Salvini: politico influente o influencer politico?

Le sue foto su Facebook vantano migliaia di likes, a Natale cioccolata calda con il figlio, a Santo Stefano pane e Nutella e a Capodanno, per finire di viziarsi, Spritz sulle piste da sci.
Di chi stiamo parlando? Ovviamente dell’influencer più potente, politicamente parlando, della nostra penisola, Matteo Salvini.
Chiara Ferragni in confronto è una “diavoletta87” qualunque, LaSabriGamer una nerd con molti amici e la Canalis poco più di una casalinga qualunque.

La strategia comunicativa di Salvini, o meglio del suo social media manager Luca Morisi, si è sviluppata nel corso degli ultimi anni ed ha portato il leader della Lega, nonché il partito stesso, ad un livello di consensi che, forse, solo Berlusconi all’inizio del millennio ha raggiunto. In questo articolo non vogliamo esaminare il lavoro svolto da Morisi nel determinare la strategia comunicativa che sta facendo breccia nel cuore di molti italiani, bensì il nostro focus sarà sulla viralità mediatica che ne è scaturita.
Il punto focale di tutto è il rapporto che Salvini è riuscito ad instaurare con i suoi seguaci, un rapporto diretto, schietto e sincero, in cui il leader dice quello che pensa senza filtri, o perlomeno questo vuol far credere. La realtà dei fatti è, tuttavia, ben diversa.

profilo facebook di matteo salvini
Profilo Facebook di Matteo Salvini

La rabbia verso i politici, dovuta dalla grande recessione del 2008, è diventata visibile a tutti alle elezioni del 2013, quando il Movimento 5 Stelle è riuscito a raggiungere il 25% dei consensi. In quelle stesse elezioni la Lega Nord raggiunse un deludente 4% alla Camera dei deputati, dimezzando i suoi consensi rispetto alle precedenti, con il rischio di scomparire nel giro di poche settimane. Salvini viene eletto segretario della Lega nel dicembre 2013, senza pressioni di governo e con un’ideologia di partito ormai sconfitta dalla storia, la secessione, il neo leader ha carta bianca nel riposizionarsi in base alle nuove istanze che stavano nascendo in quel periodo.

La prima battaglia, fondamentale per il suo successo, fu quella contro l’immigrazione.
Inizialmente l’interlocutore principale fu il “nord produttivo”, che vedeva nella sicurezza interna il principale problema dell’Italia. Nel corso dei mesi si susseguono servizi, articoli di giornale e post, sulla pagina personale Facebook di Salvini in cui i soggetti sono, nella grande maggioranza dei casi, immigrati impegnati in attività criminali. Nacque così un vero e proprio scontro ideologico tra chi voleva accogliere i migranti e chi voleva chiudere le frontiere. Ormai la forza mediatica, spinta dalla xenofobia dilagante, del leader leghista aveva costretto tutti i mezzi di informazione a puntare la lente di ingrandimento su quella parte del paese che ha paura. Ogni crimine, o presunto tale, commesso da un immigrato accresceva la potenza comunicativa di Salvini, la quale, più avanti, si tramuterà in consenso.

profilo instagram di elisa isoardi
Profilo Instagram di Elisa Isoardi

La comunicazione dell’allora segretario della Lega, contemporaneamente alla battaglia politica, iniziò a promuovere il “personaggio” Salvini. Prima allo stadio con Berlusconi a tifare Milan, poi dalla D’urso a parlare dei suoi amori, del rapporto con i figli, della storia (forse troppo) social con la Isoardi, per continuare poi con le dirette su Facebook, i rosiconi, le felpe, il cibo e tanti altri fattori che hanno portato l’auto-nominato “Capitano” a diventare un simbolo. Soprattutto, ma non solo, per quella parte di italiani che vedono nella globalizzazione e nel diverso la fine culturale dell’Italia.

Da quando Salvini è diventato ministro della Repubblica nulla di tutto ciò è cambiato. Al contrario, sono aumentati i post, le invettive e l’”arroganza politica” del nostro vicepremier. Ma non sempre tutto questo porta a dei vantaggi. Lo deve aver scoperto Salvini dopo il paradossale botta e risposta su Twitter con il neopresidente del Brasile Bolsonaro, durante il quale i due si accordarono sull’espatrio del terrorista rosso Battisti, scomparso nel nulla il giorno successivo, vanificando tutti i discorsi.

profilo twitter di matteo salvini
Profilo Twitter di Matteo Salvini

Di politici italiani sedotti e poi abbandonati dall’elettorato ne esistono moltissimi, da Craxi a Berlusconi, da Bossi a Renzi, nessuno è riuscito a sopravvivere, politicamente e non solo, troppo tempo sulla cresta dell’onda.
Cosa si inventerà quindi Morisi per evitare al “Capitano” la fine dei suoi predecessori?

Un pensiero su “Salvini: politico influente o influencer politico?

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