Intervista a Elia Grassilli: da Compass a Europe Direct Emilia-Romagna

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Entro in Regione Emilia-Romagna, salgo negli uffici di Europe Direct e mi accoglie con un grande sorriso Elia. 

Elia Grassilli è un ex studente Compass che ha vinto il premio di laurea per la sua tesi sull’Unione Europea e l’Europa. Il premio gli ha permesso di iniziare un’esperienza lavorativa presso la sede regionale di Europe Direct. 

Gli abbiamo fatto qualche domanda per saperne di più.

Partiamo dal principio. Compass, Laurea Magistrale in Comunicazione Pubblica E D’impresa. Ti sei laureato l’anno Scorso, Alla prima sessione a luglio . Ci fai un bilancio di questi due anni?

Sicuramente il punto di forza di Compass è che spesso c’è la possibilità di svolgere lavori di gruppo, quindi si può mettere in pratica la parte teorica. La prima materia che ho affrontato ad esempio era Marketing sociale, e dalla prima lezione si partiva con un laboratorio con i colleghi di corso. Esistono in Compass tante materie facoltative che implicano il fatto di fare lavori a gruppi per ottenere un risultato finale. Ci sono poi corsi più teorici, ma io ho apprezzato particolarmente i corsi con la possibilità di presentare un progetto o elaborato. I corsi devono preparare lo studente all’ambito lavorativo quindi meglio di così per me… C’è una vasta scelta di esami e puoi scegliere se darti un’impronta più sociologica o più orientata alla comunicazione e marketing. 

Quando è arrivato il momento di scegliere il laboratorio, hai scelto EULAB.

Volevo informarmi di più sull’Europa, perché riconoscevo il fatto che ne sapevo troppo poco. Quindi quello era il laboratorio giusto non solo per mettere in pratica le conoscenze ma anche per saperne di più sull’Unione Europea.

Cosa hai fatto in EULAB?

Il laboratorio è durato dal 4 dicembre al 17 maggio, contando anche il giorno dell’evento e la comunicazione post evento, siamo arrivati più o meno a fine giugno. E’ stato come fare un piano di marketing, che ho poi sviluppato nella mia tesi, vincendo il premio di laurea.

Nei primi mesi ci siamo occupati di situation analysis, quindi ricerche. Che stile usiamo, cosa facciamo, piacerà questo argomento? Alle fine dovevamo scegliere un tema sulla cooperazione Italia-Africa, ed abbiamo scelto un tema caldo su cui era necessario fare chiarezza, l’immigrazione. Da lì abbiamo organizzato il “Processo all’Europa” un format del Consiglio italiano del Movimento Europeo. Essendo un format flessibile l’abbiamo modificato per renderlo ancora più attrattivo ed interessante: facciamo vestire le persone da avvocato? Che tipo di linguaggio usiamo? Lo rendiamo accessibile a tutti? Abbiamo cercato di organizzare tutto nei minimi dettagli per mettere in scena un vero e proprio processo. 

EULAB mi ha così permesso di informarmi di più sui processi europei e di fare un progetto di sensibilizzazione sulle tematiche legate all’Africa tramite Processo Simulato. 

Che cos’è “Processo all’Europa” e come lo avete organizzato?

E’ un vero e proprio processo simulato, nel nostro caso sull’immigrazione. 

Si tratta di un processo dove c’è il giudice che decide, nel nostro caso era un docente di diritto dell’Unione Europea dell’Unibo. Esiste una giuria popolare con nostri pari, studenti e non con differenti background ed interessi, poi l’accusa versus la difesa con 3 avvocati per parte e 3 capi d’imputazione. E’ stato davvero bello e stimolante. E’ stato divertente anche mettere in piedi il processo: tramite i contatti dell’università e di Europe Direct siamo riusciti a fare l’evento in una sala del Comune con la presenta di ospiti illustri. [https://compassunibo.wordpress.com/2018/06/05/processo-alleuropa-andiamo-dietro-le-quinte/] Ci siamo divisi in due team, un team accusa – difesa che curava il processo fisico ed un team comunicazione. Eravamo 10 di Compass e insieme a noi altri 6 studenti del corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali. Trattandosi di un gruppo ristretto abbiamo avuto modo di seguire diversi aspetti dell’intera organizzazione. 

