I gemellaggi fra squadre di Serie A: l’iniziativa di Parma e Sampdoria

Il calcio italiano è ricco di antichi gemellaggi fra società e tifoserie: Parma e Sampdoria hanno appena festeggiato la loro unione trentennale con una splendida iniziativa

Secondo tanti, il calcio è vittoria o sconfitta. E basta. Secondo altri, invece, il calcio è passione, unione, fratellanza. La gioia o la sofferenza per il risultato verrebbero quindi dopo l’impegno, il sacrificio, il rispetto altrui. Ecco, questo è proprio ciò che il nostro paese fatica ad accettare. Il calcio italiano è sempre più fatto da numeri, trionfi e cadute. La pura passione per il gioco sta svanendo. E la gente ne risente. Il pubblico sugli spalti perde di vista il vero motivo per cui si trova allo stadio – tifare per i propri beniamini – ed inizia a rovinare tutto. Risse, cori razzisti, comportamenti irrispettosi verso giocatori e sostenitori avversari. Ma qualcuno forse si salva. Esiste ancora un barlume di speranza che ci insegna come il calcio italiano non sia ancora morto, e soprattutto come non lo sia il suo lato più passionale. Alcune tifoserie non si scontrano a vicenda ma si uniscono, dando vita a profondi e duraturi “gemellaggi“.

I gemellaggi più antichi della storia della Serie A

Nonostante le grandi rivalità fra squadre italiane, sono molteplici i gemellaggi fra formazioni di Serie A. Alcuni nati oltre 30 anni fa, altri invece più recenti, sia tra società che tra tifoserie. Per quanto riguarda le “alleanze” sportive tra società, una delle più antiche è sicuramente quella tra Udinese e Juventus: fra friulani e bianconeri c’è infatti uno stretto legame fin dagli anni ’30, e i tanti scambi di giocatori su quest’asse ne sono la dimostrazione. Stesso discorso per Atalanta e la Vecchia Signora, che “vanno a braccetto” dagli anni ’60. Ultimamente si è intensificato molto il rapporto anche tra la Dea ed il Milan, che ha spesso “approfittato” di alcuni ragazzi provenienti da Bergamo. Da questo punto di vista, scorre buon sangue anche nei binomi Bologna-Inter e Fiorentina-Empoli, che spesso si sono dimostrate complici sul mercato. Senza dimenticare poi il legame tra Inter e Genoa, e soprattutto quello tra Juventus e Sassuolo: da quando gli emiliani sono approdati in Serie A, la Vecchia Signora ha pensato bene di avvicinarsi ai neroverdi tramutandoli in una sorta di “club satellite”.

C’è poi però anche l’altro della medaglia, quello che spesso le società non considerano. I tifosi sono infatti soliti creare gemellaggi fra loro, e non solo vere e proprie rivalità. Speciale è sicuramente l’unione tra Parma e Sampdoria, nata dopo una partita del campionato 1990/91 quando i supporters ducali portarono a Genova questo striscione: “A noi l’Europa, a voi la gloria, lo scudetto alla Sampdoria“. Tra i più famosi gemellaggi c’è poi quello tra le tifoserie di Fiorentina e Torino, che nasce addirittura nel 1973. I Viola sono infatti stati molto vicini ai granata dopo la tragedia di Superga, ma il motivo principale – siccome siamo italiani – è un altro: entrambe le curve odiano letteralmente la Juventus, ed è proprio questo comune sentimento anti-juventino che le ha fatte così avvicinare. Da ricordare anche il gemellaggio tra Sampdoria ed Hellas Verona, nato il 6 maggio 1973. Sempre con i veneti protagonisti, tra i più storici del calcio italiano c’è anche quello con i tifosi della Fiorentina.

Non più così a lieto fine è invece il gemellaggio che riguarda – o meglio, riguardava – le tifoserie di Napoli e Genoa: partenopei e Grifoni erano infatti legati da quasi 37 anni, ma le due curve hanno appena comunicato ufficialmente la rottura di questa unione. Gli ennesimi scontri fra ultras hanno dunque interrotto quel sodalizio che durava dal 16 maggio 1982. La stessa fine ha fatto l’alleanza tra i tifosi della Lazio e quelli dell’Inter, il cui gemellaggio si interruppe dopo quel famoso 5 maggio 2002. I biancocelesti superarono 4-2 i nerazzurri all’ultima giornata di campionato, regalando così in extremis lo scudetto alla Juventus: da quel giorno, i rapporti fra le due curve si sono a dir poco incrinati. Ma questo è piuttosto normale, l’esito del campo viene sempre prima di tutto. Siamo pur sempre l’Italia.

gemellaggio 1

(Credits foto: Primocanale)

La splendida iniziativa di Parma e Sampdoria

Purtroppo, non siamo mai stati un esempio da seguire. Forse a tratti su un campo da calcio, praticamente mai però sugli spalti. Dopo l’eliminazione della piaga degli hooligans, l’Inghilterra ha letteralmente iniziato ad insegnare all’Italia come ci si comporti all’interno di uno stadio. Rispetto e unione dovrebbero essere alla base di tutto, ma spesso e volentieri ce ne dimentichiamo. Ogni tanto però anche la Serie A riesce a regalare qualche sprazzo di gioia, una luce di speranza in mezzo a questi tempi bui.

Domenica 5 maggio 2019 è andata in scena allo Stadio Ennio Tardini la sfida fra Parma e Sampdoria, valida per la 35^ giornata di Serie A. In termini di classifica, il match valeva poco: i ducali erano già quasi certi della permanenza nella massima serie, mentre i blucerchiati devono anzitempo dire addio ai loro obiettivi europei. Nonostante ciò, la partita termina con un pirotecnico 3-3, risultato decisamente insolito per il nostro campionato. Ma non è questo, per una volta, il vero spettacolo: la festa più grande arriva infatti proprio dagli spalti.

Per l’occasione, le società di Parma e Sampdoria hanno deciso di festeggiare i 30 anni del proprio gemellaggio. Questi due club si sono uniti fra loro come detto nel 1990, dando vita ad un legame sempre più profondo fra le tifoserie. L’iniziativa “#BluCrociati – Not just colours” parte dalle due squadre – crociati e blucerchiati, appunto – e dai due sponsor tecnici: le due formazioni sono infatti scese in campo con due rivisitazioni delle proprie maglie casalinghe. Colori e stili delle casacche completamente mescolati: sfondo azzurro e striscia bianca orizzontale per i padroni di casa, sfondo bianco e croce blucerchiata per gli ospiti. Divise dunque letteralmente invertite per Parma e Sampdoria, due delle società più storiche del calcio italiano. Entrambe le maglie da gioco sono poi state messe all’asta, ed il ricavato è stato devoluto in beneficenza agli ospedali pediatrici delle due città. L’iniziativa è fantastica, il risultato ancor di più. La competizione e l’agonismo fra queste due società rimarrà – com’è giusto che sia – ma, per fortuna, fra loro ci sarà sempre anche un po’ di amore.

(Credits foto: Genova Today)

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