E fuori da Compass? Fuori Series!

Greta Nicoli, la sua passione e il sogno della sua startup.

Pur essendo scontato da dire, è comunque fondamentale ribadire come il mercato della televisione on demand con formula in abbonamento è un fenomeno mediatico, sociale e di business di primissimo piano nella contemporaneità. Se anche magari nomi come Amazon Prime, Rakuten o addirittura l’italiana Chili possono non essere familiari proprio a tutti, è praticamente impossibile, in Italia, non sapere che cosa sia Netflix e quale tipo di servizio offra.

Secondo me il grande successo di una realtà aziendale non va, nel 2019, valutato solo da parametri importanti a livello gestionale e finanziario come il flusso di cassa, il valore in borsa o l’EBITDA, ma anche da aspetti prettamente legati all’impatto sociale e psicologico che ha sulle persone che sono parte del mercato di riferimento.

In questo caso specifico, Greta Nicoli, che è l’alumni Compass che abbiamo intervistato, non solo è fidelizzata a Netflix grazie all’offerta di contenuti e al valore che l’azienda ha proposto costantemente nel tempo, ma ispirata dal modello di business del gigante californiano delle serie tv, e convinta che la sua intuizione sul mercato dei ‘binge watcher’ sia corretta, Greta sta dando vita alla sua idea di start-up, presentata e selezionata tra le 30 migliori all’edizione di UniBo Start Up Day di quest’anno, assieme ad un team coeso, motivato e diversificato in termini di skill.

Nella presente intervista vi presentiamo Greta Nicoli, e la sua start up, Fuori Series.

Ciao Greta, raccontaci chi sei, qualcosa sul tuo percorso accademico, cos’è stato Compass per te e cosa sta succedendo in questo periodo.

Mi chiamo Greta Nicoli, mi sono laureata a marzo in Compass presentando una Tesi su Netflix, il cui principale focus è su come il fandom [ndr. Realtà di sottocultura che condivide grande passione e interesse per un fenomeno, hobby, saga editoriale o televisiva specifica] sia un aspetto fondamentale per la realizzazione di serie televisive.
Per certi aspetti l’idea di Fuori Series è nato sulla scia di quanto iniziato nel corso di Compass ‘Strategie di Web Marketing’ con Francesco De Nobili. La valutazione del corso sarebbe dipesa anche dalla realizzazione pratica di un blog con almeno dieci articoli scritti in ottica SEO.
All’epoca io realizzai ‘Getflix’, successivamente poi volli continuare questo blog realizzando un progetto più strutturato, acquistando il dominio, curando la gestione dell’hosting e creando i canali social media Il sito è stato pensato e realizzato sia da me che da Silvia in quanto co-fuonder, le decisioni le abbiamo sempre prese in due. Per quanto riguarda la mia esperienza, il laboratorio di Redazione Compass UniBo mi ha aiutato tanto, soprattutto in termini di sintesi e riassunti di quelli che potevano essere contenuti offerti da Netflix.
Giunti a Fuori Series, dopo la presentazione allo Start Up Day e la selezione quale progetto promettente, abbiamo intenzione di puntare alla ristrutturazione più professionale, dal punto di vista del web design, del nostro sito e dell’app che realizzeremo.

Voi state cavalcando un trend sociale e di business interessante per la vostra start up, cioè il crescente consumo di contenuti digitali (serie tv e film) tramite specifiche piattaforme in abbonamento.
Tuttavia, non state creando un servizio nuovo che faccia concorrenza a Netflix, Rakuten, Amazon Prime, Infinity, ecc.
Allora qual è la proposta di valore di Fuori Series come nasce l’intuizione di dover risolvere i problemi del vostro target?

Nostra Mission è anzitutto, come illustrato nel pitch dello Start Up Day di UniBo, essere il punto di riferimento in Italia per gli appassionati di serie tv, fornire un’informazione di qualità tramite recensioni sui contenuti offerti da Netflix e infine, ma non meno importante, ridurre quel senso di solitudine che può caratterizzare la vita degli appassionati del mondo delle serie tv, troppo spesso costretti a vivere in solitaria la propria passione per assenza di una community di fans strutturata attorno a quella specifica serie.
Il grande focus del nostro lavoro è sin dall’inizio stato Netflix poiché a nostro avviso, a differenza di altri concorrenti sullo stesso mercato, Netflix appassiona anche per la qualità di servizio e la continua proposta di contenuti direttamente realizzati dall’azienda.
Comprendere il bisogno di un’informazione più strutturata e valorizzabile da parte degli utenti Netflix sulle serie proposte è stato qualcosa derivato da noi del team in prima persona, essendo noi stessi parte attiva di questo mercato, in quanto appassionati e ‘voraci’ consumatori di serie tv. Io personalmente ho calcolato di aver fruito circa 10.000 episodi totali tra tutte le serie che ho seguito nella vita, e considerando la durata media di un episodio di una serie tv potrei essere giunta a coprire indicativamente un monte ore pari a 9 mesi. Aggiungendo tutto il tempo passato da Silvia, la nostra caporedattrice, si potrebbero raggiungere circa due anni (in ore) spesi a guardare serie televisive.

Anche nel vostro pitch voi parlate del vostro mercato di riferimento come quello dei cosiddetti ‘binge watchers’.
C’è da dire che molti dei nostri lettori potrebbero non conoscere questo termine, che oltretutto etichetta anche tutti i membri del validissimo team di Fuori Series.

Raccontaci cosa significa.

