Etnografia del pendolare: vantaggi e svantaggi

“Domani ho lezione in Strada maggiore alle 9, mi conviene cucinare qualcosa stasera o comprare il pranzo al supermercato domani mattina? E se il treno è in ritardo, faccio in tempo a stampare l’articolo che devo proporre domani al prof? Ho fatto l’abbonamento per questo mese? Per le 15 ho lezione di inglese, a che ora devo prendere il treno per essere puntuale? Riesco a non perdermi la fine della lezione? Ma soprattutto avrò tempo di andare in bagno?”

Stazione di Bologna Centrale

Queste sono solo alcune delle domande che un pendolare si pone ogni sera per la mattina seguente. Infatti se non hai una casa a Bologna, per essere a lezione puntuale, ti sveglierai alla stessa ora alla quale vanno a letto i tuoi compagni di corso che abitano fuori o dentro alle mura, per ritrovarvi poi vicini di banco con una cosa in comune: il sonno. 

Per analizzare la figura del pendolare abbiamo stilato una lista di diversi punti che riflettono la quotidianità di ogni studente, questi sono:

  • La gestione del tempo
  • Opportunità di frequentare aule studio e biblioteche
  • Prendere parte alle attività universitarie (offerte culturali e formative)
  • Tirocinio e offerte lavorative 
  • Il capitale sociale
  • La visione degli agenti atmosferici

La gestione del tempo

Per tutti gli studenti il tempo è un fattore determinante: calcolare quante pagine studiare al giorno per trovarsi preparati all’esame, quante ore di sonno sono necessarie per affrontare la giornata seguente, quando riuscire a vedere la famiglia e gli amici. Il pendolare in questo è un mago: riesce a sfruttare al meglio ogni momento libero, compresi i classici cinque minuti di ritardo del treno. Infatti anche sui mezzi di trasporto l’universitario riesce ad essere attivo: ripassa, legge, risponde agli amici su WhatsApp, aggiorna Instagram per far sapere che ha ancora vita sociale. 

Invece, gli studenti che vivono a Bologna, riescono più facilmente a conciliare studio e amicizie, ritrovandosi con gli stessi colleghi universitari nelle biblioteche o nelle aule studio.

Opportunità di frequentare aule studio e biblioteche

A tal proposito, il pendolare non riesce ad orientarsi tra le aule, sempre impegnato a tenere d’occhio gli orari dei mezzi pubblici. Gli unici momenti in cui allo studente verrà chiesto di rimanere oltre la lezione, si troverà a dover usare Google Maps per riuscire a geo localizzarsi, infatti i nomi delle biblioteche non gli sono quasi mai familiari. Lo studente residente, al contrario, è abituato a frequentare questi luoghi, tanto da sapere orari di apertura e di chiusura di tutte le sedi. 

Prendere parte alle attività universitarie 

Al pendolare non piacerebbe solo fermarsi con i compagni a studiare nelle biblioteche, ma anche frequentare conferenze, workshop, e altre offerte culturali e formative che l’università stessa organizza per i propri studenti. Il tempo speso a lezione e quello impiegato per il tragitto spesso non permettono al fuori sede di prendere parte ad attività extra curricolari. Ecco perché decidono sempre più di frequentare altre attività che si svolgono nella loro provincia di provenienza, anche se organizzate da altre sedi UniBo o addirittura da altre Università emiliano-romagnole.

Gli studenti che abitano a Bologna, invece, non partecipano solo ad attività universitarie ma anche a quelle organizzate dal Comune o da enti ed associazioni indipendenti attivi nel territorio bolognese. 

Treno regionale

Tirocinio e offerte lavorative

Diventare pendolari è una condizione sulla quale ognuno riflette molto: in primis le risorse economiche e poi anche l’offerta abitativa di Bologna sempre più scarsa. Esserlo molto spesso ti preclude interessanti offerte di tirocini in prestigiose aziende che hanno sede solo nel capoluogo emiliano romagnolo, per non parlare dell’opportunità di svolgere lavoretti part-time per l’autosostentamento, che spesso non sono offerti nelle città più piccole. Lo studente residente può più facilmente arricchire il proprio curriculum vitae non solo svolgendo importanti tirocini, ma anche accedendo a corsi che molto spesso sono organizzati dalle aziende stesse o dall’Università. 

Il capitale sociale 

Ogni punto precedente va a formare il diverso capitale sociale tra studente pendolare e non. Il gap maggiore è evidente se si parla di relazioni tra studenti stessi: il pendolare spesso, a causa della sua fretta, non riesce a conoscere i suoi compagni di corso, rimanendo escluso dalle dinamiche dell’aula. Suggerimenti per gli esami, consigli su quali corsi opzionali frequentare e quali no, chiacchiere a fine lezione e aperitivi sono solo un miraggio per lui. Un vantaggio che però il pendolare ha a discapito del residente è quello di riuscire ad instaurare delle piccole ma molto strette relazioni con chiunque sia disposto ad aiutarlo, soprattutto in termini di alloggio. I lavori di gruppo infatti sono una prova ardua per il pendolare, che spesso per partecipare e portarli a termine si trova ad accettare le offerte di ospitalità dei compagni bolognesi. 

Sicuramente lo stesso viaggio in treno offre quotidiane occasioni di socializzazione con altri passeggeri, spesso pendolari anche loro, ma è un’opportunità di  socializzazione diversa da quelle che potrebbe avere risiedendo nella stessa città del suo Ateneo. 

Le autrici, Sofia Casadei e Eleonora Cereda, in treno per Bologna

La visione degli agenti atmosferici

Last but not least, chi vive a Bologna si sveglia e, guardando fuori dalla finestra, pensa: “Che bello! C’è il sole, dopo lezione posso andare ai Giardini Margherita”. 

Il pendolare invece si sveglia e quando vede il sole pensa: “Tanto anche oggi tornerò col buio!”. Il tempo meteorologico infatti è una variabile fondamentale nella vita di chi fa avanti e indietro: la semplice pioggia porta a dover prendere il treno prima, onde evitare eventuali ritardi. 

Per non parlare della neve, che spesso e volentieri impedisce del tutto di usufruire dei mezzi pubblici. Inoltre il pendolare deve stare molto attento a come si veste: non potendo più passare da casa deve portarsi dietro ogni cosa, dall’ombrello alla sciarpa, alla maglietta a mezze maniche!

Stazione di Cesena

La vita del pendolare come ben sappiamo è una corsa ad ostacoli quotidiana, ma che allena stress e stanchezza per battaglie future ben più difficili. Se anche tu ti ritrovi in almeno uno di questi punti e non vuoi sentirti solo, partecipa al nostro racconto collettivo: scatta una foto del tuo viaggio, di quello che ti piace o di quello che proprio non sopporti della vita da studente pendolare. Condividila su Instagram con noi, in gallery o nelle Stories, usando l’hashtag #PendoBo e taggando la pagina @compassunibo, ti aspettiamo nella nostra community!

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