I media e il Covid-19, tra informazione e sostegno

Ormai è un dato di fatto: il Covid-19 sta cambiando le abitudini, le consuetudini e il modo di affrontare la quotidianità, anche quando si fa riferimento all’impatto che il virus sta avendo sul modo di approcciarsi all’informazione, e sul modo in cui l’informazione stessa viene data e percepita. Cosa sta cambiando, nello specifico? È curioso constatare come il Coronavirus stia progressivamente rallentando le vite di ciascuno di noi, noi che viviamo costantemente di corsa, abituati a routine che ci costringono a non darci, talvolta, nemmeno il tempo di fermarci un attimo a pensare, a riflettere. A non darci il modo di fermarci, in generale. E, come noi, neppure i media riescono a fermarsi davanti a fatti spiacevoli o delicati da affrontare. Il Coronavirus sta rallentando la nostra routine sì, ma allo stesso tempo ci sta invitando a fermarci e a riflettere su quale sia la cosa migliore da fare, in una situazione di emergenza come questa. È il momento di pensare a quanto il semplice gesto del “fermarsi” possa essere talmente potente ed efficace da permettere addirittura di salvare vite umane.

È importante, in questa determinata situazione di emergenza e di difficoltà, riflettere anche sul ruolo che stanno avendo i media, un ruolo che va dall’informazione, alla sensibilizzazione, al tentativo di mettere in guardia chi, scelleratamente, sottovaluta il problema ormai dilagante. I media ci mettono di fronte alla realtà, al fatto che non possiamo chiudere gli occhi davanti a ciò che sta accadendo, continuando imperturbabili a seguire la nostra routine: il numero dei contagi in Italia ha superato i 40mila casi, dato che fa rabbrividire, tanto quanto la negligenza dimostrata lo scorso 8 marzo, quando, all’indomani delle prime informazioni del Governo riguardo le misure restrittive per la Lombardia e 14 province italiane, al fine di contrastare al meglio l’emergenza, la paura ha avuto la meglio sul buonsenso. Le stazioni sono state prese d’assalto, ignorando o sottovalutando la gravità che il semplice “scendere a casa” poteva comportare.

Il discorso tenuto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa dello scorso 9 marzo a Palazzo Chigi, rilanciato dalle reti nazionali e dalle varie testate giornalistiche, fa riferimento all’inasprimento delle misure precedentemente adottate, arrivando a dichiarare “zona rossa” tutta la Penisola, nel tentativo di proteggerla ulteriormente. E, a rafforzamento di ciò, anche i media, e i social in modo particolare, stanno facendo la propria, importantissima parte: l’hashtag #iorestoacasa sta rimbalzando sui profili Instagram di personaggi di spicco: l’invito a proteggere il nostro Paese sta diventando lo strumento principale di cui servirsi in questo momento di seria difficoltà, per evitare il propagarsi del contagio.

Il ruolo dei media, a questo proposito, si rivela cruciale: quale mezzo migliore per diffondere un messaggio così importante come quello di proteggere la nostra Italia? La televisione, i social, la radio, oltre a occuparsi di diffondere il messaggio in maniera incisiva, offrono anche numerosi suggerimenti per affrontare questo periodo, dando consigli su come trasformare il dover restare in casa in un’opportunità da non perdere per fare altro: il cantante romano Mannarino, ad esempio, nel suo ultimo post su Instagram, afferma come lo stare in casa possa permettere di dedicarsi a ciò che in altri momenti, per mancanza di tempo, si tende ad evitare di fare o a rimandare, come telefonare a parenti o amici che non si sentono da tanto o ascoltare dischi, leggere libri, sistemare l’armadio, e termina il post con un monito per i suoi followers, che invita a “Sconfiggere i virus che ti porti dentro da una vita, scegliere di essere felice, buttare le cose inutili e guardare in faccia la verità: chi sei, chi ami, cosa vuoi fare davvero quando uscirai di casa”.

Il semplice gesto del “restare in casa”, infatti, risulta determinante per il rallentamento del contagio: come riportato da Repubblica.it in un articolo del 10 marzo, il Comune di Codogno, ormai noto in tutto il mondo per aver fatto registrare il primo ricoverato da Coronavirus riconosciuto in Italia, alla data di pubblicazione dell’articolo riporta “zero nuovi contagi”, dato significativo, nonché ottimo monito per avvalorare l’hashtag #iorestoacasa. Pertanto, il doppio ruolo dei media, sia informativo, sia di monito, risulta davvero cruciale per noi cittadini, abituati ad essere accompagnati nella quotidianità da questi strumenti che, in tale momento di difficoltà, si rivelano tanto utili mezzi quanto ottimi “sostenitori” di un appello per proteggere noi stessi e chi ci sta intorno. #iorestoacasa

Chiara Pirani

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