Quanto costa studiare negli USA?

Nonostante gli Stati Uniti rimangano la destinazione mondiale più popolare fra gli studenti che scelgono di partire per l’estero, nondimeno risultano anche la scelta maggiormente dispendiosa.
Sebbene poi i costi complessivi di un tour accademico negli USA siano piuttosto elevati, è bene comunque controllarli più nel dettaglio – così da avere ben presente il quadro complessivo, prima di decidere. Le ricevute annuali a cinque zeri spaventano, è vero, ma scopriamo perché nella speranza che questo articolo possa essere utile a quanti in queste settimane stanno cercando di orientarsi in vista della futura scelta universitaria.

Nel report 2016 della banca HSBC, intitolato “Il valore dell’educazione: fondamenta del futuro” (scaricabile qui) gli USA sono emersi quale miglior scelta universitaria di quei genitori che pensano di mandare i propri figli a studiare all’estero. Tuttavia, è un’opzione costosa.
Il costo medio annuale, infatti, è stimato sui 33.215 $ circa (vale a dire 30.909,88 €).

Moltiplicando per 4 anni la suddetta cifra per la maggior parte delle lauree di primo livello, dunque, frequentare un’università statunitense può sembrare tanto realistico quanto imbattersi nella Casa Bianca mentre si cerca un appartamento in affitto.
Per quanto spaventose appaiano le spese, comunque, esiste un modo per tamponarle.

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I costi del sistema universitario statunitense (2015-2017, fonte CollegeBoard.com)

Innanzitutto, occorre sapere dove si vuole studiare.

Sempre secondo le stime della HSBC, i costi accademici e le spese vive quando si studia in una delle università di fascia alta negli USA, ogni anno, possono aggirarsi sui 60.000 $ lordi – ma non è di certo impossibile laurearsi altrove (sempre negli Stati Uniti), spendendo meno.
Chi cerca un’opzione più abbordabile dal punto di vista finanziario, e quindi tuition fees minori, può rivolgersi agli atenei del settore pubblico.

Tali atenei (di cui Forbes ha stilato una classifica) sono gestiti come una rete di sistemi accademici statali, condividendo fra loro – in certa misura – l’impianto amministrativo, mentre continuano a operare quali istituzioni separate. Le università pubbliche negli USA possiedono due tariffe d’ingresso diverse: una per i residenti di quello specifico stato, l’altra – più costosa – per chiunque venga da fuori (è questo il caso degli studenti esteri o anche degli stati confinanti).

Secondo i dati dell’organizzazione per il supporto allo studio College Board, per l’anno accademico 2014/2015 il costo medio annuale negli atenei pubblici era di 9.139 $ per i residenti statali e 22.958 per tutti gli altri. Tale media, poi, va paragonata a quella di 31.231 $ all’anno per gli istituti privati non-profit. L’opzione più economica di sempre restano le lauree biennali conseguibili in quelle università pubbliche note col nome di community colleges, technical colleges o city colleges. Le loro tariffe annuali medie – sempre per l’anno 2014/2015 – non superavano i 3.347 $.

Purtroppo non è possibile completare un intero ciclo di studi in un community college, ma esiste comunque la possibilità di ottenere un’associate’s degree. Tale titolo varrà come prima metà di una laurea quadriennale (Bachelor’s degree), che potrà poi essere completata trasferendosi in un’università per due o tre anni addizionali.

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Ingresso e Rotunda della University of Virginia (Charlottesville, VA)

Cosa possiamo dire, invece, sulle sovvenzioni allo studio?
Quando si esaminano i costi accademici negli USA, si è soliti distinguere tra il prezzo “di copertina” (vale a dire i listini pubblici) e la somma che gli studenti pagano effettivamente, una volta entrato in gioco il sistema federale o statale di sovvenzioni allo studio. Nell’anno accademico 2013/2014 (fonte IES-NCES), l’85% degli studenti di laurea quadriennale negli USA ha ricevuto un aiuto finanziario per il proprio percorso di studi, inclusi l’83% degli studenti dei community college e l’89% degli istituti privati non-profit.

Spesso sono proprio le università americane più costose e prestigiose (quali il Massachussetts Institue of Technology) ad offrire le opportunità di sovvenzione più generose. All’MIT, infatti, il miglior ateneo degli Stati Uniti e del mondo, il 91% degli studenti ha ricevuto aiuto finanziario per gli studi. Alla Caltech, invece, il 99% dei dottorandi può contare sul pieno rimborso dei costi di ricerca.

Sebbene alcune sovvenzioni siano accessibili solo ai cittadini americani, esistono tantissime altre forme di finanziamento aperte anche agli studenti esteri. L’Università della Pennsylvania, ad esempio, stanzia circa 6 milioni di dollari ogni anni proprio per aiutare gli studenti provenienti non solo dall’Europa e dall’Asia, ma anche dai confinanti stati del Canada e del Messico.

Stando poi ai dati forniti da US News, anche Harvard non è da meno. Nell’anno accademico 2015/2016, questo prestigioso ateneo della “Ivy League” ha fornito supporto economico a circa 559 studenti provenienti dall’estero, con un importo complessivo che si attesta sui 56.268 $.

Esiste infine un piccolo gruppo di università d’élite, negli USA, che utilizza le cosiddette “need-blind policies“. Tali politiche non considerano il back-ground finanziario del richiedente durante il processo di ammissione; in questo modo, l’ateneo si preoccupa di fornire sufficienti sicurezze economiche perché ogni studente sia in grado di frequentare nel modo migliore.

Antonio Amodio

 

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