Body shaming, stereotipi e conciliazione. Una chiaccherata con FrancescaFitnessFreak

Mentre qualche settimana fa intervistavo Francesca Brandina, la fitness influencer riminese, sono emerse tematiche che ormai da tempo richiamano l’attenzione e sensibilità, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Partendo dalla sua testimonianza siamo arrivate a confrontarci su body shaming e stereotipi.  

Il termine body shaming dal 2018 si trova anche nell’Enciclopedia Treccani, che lo descrive come “il fatto di deridere qualcuno per il suo aspetto fisico”. Questa pratica è sempre esistita, ma solo con l’evoluzione e la capillarità dei social media, è diventato un problema ancora più grave e virale. Infatti, gli utenti, si sentono sempre più protagonisti e molto spesso si sentono legittimati o coraggiosi perché si nascondono dietro alla possibilità di accedere con un account fake, oppure perché non ci sono normative che regolano il web.
Indimenticabile, a tal proposito, il discorso di Vanessa Incontrada nel dicembre 2019, che ha subito per anni body shaming in prima persona.

Anche gli uomini però, seppur in minor consistenza, sono vittime di questo fenomeno. Il deputato del Partito Democratico Filippo Sensi, infatti, ha raccontato alla Camera la sua esperienza per denunciare in particolare il fat shaming e per chiedere delle misure di tutela giuridica.

Questi fenomeni hanno portato le comunità femministe e LGBTQ+ ad unirsi sotto un’unica voce, per denunciare una realtà che colpisce soprattutto donne e le comunità LGBTQ+. Una delle risposte al problema del body shaming è quella del body positive: predicare l’auto accettazione della propria forma fisica o aspetto e diffondere l’amore verso sè stessi. Questo diventa un tormentone, anche sul web iniziano a diffondersi messaggi positivi rispetto ai nostri corpi, tutti diversi e tutti splendidi. Il mantra è che non bisogna nutrire stereotipi e preconcetti. Ognuno deve essere sè stesso.

Un fenomeno che diviene talmente virale che alcuni brand legati al mondo femminile hanno iniziato a fare femversising, facendo leva sull’accettazione per vendere i propri prodotti e per aumentare awareness (Saveria Capecchi, “La comunicazione di genere. Prospettive teoriche e buone pratiche”).

Ecco cosa ne pensa Francesca Brandina.

Accettazione di sé e body shaming. Secondo la tua esperienza da influencer, quanto è diventato importante il fenomeno del body positive? Come dovrebbe essere tutelata la persona in casi di body shaming sul web?
A mio avviso l’accettazione di sé è una tematica molto importante ma oggi viene molto strumentalizzata.
Su Instagram ci sono correnti diverse: ci sono quelli che postano che le foto del prima e del dopo e vedono che funzionano, che hanno riscontro nel pubblico; e poi ci sono quelli che invece parlano dell’accettazione di sé anche se hanno preso qualche kg in più.
La verità è che è inutile vendere i numeri del lotto e trasmettere il messaggio che il cambiamento avviene dall’oggi al domani. Come è inutile trasmettere il messaggio di accettazione del proprio corpo a priori anche quando avviene velocemente e inaspettatamente.
Io in questo momento non sento di voler trasmettere un messaggio di accettazione alle persone che mi seguono perché ancora non ho raggiunto la maturità necessaria per essere soddisfatta del mio corpo. Quindi è inutile illudere la gente su fatti che non sono reali.
Molto spesso poi c’è disinformazione rispetto a ciò che è sano e ciò che è insano per quanto riguarda il proprio peso e il proprio corpo. Non è educativo trasmettere una pura accettazione di sé nella vetrina di Instagram , ma bisogna considerare che ogni donna è diversa dall’altra e ci possono essere patologie o disturbi nella persona che magari ignora per disinformazione. Infatti si possono avere delle magrezze o dei sovrappesi insani dati dalla cultura dell’estetica. Bisogna invece proporre una cultura basata sulla cura del proprio corpo attraverso una sana alimentazione e una regolare attività fisica.
Ci sono anche casi dove le persone che condividono o che trasmettono il messaggio dell’accettazione del proprio corpo, sono poi le stesse che puntano il dito sull’aspetto estetico di altre persone.
Infatti per quanto riguarda il fenomeno del body shaming sui social bisogna partire dalla consapevolezza che purtroppo sono presenti i soliti “leoni da tastiera”. Questi passano il loro tempo a commentare ogni tipologia di corpo utilizzando termini offensivi e molto spesso impropri: se sei molto magra ti scrivono che sei anoressica; se prendi qualche kilo parte subito il commento “ma cosa hai fatto? ma sei gonfia!”. Le cause che regolano il peso corporeo sono molteplici, dallo stress, a squilibri ormonali, a disturbi alimentari. Le persone che scrivono queste cose purtroppo non riflettono sulle problematiche legate al corpo di ognuno di noi. C’è da dire poi che oggi il canone di bellezza femminile è la perfezione su ogni aspetto della donna. E quando penso a questa cosa mi viene in mente il discorso di Vanessa Incontrada, fatto su Rai1 qualche mese fa, che inizia proprio con la frase “la perfezione non esiste”. Penso che il suo discorso abbia fatto emozionare tutti quelli che l’hanno ascoltato, ma dall’altra parte probabilmente sono gli stessi che per tutta la carriera dell’Incontrada l’hanno derisa e sottostimata per l’aspetto fisico. Non è giusto che una donna debba essere considerata prima in base alla forma fisica e dopo in base alle competenze.

