Agostino: da Compass a Unilever, ecco l’Algida-Team.

Agostino Piacquadio, che ha svolto il suo percorso formativo a Compass,  con diverse esperienze di crescita personale e di lavoro di squadra, risponde ad alcune domande della Redazione, raccontandoci di più sul suo percorso da Compass ad Algida, noto brand della “famiglia” Unilever.

Ciao Agostino, racconta a noi e ai lettori di CompassUniBo Blog chi sei e qual è il tuo background.

Prima di Compass avevo già svolto un percorso all’Università di Bologna, laureandomi in Scienze Politiche. Da lì la scelta di indirizzare la magistrale verso un percorso a maggior indirizzo aziendale, e dunque sono giunto a Compass.
Non ho mai nascosto la mia sfegatata passione per lo sport, il calcio e Formula Uno, in particolare, argomento trattato anche nella mia Tesi di Laurea Magistrale in Diritto della Comunicazione Commerciale con la collaborazione della Professoressa Chiara Alvisi.
Durante tutto il percorso universitario ho imparato tantissimo a lavorare sodo e ad affinare quel genere di soft skills che sono così ricercate oggi nel mondo del lavoro, specialmente quelle di carattere comunicativo e relazionale. In particolare, anche l’esperienza che ho avuto come Rappresentante degli Studenti è stata particolarmente significativa in questa direzione.

Il brand Algida è conosciuto praticamente da chiunque in Italia, e fa parte dei tantissimi marchi di Unilever, una delle più grandi realtà multinazionali del mondo. Come sei entrato a far parte di questa realtà?

Ho preso parte ad un evento di recruiting molto grande, dove tra vari grandi nomi ho avuto la possibilità di lasciare il mio CV anche a Unilever.
Non tanto tempo dopo sono stato contattato da un responsabile risorse umane che agiva per conto di Unilever, per un colloquio. Ho sostenuto diversi step, interviste via Skype, telefoniche e infine l’incontro faccia a faccia alla sede di Calvignasco (MI). Credo di aver convinto gli intervistatori con la mia voglia di fare e una buona impressione “umana”, oltre che per le mie esperienze passate.
Ho avuto la fortuna e la bravura di conquistarmi un posto in un particolare momento di assunzione da parte dell’azienda. Devo ringraziare il Direttore Commerciale, Andrea Grimandi, se assieme ad altri 14 ragazzi abbiamo avuto la possibilità di formare l’Algida-Team, una squadra volta ad aumentare sempre di più il mercato del brand. Ormai, è un anno che faccio parte della famiglia Algida e ricopro il ruolo di Market Developer per il mercato “out of home”, legato a tutte quelle occasioni di consumo che si possono catturare, appunto,fuori casa”.

I surgelati, o come si usa chiamarli nel business “Frozen Food”, sono il tuo settore di operatività. Con Algida tu ti occupi in particolare di gelati nell’area Emilia-Romagna. Com’è operare in questo mercato?

Lavorare nel contesto dell’area Emilia Romagna è decisamente stimolante. In particolare la Riviera, dove lavoro prevalentemente, è ovviamente ricchissima di stabilimenti balneari, i quali sono per chi si occupa di gelati, un target irrinunciabile. L’anno passato, su circa 300 punti vendita di cui mi sono occupato, gli stabilimenti balneari erano circa 250.
E’ interessante sottolineare come ci sia una grande differenza tra come Bologna e la sua provincia si approccino al mercato del “frozen food”, dove nel mercato si riscontrano abitudini di consumo e interesse ai prodotti differenti, rispetto invece alla Romagna dove invece il gelato ha il predominio della distribuzione, soprattutto negli stabilimenti balneari.

In cosa consiste il tuo ruolo in Algida?

Il mio lavoro consiste soprattutto nel favorire, per certi versi, lo “sviluppo del mercato”. Ad esempio, l’anno scorso mi occupavo della realizzazione dei “perfect store” affiancando alla disponibilità del prodotto l’ottimale presenza di materiali promozionali.
In sintesi il mio compito è attivare quante più possibili “occasioni di consumo”, facendo leva sul mix delle “Tre D”:
Distintività, Disponibilità e Desiderabilità.
Ci vuole grande coordinamento con venditori e concessionari, e bisogna saper mantenere un ottimo rapporto con loro,  che rimangono in assoluto mediatori importanti col cliente e il consumatore finale.

Sul tuo profilo LinkedIn si nota come tu abbia avuto diverse esperienze, sia nel marketing dello Sport, che come co-founder della mitica Radio 1088. Dicci di più su queste esperienze.

Come accennato prima lo sport è la mia grande passione, e le prime esperienze lavorative sono state proprio in quel mondo, sia come ufficio stampa che come responsabile comunicazione e marketing.
Ho sempre lavorato in grande autonomia, ma non ho mai ignorato l’importanza del lavoro di squadra, che ho applicato soprattutto nel periodo in cui sono stato co-responsabile di Radio Sommersa, da cui è poi nata Radio 1088.

Salutiamoci con il tuo più sincero consiglio da veterano Compass, e marketer in carriera!

Non fermatevi mai, e non limitatevi ad “adornarvi di etichette”.
Al momento della selezione, un’azienda valuta tantissimo l’individuo e le sue caratteristiche attitudinali e personali, molto più del singolo titolo.
Si valutano soprattutto le esperienze di tirocinio e di lavoro svolte durante un percorso universitario.
In fin dei conti, un’azienda al momento prima dell’assunzione vorrebbe la più sincera risposta ad un’essenziale domanda:

Tu in che modo ci potresti aiutare?

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