Quando l’Europa c’è: Lavoro, Tirocini e Progetti presentati all’UniBo

Nella mattinata dell’ 1 Marzo, presso l’Aula Poeti di Palazzo Hercolani, sede di Scienze Politiche, all’Università di Bologna, ci si è trovati a parlare di progettualità ed opportunità che l’Unione Europea, attraverso vari stakeholders e tramite contributi stanziati dal Fondo Sociale Europeo, mette a disposizione delle più giovani generazioni di cittadini, affinché si svolgano percorsi di tirocinio, volontariato, e soprattutto si possano attivare percorsi lavorativi facendo incontrare la domanda e offerta di candidati e aziende dei paesi membri UE.

Con Savino di Noia, esperto di mobilità europea di UniSer, cooperativa per il supporto alla mobilità europea che attualmente lavora in collaborazione con Europe Direct Emilia Romagna, e la Professoressa Pina Lalli, Vicedirettore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, si è tenuto il primo di un ciclo di tre incontri focalizzati sulle possibilità di attivazione di percorsi lavorativi e tirocini all’estero nel contesto dell’Unione Europea.

Il mare di opportunità che l’Unione Europea offre, siano esse legate a lavoro, volontariato, tirocini o progetti brevi, può talvolta essere complesso da capire, viste le molte necessità di carattere burocratico, amministrativo ed orientativo di cui un candidato interessato deve occuparsi. Per questa ragione UniSer offre un servizio di supporto diretto al candidato, che può rivelarsi fondamentale nel momento in cui si attiva la candidatura ad un progetto di Mobilità Europea.

Spesso, uno dei progetti più interessanti per studenti laureandi o neolaureati, è il progetto Erasmus+, noto progetto di mobilità europea studentesca incentrato allo svolgimento di un’attività lavorativa presso un’azienda con sede in un paese membro UE. Il candidato riceve poi supporto finanziario tramite borsa per tutta la durata del programma, che solitamente si circoscrive tra 2 e 12 mesi.

 ‘Your First Eures Job’ è un programma di mobilità lavorativa a supporto dei giovani dai 18 ai 35 anni, pensato per accompagnare i candidati verso un percorso lavorativo, di apprendistato o tirocinio, in un paese europeo in cui essi non sono residenti.
Tale programma dà supporto gratuito all’orientamento verso le opportunità di tirocinio e lavoro, e altresì versa contributi economici al candidato per recarsi fisicamente ai colloqui di lavoro all’estero, senza necessità di rimborso, e all’azienda stessa che assumerà la risorsa.
Legati a questo programma, vi è la possibilità di ottenere contributi economici anche legati alla formazione linguistica del candidato, se chiaramente questa è finalizzata alla ricerca di un lavoro all’estero, rimborsabili in seconda fase.

I progetti di Volontariato Europeo (ex SVE) finanziati dall’Unione Europea sono pensati per giovani dai 17 ai 30 anni, ed hanno una durata complessiva dai 2 ai 12 mesi.
Prevedono contributi economici volti alla copertura di viaggio, vitto, alloggio, assicurazione sanitaria, corso di lingua per facilitare l’adattamento al paese scelto, e anche un ‘pocket money’ mensile.
Spessissimo, questo progetto specifico fornisce un’esperienza formativa/collaborativa di altissimo valore aggiunto anche per i CV, inserendo i candidati in progettualità da svolgersi soprattutto nel terzo settore (cultura, sociale, media e comunicazione, ambiente, sviluppo rurale e cooperazione).
Il tutto si svolge in lingua inglese, a prescindere dal paese di destinazione.
Si auspica che, nei prossimi anni, questo progetto verrà attivato solo in paesi extraeuropei.

Dunque che cosa sostituirà il Volontariato Europeo da svolgersi nei territori dei paesi membri?

Entra qui in gioco il progetto degli ‘European Solidarity Corps’ (ESC, o Corpi Europei di Solidarietà). Anche se attualmente questo è un progetto allo stadio pilota, questi sono progetti di volontariato e mobilità europea professionale o di volontariato con durata stabilita dai 2 ai 12 mesi, per giovani dai 18 ai 30 anni.
E’ una grandissima novità della progettualità europea, ed include progetti da svolgersi esclusivamente in territorio UE. Tutte le attività che questo progetto include vogliono far sì che il cittadino si occupi di tematiche sensibili alla vision dell’UE, dunque sostegno a migranti e rifugiati, cittadinanza attiva, tutela dell’ambiente, istruzione e formazione, creatività e sport.
Vi è sia una sezione specifica di volontariato (con regole identiche allo SVE), sia una prettamente occupazionale.
Per partecipare occorre registrarsi al portale europeo apposito e cercare opportunità su EURES, o nei siti dei consorzi di supporto partner ANPAL e Pole Emploi, due agenzie di collocamento specializzate in mobilità internazionale della forza lavoro.

Infine, i ‘Workcamps’ sono campi di volontariato internazionale dove reti di ONG riconosciute garantiscono vitto e alloggio ai gruppi di volontari (il costo del viaggio è tuttavia escluso, oltre ad una quota di partecipazione da versare inizialmente).
I progetti, anche qui, interessano aree quali la tutela dell’ambiente, la cultura, il sociale, lo sviluppo rurale e la cooperazione, per una durata più breve degli altri progetti presentati, da 10 giorni a 3 settimane, il tutto in lingua inglese.
L’iniziativa si attiva, in questo caso, dal Portale dei Giovani.

Tutti i candidati possono essere supportati in questi progetti tramite la piattaforma online Mobilitas, realizzata apposta per queste iniziative, dove è inoltre possibile sostenere colloqui Skype con esperti specializzati nell’orientamento e supporto alla ricerca di opportunità specifiche ai candidati di ogni profilo.

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