Finisci il laboratorio, ti laurei. Durante il laboratorio decidi di scrivere una tesi sull’Europa.

La mia idea di tesi è partita proprio dal laboratorio. C’era la possibilità di vincere il premio di laurea che comprendeva 10 mesi retribuiti da svolgere in Regione come borsista, occupandosi di Comunicazione in Europe Direct Emilia – Romagna. Eravamo 13 e ne hanno presi 2. 

Arrivi qui in Europe Direct. Come prima esperienza, primo lavoro, sei dentro alla Regione Emilia-Romagna. Un’ istituzione, una macchina burocratica importante. Come sono stati questi primi due mesi di lavoro?

Entrare nei meccanismi non è stato subito semplice. Dal nulla ti trovi determinate procedure da eseguire, determinate dinamiche. Anche sapersi muovere nella struttura non è semplice. L’altro giorno dovevo andare a ritirare dei documenti in Stamperia e non sapevo dove fosse, per farti un semplice esempio su quanto la Regione sia grande. 

Tutto è sotto procedura: hai dei problemi con la tua postazione lavoro? Lì devi fare il ticket! Ma cos’è il ticket, il numerino? In pratica c’è tanto da imparare anche nella gestione quotidiana delle attività. 

Raccontaci della tua esperienza qui, cos’è Europe Direct?

Europe Direct è il centro informativo della Commissione Europea a Bologna, in questo caso siamo ospitati dalla Regione, quindi comunichiamo l’Europa all’intera regione. Abbiamo anche sportelli decentrati come Parma, uno sportello aperto al pubblico anche in Piazza Maggiore, a Bologna.Noi comunichiamo l’Europa ai cittadini, abbiamo i nostri social, il nostro sito web… 

Arrivato qui ho iniziato a curare l’aspetto comunicativo. La responsabile del centro Europe Direct Emilia-Romagna, Stefania Fenati, mi ha chiesto di creare una strategia per l’uso dei social. Ho analizzato cosa avevano fatto sui vari social, creato una strategia con i miei colleghi e poi avanzato una proposta. Siamo in tutto 6. Lavoro dalle 9 alle 16:30, con orario flessibile a seconda di quello che c’è da fare. 

Le piattaforme su cui lavoro sono Twitter, Instagram e Facebook, con modalità diverse, evitando il cross-posting. Ogni social ha le sue logiche ed i suoi target e cerchiamo di adattarci. Abbiamo anche un blog, Europa2030, in cui può scrivere chiunque abbia piacere di approfondire una tematica. L’anno scorso si trattava di fakenews e diritti. C’è anche il sito web, su cui stiamo facendo un’importante attività di restyling.

Si cerca di sensibilizzare i cittadini all’Europa, cercando di non farla intendere come qualcosa di lontano che non ci riguarda. Stai trovando difficoltà? Come rispondono le persone?

Bisogna adattarsi ai loro interessi. Anche se si reputa qualcosa di interessante dal proprio punto di vista, bombardare di notizie non è la soluzione. Preferiamo variare nei contenuti. Questo metodo sta pagando, perché stiamo aumentando notevolmente i nostri followers.Organizziamo anche eventi, molto spesso per le scuole. Un mese fa abbiamo ricevuto 200 ragazzi delle scuole superiori per un evento incentrato sulle elezioni e la campagna Stavolta Voto.

Stai trovando punti in comune con la preparazione della tua laurea Compass?

Sì e per questo ad oggi mi reputo molto contento del mio percorso di studi, sto mettendo in pratica tutto ciò che ho studiato.

Giovani, iscrivetevi a COMPASS!  🙂

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