“Go the extra mile” da Compass a Yoox

Intervista a Francesco Veronese, Digital Marketing Specialist

Laurearsi comporta due grandi responsabilità: organizzare una festa e pensare al proprio futuro. Secondo il Boston Globe, la Quarter-Life Crisis colpirebbe i giovani attorno ai 25 anni che si apprestano ad entrare nella “vita vera”, per i quali disoccupazione e scelta di un percorso di carriera rappresentano i maggiori promotori di insicurezze. Il mondo del lavoro può risultare vasto e complicato da affrontare per un giovane fresco di laurea e nessuna università può insegnarci la resilienza. Per sapersi destreggiare al meglio in questa giungla fatta di nuovi mestieri, skills e tools, è quindi fondamentale affidare le nostre domande e curiosità a chi, in quella giungla, ha già iniziato a farsi strada tra le liane.

Francesco Veronese, laureato Compass, attualmente ricopre il ruolo di Digital Marketing Specialist in Yoox presso la sede di Milano e si è gentilmente sottoposto al mio terzo grado, cosa per cui lo ringrazio enormemente.

YOOX: brevemente, in cosa consiste?

Oltre alla definizione di Wikipedia, l’azienda (YNAP) è una fusione tra 2 anime: Yoox – leader mondiale nella vendita online di fashion luxury/design, e il gruppo inglese Net-A-Porter. Una fusione di logistica (Yoox – sono davvero impressionanti i magazzini di stoccaggio di Bologna) e Net-A-Poter (leader mondiale di contenuti editoriali di lusso). All’interno dell’azienda si distingue un’ulteriore divisione, gli Online Flagship Store (OFS), che forniscono ai singoli brand supporto logistico, gestione dell’ecommerce e consulenza. Dal 2018 il gruppo è stato acquistato dal gruppo Richemont.

Come ci sei approdato?

Durante la magistrale Compass, ho iniziato uno stage presso un’agenzia di comunicazione di Modena (Makkie Communication Lab) che mi ha dato la possibilità di conoscere il mondo del Digital Marketing. Ho avuto la fortuna di comprendere le esigenze di tanti piccoli e medi imprenditori e di conseguenza proporre delle soluzioni di comunicazione/marketing personalizzate. Dopo un percorso di quasi 2 anni e mezzo ho deciso di intraprendere una nuova sfida a Milano, perché penso sia una tappa necessaria per chi desidera lavorare nel mondo del marketing.

Quanto è rilevante la conoscenza della moda per chi lavora in YOOX?

Abbastanza rilevante, ma non strettamente necessaria. Mi spiego meglio: chiaramente se il tuo ruolo è legato al merchandising/buying, devi nutrire una certa passione per il settore. Il marketing invece può essere applicato ad un abito di alta moda, come a un’auto o a un prodotto farmaceutico. Diciamo che sono più appassionato di marketing!

E quella dell’inglese?

Questa la definisco fondamentale, non solo perché i tool che utilizziamo la maggior parte delle volte sono in inglese, ma perché spesso devi interfacciarti con colleghi, fornitori o brand stranieri e devi gestire una conversazione/presentazione (via mail o di persona).

Digital Marketing Specialist: nome molto accattivante. Ma nello specifico, cosa fai?

Nello specifico il mio lavoro consiste nell’aumentare visibilità e profitti online dei brand che seguo, gestendo delle azioni di advertising sui principali motori di ricerca (in particolare attività pay-per-click), social e canali programmatic. A livello più ampio il ruolo prevede una certa trasversalità che va dalla conoscenza del prodotto, alla ricerca del potenziale utente sul web, dall’analisi del processo di acquisto (tutti i vari touchpoint che utilizziamo online) all’analisi di nuovi mercati. Tutto questo condito da una buona dose di relazione con i brand e capacità di problem solving.

Esiste una “giornata lavorativa tipo” per un digital marketing specialist?

Niente ha inizio senza un buon caffè con i colleghi. Oltre a questo piacevole rituale, esiste un momento chiamato “stand up” in cui ciascun membro del team (Web Advertising, SEO e Affiliazione) condivide le proprie attività che deve svolgere in giornata per i singoli brand gestiti. Dopodichè inizia la parte operativa che consiste nella gestione del budget mensile per le attività di advertising (sui vari motori di ricerca/social) e l’analisi delle performance (capire se le campagne stanno portando il maggior ritorno d’investimento). Generalmente partecipo a 1-2 meeting ogni giorno sulle tematiche più varie: di norma riguardanti aree di miglioramento degli ecommerce gestiti, eventuali problematiche, nuove opportunità, lanci di prodotto.

Con quali altre figure professionali ti interfacci?