Il mondo del fitness è culturalmente legato al sesso maschile. Ora si sta aprendo anche al femminile. Tu hai subito dei pregiudizi in questo mondo in quanto donna?
Nel mondo del fitness mi sono accorta che tra uomo e donna l’unica differenza, a mio avviso, è caratteriale. Ognuno di noi ha delle debolezze e delle insicurezze come anche punti di forza. Ci sono persone che hanno paura a mostrarsi, sia per quanto riguarda il corpo in sé, sia per quanto riguarda l’abbigliamento. Per esempio io non riesco ad indossare abbigliamento bianco, perché non mi sento a mio agio. Questo per far capire che molto spesso le paure nascono da noi stessi e queste ci rendono deboli.
Nel fitness non manca il fattore culturale: che temiamo ma accettiamo poiché visto come normalità e unica realtà. Non nego di essere anche io schiava in qualche modo di dinamiche socioculturali e sfido chiunque a riuscire a trascurarle nel mondo nel quale viviamo. Nel fitness c’è lo stesso pregiudizio che esiste al di fuori del fitness. Se una donna esce la sera con i leggins di pelle può venire additata da un uomo come una ‘poco di buono’ e sta alla donna controbattere o semplicemente farsi scivolare addosso la bassezza dell’opinione.

Francesca Brandina e suo figlio Edoardo

Per quanto riguarda la conciliazione casa-lavoro cosa ne pensi? Per tutti noi che ti seguiamo sembri una super donna: riesci a fare tutto! Come ci riesci? Cosa diresti a tutte le donne che si sentono dire che conciliare è una missione impossibile?
Si, riesco a fare tutto, con alti e bassi, quindi molto spesso il prezzo da pagare è uno stress notevole. In certi periodi tosti subisco molto e allora devo fermarmi un attimo, mettere i pesi sulla bilancia e chiedermi “cosa posso sacrificare o eliminare ora?”. Tutto questo ovviamente consapevole che alla carriera mi devo in qualche modo dedicare perché professionalmente, se non mi sento realizzata a livello professionale, non riesco ad essere positiva e non riesco ad essere me stessa con le altre persone e con la famiglia. Quindi a quelli che mi dicono che devo dedicarmi solo a Edoardo e che sono egoista a voler continuare gli studi o la vita professionale io rispondo che non sono egoista, lo sarei se non mi ritagliassi momenti per me e per i miei sogni. Questo perché appunto se reprimo ne risentono le mie relazioni interpersonali e in primis mio figlio. Attorno a me vorrei un clima familiare disteso e se dovessi occuparmi solo della casa, con il mio carattere… esploderei!
La soluzione che consiglio a tutte le donne è quella di trovare un equilibrio tra tutte le sfere che vi caratterizzano, anche se all’inizio sarà difficile con il tempo diventerà semplice.
Inoltre, quando perdi la passione e la motivazione perdi anche di creatività ed è utile, quindi, capire i momenti di ispirazione. In questo momento per esempio io sono a Milano per un master perché mi sento di dover spendere me stessa in questa impresa, allo stesso tempo tutti i fine settimana sono con la mia famiglia e ho anche l’ispirazione necessaria per continuare il lavoro sui social. Allo stesso tempo riesco anche a dare peso alle relazioni e concedermi momenti di svago.
Il segreto è capire quali sono le priorità e cosa ti fa stare bene.
Non bisogna ostinarsi e dedicarsi solo alla casa o ai figli senza coltivare altre passioni, perché questo ti porterebbe frustrazione e inclinerebbe i rapporti familiari. Piuttosto bisognerebbe capire cosa si può trascurare per un momento.

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