Comunicare l’Europa per far fronte alla sfiducia. Riparte EuLab: intervista alla professoressa Elena Baracani

Anche quest’anno è iniziato il Laboratorio EuLab in una edizione tutta nuova che vede coinvolti gli studenti dei corsi di laurea magistrale International Relations e Politica, Amministrazione e Organizzazione del Dipartimento Scienze Politiche e Sociali.

EuLab consiste in un vero e proprio workshop in cui gli studenti possono prendere la parola e presentare i propri progetti di ricerca sulla politica estera dell’Unione Europea.

Il Laboratorio è nato dal progetto EuLab che da anni si propone di promuovere la cittadinanza europea. Infatti, seminari, laboratori e incontri costituiscono il mezzo più efficace per diffondere la conoscenza sulle istituzioni europee. Inoltre, un flusso comunicativo tra pari o “peer learning” consente agli studenti di confrontarsi sugli argomenti di discussione, condividendo idee ed esperienze.

Il progetto EuLab è stato istituito dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna da sempre impegnato sui temi dell’Europa. Nel comitato scientifico di EuLab ci sono docenti e ricercatori impegnati da tempo nel campo delle relazioni internazionali, della politica estera dell’UE e della comunicazione e promozione della cittadinanza attiva.

A seguito dell’inizio della pandemia, la fiducia nei confronti dell’Unione Europea è calata sensibilmente (Eurobarometro Estate 2020). Il dato più preoccupante proviene proprio dal nostro Paese dove solo il 28% dei cittadini crede nel progetto europeo. Infatti, l’Italia mostra il livello più basso di fiducia nell’Unione Europea tra tutti i 27 paesi presi in esame, solo la Francia (30%) e la Grecia (32%) presentano livelli così bassi. E non è tutto perché il 61% degli italiani dichiara di non fidarsi dell’Unione Europea e solo la Grecia presenta un tasso di sfiducia più elevato raggiungendo il 66%.

Fiducia nell’Unione Europea (Eurobarometro Estate 2020)

L’Italia presenta anche il numero più basso di persone che si sentono cittadini dell’Unione Europea (48%) ed è l’unico paese dove la percentuale di chi non si sente cittadino UE supera quella di chi si sente cittadino UE.

Sentirsi cittadini europei (Eurobarometro Estate 2020)

Tuttavia, mentre l’Italia ha mostrato uno scarso livello di fiducia anche in passato, a seguito della pandemia è riscontrabile una maggiore sfiducia nelle istituzioni europee da parte di tutti i Paesi membri. Infatti, a luglio-agosto 2020 il 48% dei cittadini europei dichiara di non fidarsi dell’UE, un punto percentuale in più rispetto ad autunno 2019. Diversamente, la sfiducia nei Governi nazionali è calata di cinque punti percentuali e si attesta al 56% (Eurobarometro Estate 2020).

Alla luce del clima di sfiducia descritto, che ruolo può svolgere il progetto EuLab nella promozione della cittadinanza europea? E soprattutto, come è possibile comunicare l’Europa a cittadini sempre più disillusi?

Per provare a rispondere a queste domande abbiamo fatto una chiacchierata con la Professoressa Elena Baracani, docente di “Europe in World Politics” e “EU Institutions” presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, che quest’anno raccoglie il testimone dalla professoressa Lalli nella guida del Laboratorio EULAB.

Professoressa Elena Baracani

Professoressa, che cos’è Eulab?  Quando è nato?

EuLab è il sito web per l’informazione e la promozione della cittadinanza attiva europea del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, inizialmente creato dalla professoressa Pina Lalli nell’ambito della Laurea Magistrale di Comunicazione Giornalistica, Pubblica e d’Impresa (COMPASS).

Per quest’anno accademico abbiamo deciso di utilizzare EuLab per consentire agli studenti del workshop sulla politica estera dell’Unione europea di pubblicare, con il supporto degli studenti di COMPASS, materiale multimediale su tre casi di studio: relazioni Ue-Bielorussia, relazioni Ue-Russia, relazioni Ue-Turchia. EuLab si presta, infatti, perfettamente a fornire la cornice entro la quale questo scambio di conoscenze e competenze tra i nostri studenti delle Lauree Magistrali in International Relations (IR), Politica Amministrazione e Organizzazione (PAO), e COMPASS) si può realizzare. 

Che ruolo ha Eulab nella promozione della cittadinanza attiva  europea?

