Scuola senza zaino: un nuovo modello educativo

La maestra di fronte agli studenti, la lavagna alle sue spalle, i banchi sono disposti in fila. I ragazzi ogni mattina si alzano e partono per andare a scuola con il loro zaino, dentro il quale sono riposti libri, astuccio e quaderni. Quanti di noi si rivedono in queste poche righe?

Con Scuola Senza Zaino la scuola non è più quella che conoscete. Ad essere ripensati sono sia l’approccio di insegnamento ed educativo che il modo di intendere lo spazio e l’ambiente scolastico. Essa prende spunto dalla pedagogia montessoriana e da molti altri grandi autori. Nasce nel 2002, promossa da Marco Orsi. Nell’anno scolastico 2003/2004 partono le prime due classi elementari a Lucca e nel corso degli anni viene adottata da sempre più scuole. Nel 2012 anche la Regione Toscana inserisce questo progetto tra le iniziative per il diritto allo studio.

La scelta del nome sta nel significato della parola zaino. Per definizione esso è uno strumento che viene solitamente associato a viaggiatori, escursionisti, insomma a gente che parte per un lungo viaggio. In questo progetto i ragazzi quando vanno a scuola non devono essere nello stato emotivo di chi viaggia e associale la scuola ad un luogo di passaggio. Inoltre lo zaino trasporta enormi libri pesanti, i quali rappresentano una formazione prettamente nozionistica.

[Credits: http://www.vicenzatoday.it]

Questo modello verte su tre valori principali che riconfigurano la classica concezione di educazione, insegnamento, spazi, materiali didattici ai quali siamo abituati. Il primo è l’ospitalità. Lo spazio dell’aula tradizionale focalizzata sull’insegnamento frontale viene completamente rivisto. I tavoli sono disposti in modo tale da consentire lo svolgimento di diverse attività, aumentando l’autonomia e la capacità di scelta dei bambini. Ma non sono le aule, ad essere resi più accoglienti, ordinati e gradevoli è tutto l’ambiente scolastico.

Il secondo valore è la responsabilità. E’ attraverso gli strumenti didattici, la scelta dei tempi, il modo e lo spazio in cui svolgere il lavoro e le attività autentiche che il senso di responsabilità e l’autonomia vengono realizzati. Come riportato nel sito di Scuola Senza Zaino infatti “il valore della Responsabilità chiama la libera adesione dell’allievo, nella convinzione che la crescita armonica e un’adeguata maturazione abbiano luogo nella misura in cui la persona è in grado di cogliere il significato di ciò che è proposto e per cui sono mobilitate le sue risorse interiori (cognitive, emotive, affettive) ed è richiesta la sua motivazione”.

Il terzo infine è la comunità. Le aule sono strutturate in diverse aree, di particolare importanza quella chiamata agorà o forum che garantisce agli allievi un luogo di incontro. Ciò è esteso non sono alle aule, ma a tutto l’ambiente scolastico.

Se siete interessati e volete approfondire, ecco qui il sito https://www.scuolasenzazaino.org/

Credits immagine in evidenza: http://www.scuolasenzazaino.org

Clara Baldisserotto

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