Roberto Grandi: perchè un videogioco nei musei

Il convegno “Sicuri si diventa. I nuovi mondi della conoscenza e della comunicazione: il game”, tenutosi venerdì 7 febbraio in Aula Poeti di Palazzo Hercolani, ha proposto diversi interventi a cura di funzionari pubblici, di personalità del mondo accademico e della comunicazione, tutti accomunati da un unico fil rouge: la possibilità di sperimentare la gamification per promuovere conoscenza, apprendimento e informazione. Oggi ci concentriamo sull’intervento di Roberto Grandi, già professore dell’Università di Bologna e attuale Presidente dell’Istituzione Bologna Musei, che ha condiviso un excursus sul concetto di gaming nel settore artistico e culturale in ambito museale.


Il suo discorso è partito proprio dalla domanda “perché un videogioco nei musei?”. La risposta è che i musei stanno attraversando una crisi esistenziale, non sanno più chi sono, ed è per questo che hanno bisogno di ripensare i propri obiettivi. Il museo, citando lo stesso Grandi, “acquisisce e conserva testimonianze storiche ma deve anche diventare un hub culturale per aumentare la partecipazione dei cittadini”. Quando si va nei musei, infatti, non ci si deve solamente concentrare sugli oggetti in sé, bensì sulle infinite e meravigliose storie che vi sono dietro tali reperti. Bisogna aggiungere fantasia e inventiva, vivendo il luogo stesso non in maniera sacrale ma in comunità e familiarità.
È proprio attraverso l’online, che include mezzi come social media e videogame, che il cittadino, in particolar modo i giovani, può scatenare la propria curiosità e identificazione nelle innumerevoli vicende che si celano dietro ad un oggetto museale. “Le storie esplodono ed implodono dietro a questi oggetti e queste immagini, i musei sono i luoghi di maggiore fantasia”, afferma Grandi.
Si possono ottenere risultati importanti con i giovani tramite i media: si può, ad esempio, far conoscere la cultura infinita che la città di Bologna ospita.

È da tale consapevolezza che parte il progetto WunderBO, ideato dal Comune di Bologna in collaborazione con il Museo Civico Medievale e il Museo di Palazzo Poggi proprio con l’intento di valorizzare la città di Bologna in modo innovativo. WunderBo è un videogioco che porta alla scoperta delle straordinarie collezioni di tre personaggi chiave della storia di Bologna: il naturalista Ulisse Aldrovandi (1522-1605), il collezionista di meraviglie Ferdinando Cospi (1606 – 1686) e il fondatore dell’Istituto delle Scienze Luigi Ferdinando Marsili (1658-1730) raccolte nei musei sopracitati.
Il videogame prevede che il giocatore, superando prove di abilità, si trovi a raccogliere in una “camera delle meraviglie” degli oggetti delle collezioni museali, arrivando a scoprire la loro storia e la vita degli artisti. Il gioco stesso può essere poi concluso nei musei con la scoperta direttamente dal “vivo” delle opere protagoniste del gioco: i primi cento giocatori che risulteranno vincitori si aggiudicheranno in premio la Card Musei Metropolitani Bologna avendo così diritto ad un anno di ingressi gratuiti o ridotti a musei, mostre, teatri, cinema e festival. 
Questo videogioco, già diventato popolare subito dopo il suo lancio, è il primo di altri che sono stati pensati per far sì che l’online si fondi all’offline con lo scopo comune di appassionare i giovani alle meraviglie della nostra città.

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