Attraverso lezioni, seminari, laboratori e progetti, EuLab ha contribuito negli anni a diffondere saperi, esperienze e una cultura attenta e aperta alle sfide e alle opportunità che l’Unione europea rappresenta. Nell’ambito del progetto ‘Promuovere la cittadinanza attiva europea in tempi di crisi’, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, sono stati organizzati incontri informativi sui bandi di mobilità internazionale per studio e lavoro finanziati dall’Ue, workshop, e word-café. Adesso, concluso il progetto, in collaborazione con Europe-Direct Emilia Romagna, promuoviamo il dibattito sulle principali tematiche relative al processo di integrazione europea, come la Conferenza sul Futuro dell’Europa e il Recovery Fund. Allo stesso tempo, nell’ambito del workshop sulla politica estera dell’Ue, diffondiamo le analisi prodotte dagli studenti di IR e PAO su alcuni casi concreti di risposta dell’Ue alle crisi. 

Quali temi saranno affrontati nello specifico durante il workshop 1 WS3?

Il workshop 1 WS3 è un laboratorio sulla politica estera dell’Unione Europea. Quest’anno abbiamo aggiunto l’obiettivo di produrre contenuti multimediali da condividere sul sito web di EuLab. Il laboratorio si basa su una modalità di apprendimento tra pari, ovvero grazie alla collaborazione tra studenti che afferiscono a diverse Lauree Magistrali (IR, PAO, COMPASS) del nostro Dipartimento. I casi selezionati riguardano le relazioni Ue-Russia (Gruppo 1), e in particolare il “caso Navalny”, le relazioni Ue-Bielorussia a seguito della contestazione delle ultime elezioni presidenziali (Gruppo 2), e le relazioni Ue-Turchia in riferimento alla situazione nel Mediterraneo orientale (Gruppo 3). Gli studenti che partecipano sono circa 30, suddivisi in tre gruppi, ognuno avente un “chair” con la funzione di coordinamento delle attività e di interagire con gli studenti di COMPASS per organizzare la produzione di materiale multimediale.  In particolare ogni gruppo descriverà il caso di studio assegnato attraverso la Foreign Policy Analysis per poi procedere a diverse interpretazioni, utilizzando i seguenti approcci teorici: ‘New Intergovernmentalism’, ‘New Institutional Leadership’, and ‘Organized Hypocrisy’.  

Quali risultati si attende al termine del percorso?

Alla fine del workshop ci si aspetta che gli studenti abbiano imparato ad analizzare la politica estera dell’Ue attraverso la ‘Foreign Policy Analysis’, interpretare i casi di studio attraverso prospettive teoriche diverse, e trasformare le analisi svolte in contenuti multimediali. 

Considerato il periodo storico che stiamo vivendo e il ruolo delle istituzioni europee, spesso oggetto di sfiducia e pessimismo, come pensa si debba parlare oggi di Europa sui media per contrastare questo sentimento di sfiducia?

Ritengo che si debba parlare di Europa innanzitutto con competenza e quindi in modo approfondito. Le varie tematiche europee, fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini, sono solitamente questioni molto complesse, che devono essere analizzate in profondità. Questo è a mio avviso il modo in cui si deve parlare di Europa sui media per contrastare l’eventuale sentimento di sfiducia. Occorre, innanzitutto, far comprendere il complesso funzionamento dell’Ue per avvicinarla ai cittadini e per renderli consapevoli della grande importanza dell’Europa per la loro vita quotidiana.  

Comunicare l’Europa ai giovani per costruire cittadini europei consapevoli e attivi: qualche suggerimento, a partire dalla sua esperienza di ricercatrice e docente?

I miei studenti del curriculum in European Affairs della LM in IR sono particolarmente interessati a capire il funzionamento dell’Unione Europea. I nostri corsi, nelle diverse discipline, rappresentano il primo step per far riflettere i giovani su quello che oggi è l’Unione europea e come dovrebbe essere revisionata per essere più vicina ai cittadini europei. Dopodiché spetta ai giovani, attraverso la loro mobilitazione e il loro impegno, contribuire a migliorare questa realtà e renderla sempre più vicina alle esigenze dei cittadini europei e un modello da seguire nel mondo. Gli studenti non devono limitarsi ad assistere passivamente alle lezioni, ma capire che il futuro del processo d’integrazione europea dipende dal ruolo attivo che svolgeranno

Marco Farabegoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...