Generazione Freelance

I cambiamenti e la crisi economica hanno dato vita ad una nuova forma di lavoro autonomo.
Le ricerche di alcune istituzioni internazionali (Eurostat e Upwork & Freelance Union) dicono che negli ultimi anni è cresciuto il numero dei lavoratori freelance, e, in futuro, anche in conseguenza alla digitalizzazione globale in atto, si prevede un’ulteriore spinta in questa direzione. 

Molti si chiedono se ci siano più pro o contro, così ho deciso di intervistare Luca, il mio tutor di tirocinio, un consulente per la comunicazione che lavora in proprio, per entrare più nel dettaglio.

Per il libero professionista la flessibilità è sicuramente uno degli aspetti più interessanti da considerare; può gestire i suoi orari ma le scadenze esistono anche per lui e il cliente non può attendere.
I dati del Payoneer Freelancer Income Survey mostrano che circa la metà dei freelance lavora da 30 a 50 ore settimanali, con un 10% che supera le 60 ore.(https://www.payoneer.com/downloads/freelancer-income-report-2018.pdf) 

Una persona che lavora in proprio non ha bisogno di raggiungere quotidianamente l’ufficio e, quindi, di passare ore imbottigliato nel traffico; questo comporta un risparmio considerevole sulla spesa della benzina o dell’abbonamento ai mezzi di trasporto, con positivi impatti anche per l’ambiente.
Può permettersi di seguire i propri ritmi, scegliendo ogni giorno quando iniziare e finire la pausa e durante questa sbrigare, magari, anche le faccende domestiche e familiari.
Mangiare a casa, è anche una maniera più facile per seguire un regime alimentare corretto.
Può inoltre decidere di andare in vacanza quando vuole, basta solo sapersi organizzare.
Tutto ciò contribuisce a migliorare lo stato mentale e psicofisico ed essere più produttivi.

Di contro però questa attività può essere molto instabile, fra periodi di impegni frenetici e mesi di calma piatta. Non ha uno stipendio fisso, non ha una tredicesima, né le ferie e le malattie pagate.
Nelle fatture, l’importo scritto è circa il doppio di ciò che gli resterà realmente in mano, perché da quella cifra bisogna togliere i contributi e le imposte.

Ammette che in certe giornate in cui si è magari più stanchi bisogna essere forti e resistere alle distrazioni o tentazioni. Molti pomeriggi sua figlia di 7 anni quando ritorna da scuola lo raggiunge per raccontargli tutta la sua giornata, perché probabilmente vedendolo a casa non comprende che stia seriamente lavorando e lui vorrebbe restare lì a coccolarla tutto il tempo, ma sa di non potere.

Non è facile, ma trovando le giuste motivazioni e con la passione per il proprio lavoro, tutto è possibile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...