Come anticipato la trasversalità del ruolo richiede di interfacciarsi con diverse figure tra cui: il team Account, che gestisce la relazione con il singolo brand, Site Manager, figure chiave che si occupano della pubblicazione operativa del prodotto sul sito e di tutta l’organizzazione grafica e commerciale delle attività, Client Manager, che mantiene la relazione con il brand e lo supporta nella sua strategia commerciale, CRM e Analytics, e infine Merchandising (soprattutto per la conoscenza del prodotto).

Quanto e come ciò che hai studiato durante la laurea magistrale da noi ti è stato poi utile nel tuo lavoro?

A livello di conoscenze Compass che mi hanno aiutato nel mio percorso, cito le lezioni sui fondamenti WordPress e SEO che mi hanno permesso di muovere i primi passi nella conoscenza dei motori di ricerca. Ritengo poi fondamentali i corsi di Modelli di Marketing e Comunicazione e Marketing che permettono di approfondire le leve di marketing e gli scenari/dinamiche entro le quali i consumatori interagiscono (le famose “arene sociali”). Vi do un consiglio: ci sono molti sviluppi in termini di GDPR (regolamento generale sulla protezione dei dati) e vedo in Diritto dei Media un’opportunità interessante per il futuro, vista l’assenza di profili particolarmente formati su queste tematiche (di cui le aziende hanno una grande esigenza).

Programmi, tools, software: quali skills informatiche dove possedere chi lavora nel digital marketing?

L’elenco della spesa prevede la conoscenza delle principali piattaforme di online adv tra cui Google Ads, Bing Ads, Facebook Business Manager per citarne alcuni; lato analisi dei dati abbiamo Google Analytics e Google Search Console per supportare ragionamenti e scelte operative. Detto questo, ritengo che un’infarinatura sulla programmazione in JavaScript (in pratica sapere cosa indica un pezzettino di codice del sito) e la capacità di utilizzare qualche programma di grafica ti possa rendere autonomo e capace di trovare soluzioni in tempi brevi.

Con che cosa hai integrato le conoscenze universitarie?

Ho fatto alcuni corsi all’interno delle aziende in cui ho lavorato. Tra queste, il corso per diventare Google Partner (può essere fatto anche in maniera individuale), un breve corso sulla programmazione JavaScript, un corso per l’implementazione dei pixel (script di codice per tracciare le attività che avvengono sul sito web). Ultimo ma non ultimo, un corso fenomenale sulla comunicazione efficace.

YOOX posizioni aperte: su cosa può puntare chi esce da Comunicazione Pubblica e d’Impresa?

Essendo una realtà internazionale e in continua espansione, le posizioni aperte sono sempre molte (parlo soprattutto per la divisione degli OFS). Per chi vuole lavorare a livello di gestione di un e-commerce consiglio soprattutto le posizioni come Site Manager, mentre per la parte digital marketing le posizioni più in linea riguardano la parte di CRM e Web Advertising.

Dritte da colloquio: cosa ricerca un’azienda internazionale come YOOX?

Premetto che è stato uno dei colloqui più sereni che abbia fatto; il clima è piuttosto disteso. Un’azienda internazionale come Yoox punta molto su giovani che hanno maturato un minimo di esperienza nella gestione di un e-commerce, che sappiano mantenere una relazione con il brand, figure trasversali in grado di uscire dalla propria area di competenza per inserirsi in un contesto più ampio che è l’intero processo di vendita online di un prodotto di lusso.Tornando alla scena del colloquio: è un ambiente giovane, per cui niente di eccessivamente formale, solo consiglio di lasciar trasparire energia, spirito di adattamento, e se avete un buon livello di inglese tutto di guadagnato. Per il resto, la maggior parte dei processi si impara direttamente sul campo.

Consigli spassionati per chi ha ancora l’alloro fresco in testa?

La domanda alla quale rispondo più volentieri: 2 consigli spassionati che avrei voluto sentirmi dire a mio tempo. Il primo è: non cercare il lavoro perfetto, non esiste. Semplicemente occorre iniziare, “mettere le mani in pasta”, solo così si può capire in quale campo siamo effettivamente bravi o cosa invece, semplicemente, non fa per noi. Il secondo lo dico in inglese perché rende meglio “Go the extra mile” (fare sempre un piccolo extra in più, anche quando non necessario). Compratevi un libro non assegnato, fate un’analisi in più, una chiacchiera con un esperto di quel settore, le cose migliori che mi sono capitate sono arrivate da quel piccolo sforzo non richiesto.

Non vedo l’ora di lavorare con qualcuno che ha fatto il mio stesso percorso Compass. Ci vediamo in Yoox.

Buona fortuna!

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