Alla scoperta dell’Islanda con #StoGranTour

Avete mai pensato di intraprendere un viaggio avventura in Islanda? Come afferma Leonardo, una delle guide del team di Sto Gran Tour che ho avuto il piacere di intervistare, l’Islanda è un’esperienza complessa. Viverla, contemplarla ed esplorarla porta i più avventurosi a provare un’esperienza multipla che li conduce oltre: oltre ogni immaginazione, oltre ogni aspettativa, oltre ogni spettacolo naturale.

  • Ciao Leonardo, raccontaci chi sei.

Allora, mi chiamo Leonardo Berardi e mi definisco una guida atipica, nel senso che non è il mio unico lavoro. Mi occupo di eventi e faccio il dj e diventare una guida è stato un fatto abbastanza casuale. Per anni ho avuto un’agenzia che organizzava eventi per bambini e probabilmente la mia capacità di relazionarmi con le persone, unita alla mia grande passione per viaggiare e scoprire posti nuovi, mi ha portato a diventare una guida. Una guida deve infatti saper creare un gruppo, prendersi cura delle persone, essere molto responsabile. Ho iniziato a lavorare come guida turistica quando ho conosciuto Gabriele Saluci. Gabriele era venuto nello studio dove lavoro per montare gli episodi per il programma Kilimangiaro, trasmesso dalla RAI, e dopo aver parlato, mi ha detto che sarei stato una guida atipica perché, pur non venendo dal mondo dei fotografi o dei blogger, avrei funzionato bene. Tutto è iniziato così, tra due chiacchiere, in maniera abbastanza casuale.

  • Sto Gran Tour, fondata nel 2017 proprio da Gabriele Saluci, porta aspiranti viaggiatori alla scoperta di mete incredibili e spesso inusuali. Perché l’Islanda è tra queste?

Dunque, organizziamo viaggi in Islanda prima di tutto perché è un’isola pazzesca, con aspetti naturali, culturali e sociali molto interessanti e belli da vivere. È un’isola dove tutto è difficile, ogni giorno ci sono delle sfide da affrontare ma questo rende l’Islanda assolutamente stimolante e affascinante. Gabriele inoltre ha passato molto tempo in Islanda e ha pensato a come strutturare il tour. Personalmente, credo che sia una meta molto distante da altri luoghi e noi proponiamo un modo di visitarla originale, dando molta importanza al gruppo e al senso di appartenenza, per permettere di visitare l’isola come un grande gruppo di amici.

  • Qual è quindi l’elemento distintivo dei vostri tour?

Proporre ciò che facciamo noi, ovvero, “un viaggio tra amici in Islanda”, è una cosa assurda. L’Islanda è una terra difficile da vivere e da esplorare quindi, il nostro obiettivo come tour operator, è far vivere a chi decide di intraprendere questa avventura con noi, un viaggio fatto in serenità e spensieratezza, come tra amici, avendo però tutto efficientemente organizzato per ogni possibile evenienza. Le sfide che ti mette davanti l’Islanda non sono semplici, sia a livello naturale e climatico che organizzativo. È un paese complicato, bisogna conoscerlo e sapersi muovere. Spesso le condizioni climatiche sono avverse, a volte spaventose. Noi abbiamo un sistema molto efficiente, consultiamo diverse fonti di informazione del posto, tra cui la protezione civile, un’applicazione per monitorare la viabilità delle strade e un’associazione di volontari per sapere se possiamo fare o meno qualcosa, in modo tale da controllare sempre la situazione ed escogitare eventuali piano B. Fortunatamente, gli islandesi sono molto cordiali e disponibili e parlano perfettamente inglese, quindi risulta semplice comunicare con loro.

  • Quali sono le tappe che non possono mancare in un tour dell’Islanda?

Ancora una volta, devo sottolineare quanto sia complicato viaggiare in Islanda. Capita di frequente infatti che quello che i viaggiatori si aspettano di vedere poi non sia possibile a causa delle condizioni climatiche. Per chi decide di viaggiare in inverno, percorrere l’anello d’oro a sud è sicuramente la scelta migliore, perché è una zona in cui si viaggia più facilmente rispetto al resto dell’isola. Per quanto riguarda le attrazioni naturali, beh, di quelle ce ne sono a non finire, dalle cascate, ai geyser, alle distese di ghiaccio. I posti più belli nell’anello d’oro sono la Diamond Beach, il lago Jokulsarlon, lago vallivo del ghiacciaio più grande dell’isola che sfocia nel mare vicino Diamond Beach, e la spiaggia di Reynisfjara, dove hanno girato alcune scene del Trono di Spade. Non bisogna però lasciarsi ingannare dalla bellezza di questa spiaggia: è considerata infatti uno dei luoghi più pericolosi dell’Islanda perché ci sono tantissime onde anomale e bisogna tenere le distanze adeguate dall’acqua. Non sottovalutate mai gli avvertimenti della protezione civile o dei cartelli; se ci sono, c’è un motivo. Ci sono posti poi meno conosciuti, meno mainstream ma che non deludono le aspettative, come Seljalandsfoss, una cascata in cui è possibile passeggiare dietro il getto d’acqua.Le caratteristiche peculiari e speciali di questa terra però, vengono colte banalmente quando si viaggia sul furgone e si guarda fuori dal finestrino: deserti di ghiaccio e la natura predominante su ogni cosa. È un paesaggio che incanta.

diamond beach

Diamond Beach, photo credits: Anna Tassi

mare e ghiaccio

Jokulsarlon, photo credits: Anna Tassi

 

  • Cosa non deve mancare nello zaino di una persona che decidere di partire per l’Islanda?

