Inspiration Day: il sociale come opportunità

“Che cosa farò dopo la laurea?” chiama, Unibo risponde con gli Inspiration Days. Il primo si è svolto lo scorso lunedì 25 Novembre, presso la Sala Poeti di Palazzo Hercolani a Bologna, con l’obiettivo di orientare gli studenti a carriere e professioni nel mondo del sociale, mostrare le competenze richieste e soprattutto raccontare le storie di chi nel sociale ha fondato la sua carriera. Tra le testimonianze condivise anche quelle di due ex alumni della Laurea Magistrale COMPASS .   

Dopo i saluti di Pina Lalli, vicedirettore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, che insieme al docente Nicola De Luigi ha curato l’organizzazione dell’incontro, i lavori – moderati da Eugenia Rossi Schio, delegata del Rettore per l’inserimento nel mondo del lavoro dell’Università di Bologna -si sono aperti con la lectio di Rossella Sobrero, docente di comunicazione sociale all’Università degli Studi di Milano e fondatrice di koinetica, società basata sul connubio tra sviluppo e sostenibilità. E’ necessario fare impresa secondo l’ottica per cui i valori sociali stiano alla base dello sviluppo economico: in aziende sempre più “case di vetro” non basterà fare “greenwashing” per pulirsi la coscienza – ribadisce la Sobrero.   

È qui che entra in gioco l’importanza di una buona comunicazione sociale. Ma a chi è destinata? Non solo alle imprese e alla pubblica amministrazione, ma soprattutto al terzo settore nel mondo delle organizzazioni no profit. Il cosiddetto infatti “network della bontà” non è costituto solo dalle grandi e più conosciute ong, ma da un microcosmo fatto di piccole realtà sociali che, per sopravvivere, devono comunicare. C’è bisogno di comunicare per farsi conoscere, per catalizzare l’attenzione, per denunciare ciò che accade nella società, per difendere diritti acquisiti e soprattutto per attrarre risorse e nuovi volontari.    

Molto interessante è stato l’excursus sull’evoluzione della comunicazione ong: se prima le campagne erano principalmente di advocacy, oggi è più difficile sottrarre tempo che denaro, motivo per cui si fa tanto fundraising e poco people raising. Tralasciando la figura del fundraiser, che cosa è importante per un buon comunicatore? Conoscere i fondamenti del marketing e della comunicazione a partire dalla filiera, una serie di soft skills come la visione dei processi interni e l’attitudine all’auto-formazione, buona capacità di relazioni pubbliche.   

Local To You: la startup bio di Benedetto Linguerri

A credere fortemente nel sociale è Benedetto Linguerri, fondatore  di Local to you, piattaforma ecommerce di prodotti bio provenienti da cooperative agricole sociali, tra le quali molte che hanno come obbiettivo l’inserimento lavorativo di persone con problemi.   

Benedetto, di formazione economica e con la testa imprenditoriale non crede molto alla logica della bontà fine a sé stessa, sottolineando come la sua azienda non sia una cooperativa sociale ma una SRL, con l’obiettivo e il compito di stare a mercato. Questo modo di pensare è rivoluzionario, se si pensa ad un futuro come quello descritto in precedenza da Rossella Sobrero, in cui le aziende siano sempre più non semplicemente attive nel sociale, ma che basino la propria mission su di esso. Per Benedetto infatti l’obiettivo sociale non arriva alla fine del mercato, ma deve stare a monte: deve partire dalla scelta di fornitori, server, arredi etc. L’obiettivo sociale deve essere l’imput iniziale. Solo così il profitto può creare valore, traducendosi in sostenibilità economica.   

Nicola, dopo la laurea in comunicazione una startup sull’ enoturismo

Dopo la realtà di Local To You la parola è passata a Nicola Fiorentini, ex alumno Compass fondatore di Diwine Trek, startup appena lanciata sul mercato enoturistico. Partendo da una riflessione sull’individuo e sulla sua etica, Nicola ha descritto come tramite il suo progetto intenda promuovere e valorizzare il territorio a partire dalla sostenibilità ecologica e sociale, in un contesto di innovazione. Nicola ha saputo individuare nelle cantine del proprio territorio un bisogno di riposizionamento sul mercato e di diversificazione dell’offerta, da qui l’idea di sfruttarle come strutture ricettive, occupandosi con la sua startup di risolvere il problema organizzativo e gestionale. Diwine Trek si basa infatti su una targetizzazione precisa del mercato di riferimento e soprattutto sul fare profitto veicolando forti valori sociali, cogliendo al balzo tutte le opportunità che il marketing esperienziale può offrire.    

Andrea Tolomelli e la sua esperienza ventennale a CEFA

Uno sguardo al mondo delle piccole ong è stato invece dato dall’intervento di Andrea Tolomelli riguardante CEFA piccola onlus che si occupa di sviluppo sostenibile in Africa. In poche parole Andrea è stato capace di delineare la tipologia di figure richieste in questo ambito lavorativo: parlare almeno due lingue ad alto livello e soprattutto l’importanza di avere a curriculum operazioni di volontariato. Si è accesa infatti una piccola riflessione tra gli speakers sull’utilità del volontariato anche come trampolino di lancio verso il mondo del lavoro. Senza dimenticare – secondo Tolomelli – che ciò apre le porte in questo ambito lavorativo è principalmente svolgere il servizio civile internazionale.   

Vincenzo e il mondo della CSR

L’ultimo intervento è stato quello di Vincenzo Baccari, anch’esso ex alumno Compass e ora CSR assistant presso Sofidel, azienda che si occupa di produrre carta in maniera sostenibile. Vincenzo, dopo aver presentato il suo percorso formativo, ha parlato della mission dell’azienda per cui lavora, riassunta nell’iconico “less is more”. L’obiettivo è infatti quello di creare valore dando di più in termini di qualità di prodotti e servizi diminuendo i consumi, gli sprechi e gli impatti negativi sulla società e sull’ambiente.   

Sofidel rappresenta uno  dei tanti esempi di imprese produttrici di “beni materiali” che non interpreta il sociale come ostacolo alla produzione, bensì come opportunità, concentrandosi molto sulla Responsabilità Sociale d’Impresa.

I racconti delle varie esperienze di Koinètica, Local To You, Diwine Trek, Cefa e Sofidel sono riassumibili dunque nella possibilità di fare impresa in maniera consapevole, rispettando e coesistendo con il tessuto sociale in nel quale è inserita. Nell’epoca dei #fridaysforfuture  la responsabilità sociale e ambientale non rimane solo un’opportunità, ma può e deve porsi come soluzione ad un mercato sempre più segmentato. Proprio per questo, in un mondo di continui messaggi e slogan veloci è importante per un’azienda inserita nel sociale saper valorizzare la propria differenza veicolando sempre più attenzioni e risorse verso una comunicazione di qualità.   

 

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