Si tratta di una ‘maratona di una serie’ la cui visione degli episodi non è suddivisa in due settimane, ma si contiene in 24 ore. Questo è fattibilissimo con singole stagioni di alcune serie tv, per esempio ‘Stranger Things’ può essere concluso in una singola giornata. La cosa curiosa a livello linguistico del binge watching è che sì gli si è dato un nome in inglese che magari è sconosciuto a molti, ma è comunque qualcosa che è probabilmente praticato dalla maggior parte dell’audience di serie tv Netflix.

Il vostro progetto è senz’altro ambizioso. Creare una vera community, anche offline, di fans di serie tv, anche con la prospettiva di eventi come la visione live in streaming. Se questa visione in live dovesse partire domani, puntereste ad una grande location o a qualcosa di più contenuto?

Un evento del genere non deve essere per forza vincolato a una grande piazza per avere successo, può anche avvenire sul singolo divano dell’utente, che decide di mettere a disposizione il suo salotto con qualche altro appassionato per apprezzare assieme la visione di una serie.
Per quanto riguarda poi la proiezione davanti a un grande pubblico interviene poi anche una questione legale importante legata alla proiezione di contenuti in pubblico, che probabilmente in un domani potremmo trattare con le giuste misure se questi eventi prendessero piede.
Riuscire comunque a realizzare una fruizione dei contenuti Netflix, coinvolgendo altri stakeholder (soprattutto bar) portando alla vita una sorta di cineforum con Netflix sarebbe un grande traguardo per Fuori Series.
Di sicuro, la sezione eventi legata a Fuori Series vorremmo che venisse poi spontaneamente gestita da un’iniziativa dell’audience di Fuori Series, in un contesto dove i fans di una serie si mettono d’accordo, comunicano un desiderio di vedere una serie assieme, lo condividono sulla nostra piattaforma e traducono questo in un evento.
Esce la nuova stagione di Stranger Things? Preparo l’evento sull’app di Fuori Series, raccolgo le adesioni, ci incontriamo, guardiamo la serie, facciamo amicizia e ci divertiamo!

Facciamo una breve digressione sul team: voi vi presentate come un team di sei ragazzi intraprendenti, appassionati di serie tv ma diversi nelle competenze.
Tu sei una social media manager, poi c’è la responsabile PR, un programmatore, e gli autori. Raccontaci chi siete e come vi riuscite a coordinare e integrare nei processi di lavoro.

Anzitutto io, Silvia ed Erik ci conoscevamo già, addirittura dalle superiori. Ci sono rapporti radicati da tempo, e pur con delle differenze sostanziali a livello di competenze ci siamo integrati, pur avendo percorsi di laurea specialistica differenti. Io sono laureata Compass, Silvia ha un background di studi più legato all’editoria mentre Erik viene da informatica.
Io e Noemi abbiamo fatto l’Università insieme e successivamente abbiamo lavorato insieme durante alcune fiere del cioccolato, e notando sin da allora le sue indubbie abilità di comunicazione ho capito che sarebbe stata la persona giusta per le PR di Fuori Series. Erik, che ho già citato, ci aiuta tantissimo dal lato coding e tecnico, è la persona giusta per andare avanti con sito e app, dove la nostra autonomia nella realizzazione di questi canali fondamentali per la start up purtroppo si interrompe per mancanza di competenze in quella direzione.
Maria e Matteo, autori di articoli e recensioni delle serie tv, sono arrivati dopo, ma è interessante sottolineare come siano stati loro a cercarci. Quando la mole di lavoro dietro Fuori Series è cresciuta oltre le aspettative ci è parso ovvio assumerli nella parte di copywriting.
Si aggiungono proprio ora Tommaso ed Emma, daranno un importante supporto sia in redazione che coi social media.

Parliamo di soldi. Chiaramente ogni start up ha bisogno di un flusso di cassa che sia costante per mantenersi in attività. Dal vostro pitch emerge che oltre all’adv su sito e app puntate ad avere entrate tramite un e-commerce e la commercializzazione di prodotti terzi.
Sarebbe tutto merchandising legato a serie tv o ci sono anche altre linee di prodotto?

Per il momento l’e-commerce è solo un’idea, ma con i prodotti terzi intendiamo perlopiù affiliazioni, che adesso per esempio abbiamo con Tostadora. La vendita di prodotti terzi è in quel porta entrate dal guadagno di una percentuale sulla vendita tramite i nostri canali di prodotti altrui.
L’e-commerce vorrebbe essere qualcosa di realmente originale, si pensi soprattutto di fare disegni e grafiche tratte da serie, o eventualmente frasi e citazioni, che una volta realizzati potrebbero divenire linee e di prodotto, che potrebbero tradursi sia in flusso di cassa che in visibilità per il brand Fuori Series.

Greta, ti ringraziamo per il tuo tempo e ti auguriamo tutta la migliore fortuna per questo interessante progetto!
Nel frattempo, saluta Compass, e dai il tuo personale consiglio a coloro che stanno per finire il percorso di questa laurea specialistica, ed eventualmente volessero provare il brivido del lancio di una start up come tu stai facendo quotidianamente.

Lavorare ad una start up dovrebbe essere un’esperienza davvero per tutti, specie per imparare a non cedere alle provocazioni e alle chiacchiere di chi dice che ‘tanto non ce la farete’.
Buttatevi.
Se si ha un’idea e ci si crede, e soprattutto si ha voglia di portarla avanti, perché non provare?
Tutti hanno una lampadina che si accende, solo una percentuale minima di questi avrà la forza di volontà necessaria per arrivare fino in fondo.
Molti proveranno a schiacciarvi, i budget in genere saranno a 0, ma l’investimento, sia finanziario che psicologico-fisico, davvero ne può valere la pena.
Nessuno di noi aveva la certezza matematica di uscire con risultati tangibili da quest’edizione dello Start Up Day. E poi ci hanno selezionato.
E ora continueremo su questa strada.

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