Un nuovo paradigma mediale: Zuckerberg cambia rotta

Scorrendo Instagram c’è sempre stata l’abitudine di dare un’occhiata al numero di “Mi piace” di un post prima di guardare il post stesso. Siamo pur sempre creature sociali, e facciamo affidamento sul consenso della massa per stimare dei parametri che definiscano noi stessi e coloro di cui ci circondiamo, o che idolatriamo.

I social media rendono davvero fluido questo processo indicandoci quante persone pensano che qualcosa sia accettabile, ancor prima di fare noi stessi una valutazione.

Per la categoria degli influencer, ed ovviamente dei marchi ad essi legati, i Like rendono Instagram una piattaforma molto duttile per plasmare il consenso degli utenti. L’approvazione chiama a sé ancor più approvazione, dunque, più è consistente il numero dei like, maggiori sono le probabilità che un marchio, prodotto o influencer ne tragga vantaggio.

Nel maggio 2019 Instagram ha lanciato un esperimento. Ha nascosto tutti i “Mi piace” sui post in Canada, portando successivamente avanti questo esperimento, nascondendo i “Mi piace” in Giappone, Brasile, Italia, Irlanda, Nuova Zelanda e Australia.

La ragion d’essere che ha motivato la creazione e la seguente attuazione del test sembra essere una risposta al crescente disagio riguardante il rapporto tra social media e salute mentale.
Numerosi studi (L. Vernon, K.L. Modecki & B.L. Barber, 2017; J.D.Elhai, R.D. Dvorak, J.C Levine, B.J.Hall, 2017; Aalbers, G., McNally, R. J., Heeren, A., de Wit, S., & Fried, E. I. 2019) hanno rivelato esperienze ossessive non salutari legate ai social media.

Un rapporto della Royal Society for Public Health del Regno Unito ha scoperto come i Mi piace su Instagram, in particolar modo, fossero collegati a sintomatiche psicopatologiche quali stati d’ansia, depressione e solitudine tra i giovani.
In un tweet risalente al 18 Aprile 2019, Instagram ha espresso la propria volontà. Il social media, nato con un intento completamente differente da quello che si è paventato in corso d’opera ha dichiarato, pertanto, il desiderio che gli utenti “si concentrino sulle foto e sui video condivisi, non sulla quantità di Mi piace che ottiene ogni singolo post”.

Ad oggi, con il test che sta iniziando la sua seconda fase di sperimentazione in quasi tutti i paesi sopracitati, attendiamo con ansia i riscontri di tutti gli attori che gravitano attorno al social media.

 

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