Primarie USA – pt. 03

I caucus del Nevada, il terzo stato al voto nelle primarie per le elezioni presidenziali americane, hanno registrato, per quanto riguarda il partito democratico, la larga vittoria del Senatore Bernie Sanders davanti a Joe Biden e Pete Buttigieg.

Pur essendo uno stato relativamente piccolo, il Nevada era interessante in quanto esprime una popolazione molto più variegata rispetto ai primi due stati, Iowa e New Hampshire, che sono quasi interamente bianchi, rispecchiando quindi maggiormente l’elettorato complessivo dei democratici. Bisogna infatti notare che, pur non essendo paragonabile a stati progressisti come la California, nei cicli elettorali recenti il Nevada si è spostato a sinistra: attualmente il partito democratico esprime il governatore, le due senatrici a Washington e tre dei quattro deputati, oltre a controllare sia la camera statale che il senato statale.

Per quanto prevista dai sondaggi, la vittoria di Sanders è quindi significativa proprio in quanto avvenuta in uno stato in cui le minoranze rappresentano una componente rilevante dell’elettorato, dal momento che nelle primarie del 2016 proprio questa parte della società aveva costituito uno dei suoi principali problemi elettorali.

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Sanders è ora chiaramente il candidato in vantaggio, anche se il recupero di Biden mostra come possa essere affrettato trarre conclusioni dal voto in piccoli stati come quelli iniziali.

Il quadro dovrebbe in ogni caso chiarirsi nelle prossime due settimane, quando le primarie prenderanno probabilmente la loro forma definitiva: prima sarà il turno della South Carolina (29 febbraio), in cui si capirà quanto la popolarità di Biden presso i cittadini afroamericani sia rimasta intatta dopo i deludenti risultati iniziali; poi verranno chiamati al voto quattordici stati nel cosiddetto “Super martedì” (3 Marzo), che assegnerà circa un terzo di tutti i delegati totali e nel quale, per la prima volta, sarà possibile esprimere la preferenza per Michael Bloomberg. Bisogna però tenere presente che in dieci di questi stati, tra cui i quattro più popolosi e quindi con il maggior numero di delegati (California, Texas, North Carolina e Virginia), già da settimane è aperta la possibilità di voto anticipato. Di conseguenza, gli sviluppi recenti della campagna potrebbero avere un impatto ridotto.

 

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