, sensuale: i due amanti si uniscono, confermando ciò che provano l’un per l’altro. La tecnica utilizzata riesce a catturare il movimento della carica passionale che li coinvolge e che impedisce ai due di staccare lo sguardo dall’altro.

 

 

Il bacioMan Ray (1935)

Come Marcel Duchamp, suo amico, Man Ray realizzò opere fortemente innovative. A Parigi conosce la cantante Alice Prin (Kiki), che diventerà la sua modella fotografica prediletta. Lo stesso anno inventa le Rayografie,  fotogrammi messi a contatto con del materiale sensibile, da cui risultano delle fotografie nate senza fare uso di una fotocamera. L’opera in oggetto utilizza proprio quest’ultima tecnica per condensare la nuda essenza del bacio, nella fisicità e al contempo alla fuggevolezza di questa fisicità.

 

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Il bacio della Vittoria (V-J day a Times Square) Alfred Eisenstaedt (1945)

La fotografia cattura il bacio tra un marinaio ed una giovane donna a Times Square:  la scena appare sfuggente, probabilmente a causa di un’imminente partenza. La rapidità del momento ben evidenzia la volontarietà dell’atto, dell’uomo di lasciare nella sua donna un segno di ciò che prova, del desiderio. La donna si abbandona ala bacio, dimenticando tutto ciò che potrebbe turbare il momento. Lo scenario della metropoli è bloccato da un sentimento che va in contrasto con il correre della routine quotidiana della città: ci si ferma davanti all’amore, annullando tutto ciò che circonda e dà velocità al tempo.

 

 

 

Lovers with 3-D glasses. Place Theatre, Times Square, NY – Weegee (1945)

La fotografia riesce a cogliere duplici aspetti situazionali in un unico scatto: la passione che travolge nel bacio i due giovani, nella smorfia di disappunto iniziale della donna, l’indifferenza di altri impegnati a guardare il film. I giovani sono rapiti da un famelico bacio che li fa evadere dal contesto e li conduce nel vortice naturale dell’amore.

 

 

 

Baci rubatiMario Biasi (1950)

Il fotografo italiano riesce a cogliere attraverso questo parco isolato l’intimità del rapporto tra i protagonisti dello scatto: l’uomo stringe la donna, esprimendo una nobile protezione verso quest’ultima, che subisce passivamente l’approccio amoroso. Il corpo della donna è rigido, ma il suo volto esprime la passionalità che anch’essa nutre nei confronti dell’amato. La delicatezza dello scatto regala visivamente l’esperienza inebriante dell’amore.

 

 

 

 

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Il bacio riflessoElliott Erwitt (1953)

Il bacio scambiatosi dagli innamorati riflessi nello specchietto retrovisore di una macchina è sicuramente uno dei più famosi scatti realizzati da Elliott Erwitt, nel 1953 a Santa Monica. La fotografia di Erwitt è libera da qualsiasi ideale e progettazione: il fotografo deve cogliere il momento migliore, senza limitarsi alla sola tecnica. È qualcosa che trascende la volontà dell’artista stesso: la situazione lo investe, lui punta l’obiettivo e, senza sforzo, scatta. Ma non è una cosa da tutti; ha più a che fare con l’occhio, l’istinto e la fortuna.

 

 

IL-BACIO---LICHTENSEIN-compressorIl bacioRoy Lichtenstein (1964)

Insieme a Andy Warhol , l’artista americano è tra i maggiori esponenti della pop art americana. Rispetto all’ allora dominante pittura espressionista astratta, il cambiamento tematico è radicale. Al di là dell’apparenza, così clamorosamente antiartistica, lo scopo era di realizzare delle vere opere d’arte senza però mostrarne l’intenzione. E in effetti i lavori di Lichtenstein sono caratterizzati da una raffinato senso della forma e della composizione, che emerge attraverso un’accurata selezione e elaborazione delle immagini, che assumono un originale valore estetico grazie allo spaesamento prodotto dall’isolamento dal contesto quotidiano, dalla variazione di scala e dalla collocazione negli spazi delle gallerie e dei musei. In quest’opera, utilizzando la tecnica della serigrafia su tela, ingrandisce astraendole e facendone unico tema, un frame di un fumetto che racconta proprio di un bacio.

 

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Jhon Lennon e Yoko OnoAnnie Leibovitz (1980)

Se l’icona del bacio più famosa è appunto un bacio che scaccia via la guerra, è il bacio di Times Square fra il marinaretto e la crocerossina rubato da Alfred Eisenstaedt il 14 agosto del ‘45, giorno della resa del Giappone, ma icona di cosa? Dell’euforia della pace, si è sempre detto; di una molestia sessuale, qualcuno insinua oggi. Perché il bacio, specie in pubblico, sta sulla soglia ambigua tra l’innocenza e la trasgressione. E il bacio proibito delle celebrità è la preda più ambita dei paparazzi. Mai come quando riesce a  cogliere il dolce abbandono di un bacio, la fotografia è macchina dei sogni. E poi baci-disperazione, quelli della generazione tradita dall’Aids e dalla droga di Nan Goldin. E poi baci-premonizione, John Lennon nudo come un morto aggrappato a Yoko Ono, fotografati da Annie Leibovitz poche ore prima dell’assassinio. La fotografia infatti risale a poche ore precedenti l’uccisione proprio del cantante dei Beatles. L’immagine riesce a gran voce ad esprimere la tenerezza, la delicatezza e la profondità dei sentimenti che legano i due protagonisti. Jhon, nudo e rannicchiato sulla compagna, mentre Yoko decide per sua scelta di posare vestita. Il contrasto è quindi netto, la diversità tra i due tangibile. Non c’è sfondo, c’è solo l’essenzialità dell’amore che nutrono i due amanti: l’inquadratura dall’alto permette di evidenziare maggiormente la posizione assunta da Jhon e Yoko.

E voi? Quali tra questi avete preferito?

Miriam Fiato

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