Viaggiate, studiate, pretendete di più. Claudia e le sue esperienze all’estero

È stato un anno davvero unico. Lo definirei ricco, intenso, pieno. La mia esperienza è iniziata a settembre dello scorso anno con un Erasmus Studio a Bilbao, seguito da un Erasmus Traineeship a Barcellona. Attualmente mi trovo in Messico per scrivere la mia tesi all’estero e successivamente andrò in Repubblica Ceca per un altro Erasmus Traineeship post-laurea. “Come hai fatto?” vi starete chiedendo. Ma anche: “Com’è stato?”. E subito dopo: “Cosa vuoi di più dalla vita?”

La risposta alla prima domanda è semplice: provando. Ricordo ancora quando ho fatto la prima richiesta per l‘Erasmus Studio e non sono stata presa. Avevo messo in entrambe le destinazioni la Spagna, un Paese che mi affascinava senza quasi conoscerlo, una lingua così dolce e attraente. Ricordo bene la rabbia di quei giorni, il sogno che si sfuma. Avevo sempre rimandato il momento di fare domanda per l’Erasmus e, proprio quando mi ero decisa, non ero entrata nella lista dei fortunati. Mi sono pentita mille volte di non averci provato tutti gli anni a partire dalla triennale. Ma poi con la delusione negli occhi ho fatto domanda alla riapertura del bando. “Vincitrice” diceva la graduatoria, “Bilbao” diceva la destinazione. E non sapevo nemmeno esattamente dove fosse questo posto!

Bilbao si trova al nord della Spagna. È una città dalle mille sfaccettature, come il País Vasco al quale appartiene. Una città piena di metallo, di cultura, di tradizioni e arte moderna. Una regione ricca di natura, di spiagge da film, di onde da surfare e di paesaggi da respirare a pieni polmoni. Facile parlarne così, una volta tornati, perché raccontiamo sempre la parte più bella di un viaggio. E qui rispondo alla seconda domanda.

In realtà per me Bilbao è stata un mettermi alla prova, non capire la lingua ma comunque sforzarmi di imparare, perdere amori e opportunità, scoprire nuove parti di me stessa e sopportare, ogni giorno, un’incessante pioggia e tanti mal di gola. Ma è stato anche imparare tanto da un’università così differente dalla nostra, trovare una famiglia, conoscere persone provenienti da tutto il mondo e che faranno sempre parte della mia vita.

Barcellona è una città completamente differente, ti accoglie come una vecchia amica. Ti fa perdere fra le viuzze della Barceloneta, ti fa salire a Montjuic con il fiatone, ti mostra la ferita della Rambla e ti lascia a bocca aperta nel Barrio Gotico. Tutto ciò per poi mostrarti il mare e accarezzarti con i suoi raggi del sole sulla Costa Brava. Barcellona per me è stata amicizia, lavoro, abitudini e un amore incredibile. È stata la terza volta che ho stravolto completamente la mia vita, è stata la terza volta che mi sono trovata faccia a faccia con l’indipendentismo. Dalla mia amata Sardegna, ai Paesi Baschi alla Catalogna. Sarà un caso?

E ora arriviamo alla terza domanda. “Cosa vuoi di più dalla vita?” mi sono chiesta dalla mia piccola stanza del Poble Nou di Barcellona. E ho capito che volevo sperimentare ancora, scoprire un altro popolo e un’altra cultura, sfruttare al massimo le opportunità che l’università ci offre. Allora mi sono rimboccata le maniche, ho scritto un progetto e ora sono qui seduta sul mio terrazzino di Puebla, in Messico, che scrivo questo articolo (e anche la mia tesi, tranquilli!).

La studentessa Claudia Serra in Messico [Credits CS]

Il Messico è una terra in cui le distanze non contano, perché sono troppo grandi per preoccuparsene. È un posto ricco di natura, di cascate a picco sul mare, di deserti di cactus, di mare caraibico. È un posto ricco di cibo buonissimo, di piccante in qualsiasi cosa sia commestibile e di colori. Ma è anche un posto ricco di contraddizioni, di differenze enormi fra ricchi e poveri, di corruzione e di enormi città con un conseguente enorme inquinamento. Perché studiare all’estero non è solo aprire dei libri in un’altra lingua e scrivere il tuo lavoro finale, è soprattutto conoscere, guardarsi attorno, scoprire nuovi mondi, nuove persone e innamorarsene.

Spero di avervi dato un’idea di quello che ho vissuto e sto vivendo quest’anno. Per concludere vi lascio tre consigli, proprio come le tre domande iniziali: viaggiate, perché non possiamo permetterci un mondo che sfoci nel razzismo; studiate, perché non possiamo permetterci un mondo che sfoci nell’ignoranza; pretendete di più, perché non possiamo permetterci un mondo che si accontenta.

A cura di Claudia Serra 

 

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