Sicuri si diventa: tra videogioco e realtà

Il mondo dei videogame è sempre stato collocato nella sfera infantile del ciclo di vita delle persone, associato a divertimento e svago, si è spesso dato per scontato che realtà lavorative e di studio non possano essere vissute con la stessa idea di libertà e allegria del mondo videoludico.

Venerdì 7 febbraio, a Bologna, il convegno “Sicuri si diventa. I nuovi mondi della conoscenza e della comunicazione: il game”, ha invece aperto lo sguardo a nuovi scenari di incontro tra realtà e videogioco, raccontando il progetto realizzato dal Dipartimento Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna grazie al bando BRIC- INAIL.

L’evento, aperto a studenti e cittadini, si è svolto presso l’Aula Poeti di Palazzo Hercolani e ha ospitato esperti provenienti sia dal mondo accademico e istituzionale, che dal mondo del gaming e della comunicazione multimediale. 

Il convegno si è aperto con i saluti del Direttore del Dipartimento SPS, Filippo Andreatta, e con un intervento del Prorettore alla Ricerca dell’Università di Bologna, Antonino Rotolo.

A seguire Adriana Giannini, Responsabile Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica Regione Emilia-Romagna, ha ribadito la necessità per Regione e Università di continuare a fare un lavoro sinergico, perché di sicurezza sul lavoro ancora oggi in Italia si muore e bisogna fare informazione e formazione a partire già dalla scuola. La sicurezza sul lavoro – ha ricordato – è un tema che tocca tutti noi, specificando che per essere artefici di un’implementazione si deve collaborare e far sì che le istituzioni abbiano un ruolo centrale in tale processo. Successivamente la stessa Mara Bernardini, funzionario regionale, ha sottolineato come all’interno di questo quadro collaborativo sia necessario coinvolgere in particolare i docenti e la scuola, che hanno rappresentato il punto di partenza per il progetto “Sicuri si diventa”.

“Finché in Italia si morirà di lavoro, nessuno di noi potrà dire di vivere in un paese civile. Senza sicurezza non c’è dignità del lavoro. Bisogna lavorare sul lavoro. Renderlo sicuro. Proteggere i lavoratori e ridefinire i confini della sicurezza stessa, poiché le tecnologie digitali stanno cambiando profondamente l’organizzazione del lavoro e noi dobbiamo essere pronti alle nuove sfide”: sono le parole di Francesca Puglisi, Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha inviato un messaggio ai partecipanti alla conferenza.

Dopo la lettura, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare le vittime del tragico incidente del treno Frecciarossa avvenuto giovedì.

tavola rotonda con professionisti che parlano al pubblico
Aula Poeti, Tavola Rotonda del convegno “Sicuri si diventa”

“Prima finisci di studiare, poi puoi giocare”, così ha esordito Marco Lombardo, Assessore Politiche del Lavoro del Comune di Bologna. Quante volte vi siete sentiti dire questa frase? È proprio questa espressione ad avermi fatto riflettere sul preconcetto, ormai insito nella maggior parte di noi, secondo cui sia necessario dividere il gioco dal dovere. In questa visione, lavoro e scuola sono sempre visti come qualcosa di serio, che non deve essere “importunato” da attività divertenti; mentre il gioco come qualcosa di superficiale e secondario, solo perché piacevole. È errato però dare per scontato non solo l’obbligo di serietà della realtà lavorativa, ma anche ridurre il ruolo del game ad una funzione di divertimento e inutilità. Nell’ambito della sicurezza sul lavoro, prerogativa del Comune di Bologna secondo Marco Lombardo, “Sicuri si diventa” è il progetto che vuole cancellare questo stereotipo sbagliato, dando vita ad un serious game che intende formare gli studenti coinvolti nell’alternanza scuola-lavoro, attraverso un’attività innovativa.

Ma arriviamo dunque al gioco! L’idea è nata al Dipartimento Scienze Politiche e Sociali di UniBo e il progetto ha coinvolto tre aziende USL (Fermo, Modena e Viterbo), l’Unità operativa del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale di INAIL e 7 istituti scolastici sparsi sul suolo nazionale.