Dipende molto dalla stagione ma, la cosa più importante per me, sono le scarpe. Non bisogna risparmiare su quelle, devono avere delle suole adatte, devono essere in gorotex, comode e calde. Sono la prima cosa che ci divide dal terreno.

  • Qual è il periodo migliore per andare in Islanda?

La scelta va ponderata soprattutto in base a quello che si vuole fare e vedere. Ci si può andare assolutamente tutto l’anno, solitamente in molti decidono di partire in inverno per vedere l’aurora boreale, anche se bisogna essere pazienti ed equipaggiarsi bene per stare fuori di notte. In estate il clima è più mite nonostante il vento resti un elemento costante.

  • Hai qualche aneddoto particolare da raccontare? Qualche situazione imprevista che hai dovuto affrontare?

Si, in effetti una notte dello scorso febbraio ero con un gruppo a circa 360 Km da Reykjavik in un parcheggio di un parco nazionale per vedere l’aurora. Mentre stavo facendo retromarcia, il sensore non ha suonato e ho urtato un cartello. Nonostante andassi pianissimo, il vetro del furgone si è frantumato in mille pezzi. Dopo aver riportato il gruppo ai cottage, mi sono messo alla guida verso Reykjavik nella speranza di poter trovare un altro furgone. Bisogna tenere a mente che tutto ruota intorno alla capitale, non è come in altri paesi in cui si trovano servizi di ogni tipo a portata di mano. Per cui, mi sono fatto 360 km di notte, da solo, senza il vetro posteriore e ti lascio immaginare il freddo. Per fortuna le strade erano eccezionalmente praticabili, anche se ho incontrato solo otto macchine e mi sentivo come il quarto re magio: solo, al freddo, sotto un cielo stellato. È stato un viaggio surreale, ma una guida deve essere propensa anche a fare queste cose. Arrivato a Reykjavik, alle quattro e tre quarti del mattino, ho dormito per qualche ora in una sorta di ostello per camionisti, al terzo piano di un letto a castello. Alle sette sono andato al noleggio auto e per fortuna mi hanno dato un altro furgone.

furgone

Photo credits: Anna Tassi

  • Come pubblicizzate i vostri tour?

Gabriele è un tour operator e per pubblicizzare i viaggi organizzati utilizza molto i social e il sito web. Inoltre, il fatto che abbia uno spazio alla trasmissione Kilimangiaro ogni domenica fa sì che ci sia più visibilità.

  • A proposito di social, quanto secondo te le foto possono influenzare la scelta di partire per l’Islanda?

 L’Islanda è un paese dove i filtri non servono, ci sono dei colori e dei paesaggi mozzafiato. Sicuramente le foto dell’aurora, che devono essere fatte in un certo modo, catturano molto l’attenzione del pubblico. Non ci sono filtri però per rendere le foto dell’Islanda particolari ed essendo un posto pazzesco, molto suggestivo, le foto pubblicate giocano un ruolo importante. Dal vivo però, è molto meglio. L’Islanda è veramente un’esperienza complessa, non è solo la cascata, il ghiacciaio o l’aurora. È il fatto di essere in un luogo diverso in tutto e per tutto dai posti a cui siamo abituati, non solo a livello estetico ma anche pratico, siamo in un luogo in cui ci si destreggia tra deserti di ghiaccio e neve. L’esperienza non è vedere per forza la spiaggia bella ma vivere qualcosa di unico in luoghi ancora abbastanza incontaminati.

cascata

Gullfoss Waterfall, photo credits: Anna Tassi

Dopo questa piacevole chiacchierata con Leonardo, ho subito inserito l’Islanda nella mia wish list e non vedo l’ora di intraprendere un viaggio avventura alla scoperta di questa terra meravigliosa.

Anna e Daniele, due miei cari amici, hanno partecipato di recente ad un viaggio organizzato in Islanda e Leonardo è stata proprio la loro guida. Sono tornati a casa davvero entusiasti e mi hanno consigliato subito di partire. L’organizzazione impeccabile ha permesso loro di godersi di più la vacanza e quelli che inizialmente erano sconosciuti compagni di viaggio si sono rivelati persone fantastiche e dinamiche con cui hanno potuto condividere le avventure islandesi. È richiesto molto spirito di adattamento, la preparazione dello zaino richiede molta meticolosità ma, a detta loro, l’Islanda regala scorci indimenticabili, è il sogno di chiunque voglia vivere un’avventura nella natura e sentirsi fuori dal mondo.

Questa terra, con la sua bellezza autentica, particolare e un cielo dipinto di mille sfumature li ha fatti innamorare.

E voi, avete già preparato lo zaino per un viaggio sull’isola che viene descritta come “un altro pianeta”?

                                                                                                                                  Elena Veronesi

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