Burger King: Moldy Whopper Diventa Virale

“La bellezza del cibo vero è che diventa brutto” – questo il Tweet lanciato da Burger King in merito alla sua nuova campagna promozionale.

Stiamo parlando del filmato che inquadra la storia del decadimento di un Whopper, panino simbolo della catena di fast food Burger King: 34 giorni riassunti in 45 secondi, alla fine dei quali il panino si presenta in stato di decomposizione e muffa.

Protagonista indiscussa dello spot è la muffa, che ha l’intento preciso di indicare la normale decomposizione tipica di cibi sani, senza conservanti artificiali. Proprio questo è l’intento di Burger King che decide in questo modo di annunciare la novità dell’anno: l’eliminazione di conservanti artificiali, coloranti e aromi di sintesi dalla preparazione dei suoi panini simbolo, i whopper.

Il video (realizzato con la tecnica del time-lapse) inquadra in primo piano uno dei panini più famosi della catena, dietro sfondo nero, il quale consente allo spettatore di non avere distrazione alcuna e di poter focalizzare completamente la propria attenzione sui dettagli ben illuminati. All’inizio dello spot il panino si presenta succulento, in perfetto stato, farcito e appetitoso; ma al passare dei giorni e dei secondi, lo stato del cibo inizia un lungo processo di decomposizione cospargendosi di muffa e batteri.

Come abbiamo anticipato, il messaggio celato dietro la campagna pubblicitaria è molto chiaro e semplice, ma nonostante questo, la vera forza comunicativa di tale spot è data in definitiva dal gioco di contrasi ricorrente: mentre inizialmente il panino è appetitoso e desiderabile, alla fine della storia esso si presenta per niente invitante e disgustoso; allo stesso modo, gli ingredienti presenti al suo interno sono illuminati e resi ben visibili dalla luce dei riflettori che lo circondano, ancora una volta in contrasto con lo schermo nero sullo sfondo; Il brano movimentato che accompagna la successione rapida degli ingredienti nella prima parte dello spot è in contrasto con il brano più lento in sottofondo al timelapse del panino che ammuffisce nella seconda parte, i quali sottolineano ulteriormente la differenza tra le immagini iniziali e appetitose e quelle successive al deterioramento.

Tale campagna, diventata subito virale, è stata protagonista di numerosi dibattiti e numerose critiche da parte delle diverse audience.

Dietro l’hashtag #NoArtificialPreservatives lanciato dalla catena di fast food sui social e in particolare su Twitter, c’è una grande strategia che è stata oggetto di numerosissime critiche, dibattiti e pareri da parte dell’audience. A tale proposito mi riferisco anche ad alcuni titoli di giornali che lo classificano come “anti- pubblicitario” perché oltre a non invogliare l’appetito dei clienti in nessuna maniera, nella società di oggi non è assolutamente abituale trovare uno spot pubblicitario che si riferisca al cibo e che allo stesso tempo rappresenti alimenti in decomposizione.

Nonostante ciò, è doveroso e inevitabile riconoscere l’originalità e il successo virale che è stato raggiunto da tale filmato: basti pensare che a soli due giorni dal caricamento su Youtube (da parte della catena), esso ha totalizzato più di un milione di visualizzazioni.

In merito all’argomento, vi consiglio anche la lettura di questo articolo.
Prosumerismo, digital divide e McDonaldizzazione sui siti web

Letizia Bertolini

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