Il progetto non si rivolge solo ad un pubblico giovane, ma a tutti coloro che hanno il desiderio di saperne di più sull’argomento. La Professoressa Pina Lalli, responsabile scientifico di Sicuri Si Diventa, ha spiegato le origini del progetto, affermando che nell’era dei videogiochi di cui il mercato occupa un’enorme fetta del commercio globale, è necessario fare un passo in avanti e parlare di gamification anche nella scuola pubblica per far comprendere, attraverso uno strumento immediato per i giovani, concetti estremamente importanti. Quello della sicurezza sul lavoro è un tema che a scuola viene spesso ignorato e ai giovani non viene insegnato ciò che davvero è di primaria importanza in ambito lavorativo. Durante lo svolgimento di questo progetto non sono state spiegate solo le regole basilari da mettere in pratica per una totale sicurezza dell’individuo in ambito agricolo, manifatturiero ed edile, ma si è data voce ai ragazzi, attraverso focus group e gruppi di discussione aperti su canali di messaggistica istantanea. Durante la stessa implementazione del gioco è stato più volte chiesto il loro parere, realizzando così un vero e proprio percorso partecipato.

Il Direttore Creativo di Indici Opponibili, la creative agency che ha concretamente prodotto il gioco, Andrea Montuschi, ha raccontato come sia stato preso in considerazione soprattutto il punto di vista degli studenti, spiegando come lo sviluppatore del gioco, di soli ventiquattro anni, sia sorprendentemente riuscito ad interagire con gli allievi, in uno scambio di feedback continui e una comunicazione semplice ed immediata.

Oltre alla presentazione del videogame “Sicuri si diventa”, il convegno ha proposto ai presenti una ricca tavola rotonda sulla gamification applicata a settori diversi da quello della sicurezza sul lavoro, per esempio quello agroalimentare. A coordinarla è stata la professoressa Antonella Mascio del Centro Studi su Comunicazione, Media e Spazio Pubblico (COMEDIAS) dell’Unibo.

Uno dei primi contributi è stato quello di Giovanni Burgio, Professore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna, che ha mostrato i risultati del progetto SEGA (Serious Game in AgroEcology) che ha avuto inizio nel 2017, coordinato dallo studioso francese Olivier Goudinot. In questo caso, il tema al centro del videogioco è la sostenibilità, che rappresenta il perno del processo di produzione in un’azienda agraria; il giocatore in questo caso deve gestire la proprietà di cui può vedere i risultati anno per anno, con miglioramenti o peggioramenti.

In realtà il concetto di gaming non tocca solamente gli ambiti educativo e scientifico ma, come ci ha spiegato Roberto Grandi, già Professore e mass-mediologo all’Università di Bologna, attuale Presidente dell’Istituzione Bologna Musei, è applicabile anche al settore artistico.

Il Progetto WunderBO ne è un esempio concreto. Esso infatti, ha come obiettivo la promozione della storia di Bologna e del suo patrimonio artistico. Il videogame in questione, creato per IOS e Android, prevede che il giocatore debba trovare dei pezzi-chiave delle collezioni del Museo Civico Medievale e del Museo di Palazzo Poggi, tra puzzle, trivia e hidden objects. La particolarità del gioco è che esso non termina nella realtà on-line, ma in quella off-line in quanto i primi 100 giocatori che vincono avranno diritto ad ingressi gratuiti o ridotti in musei, mostre, teatri, cinema e festival della città.

L’importanza del game è ben visibile da queste iniziative che hanno messo al primo posto un’educazione al gioco, non fine a sé stessa, ma utilizzata come strumento per un’educazione a trecentosessanta grandi. È necessario far capire ai più giovani, ma non solo, che si può lavorare e studiare divertendosi e che, al contempo, si può giocare imparando. È questa la missione abbracciata dall’Archivio Videoludico di Bologna, rappresentato al convegno dal suo Presidente, Andrea Dresseno, che ha presentato le attività svolte con i ragazzi delle scuole medie e superiori del capoluogo emiliano-romagnolo. La mission  di questo percorso di formazione è far capire a ragazzi e adulti che vi è spesso un lampante collegamento tra giochi ed educazione, letteratura e arte, passando per il cinema.

Approfondimenti

Il sito del progetto Sicuri Si Diventa

Il trailer del gioco

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