Erasmus in Lussemburgo: tutto ciò che c’è da sapere

Un po’ per curiosità, un po’ per gioco, poco più di un anno fa, feci la mia domanda Erasmus e scelsi come meta: il Lussemburgo.

Ma che ci vai a fare Marco in Lussemburgo?

Ecco, questa è stata la domanda che mi ha accompagnato in tutte le procedure burocratiche che ogni studente deve affrontare per poter partecipare al piano di mobilità europeo. Quando pensiamo all’Erasmus, o perlomeno io, i miei amici, i miei genitori, i miei conoscenti, i conoscenti dei conoscenti, pensiamo alla calda e calorosa Spagna, o per gli studenti più coraggiosi, i paesi baltici, o la Polonia, che in questi anni sta registrando un boom di scambi studenteschi, ma certamente NON IL LUSSEMBURGO.

Io scelsi il Lussemburgo perché una mia compagna di corso mi disse: “Oh che bello, è uscito il bando Erasmus. Se non avessi già fatto la mia esperienza all’estero due anni fa in Francia andrei molto volentieri in Lussemburgo”. Al che io risposi, per gioco: “ok, allora ci vado io”.

E alla fine ci sono andato davvero.

Il “Granducato di Lussemburgo”, che in tono affettivo chiamerò GdL, è il vero e proprio “ombelico d’Europa”, della serie: piccolo, buio, e nel centro.

GdL, che occupa un territorio più piccolo della provincia di Bologna, grazie ad un regime fiscale ben più che favorevole per le imprese estere, è divenuto uno snodo finanziario di enorme importanza per l’economia mondiale e soprattutto europea.

La capitale di GdL è Lussemburgo (Città), mentre altri centri urbani importanti sono Esch-Sur-Alzette, Differdange e Dudelange.

La giovane università (non ha ancora festeggiato il suo quindicesimo compleanno), è concentrata perlopiù in un’imponente cittadella accademica chiamata “Esch-Belval”, ad un centinaio di metri dal confine con la Francia e a pochi minuti da Esch-Sur-Alzette.
Due invidiabili peculiarità sono il suo multilinguismo e la sua internazionalità, infatti, in meno di due decenni, ha saputo sviluppare programmi didattici generalmente bilingue (Francese/ Inglese, Francese/ Tedesco, o interamente in Inglese) e raccogliere al suo interno studenti di 113 nazionalità differenti.
Le strutture universitarie sono all’avanguardia della tecnologia e dell’innovazione, basti pensare che in ogni aula vi sono “lavagne intelligenti” e pareti rivestite da una pellicola magnetica sulla quale è possibile scrivere con pennarelli o attaccare calamite. Le classi dei vari corsi sono veramente poco numerose, i corsi magistrali (Master) registrano una presenza media di 12 studenti per lezione e il personale docente è giovane, preparato, spesso straniero e motivato all’insegnamento da un sistema universitario molto gratificante sia dal punto di vista della ricerca sia dal punto di vista della retribuzione. Soprattutto della retribuzione. (Vi consiglio di fare in merito una breve ricerca  comparativa tra stipendilaggiù e stipendiquaggiù.) [Ricerca che potrebbe causare un’ulteriore emorragia di lavoratori migranti dal Bel Paese].

Quindi, ricapitolando, se volete andare in Lussemburgo per studiare, specialmente se studiate economia, materie informatiche o relazioni internazionali: ANDATE! Raramente infatti potrete trovare un aggregato di opportunità, soprattutto lavorative, nei settori finanziari, informatico ed “eurocratico”.

Se invece siete della mentalità “Voglio fare l’Erasmus per studiare e divertirmi”, oppure “Voglio fare quella vacanza studio piuttosto economica che qualcuno chiama Erasmus”, e soprattutto se siete meteoropatici: PENSATECI. Ma pensateci davvero, perché per divertirvi in Lussemburgo serve dedizione, inventiva e fortuna nel trovare le persone giuste con cui condividere l’esperienza.

In armonia con i miei compagni d’avventura, per fortuna siamo riusciti a trovare un perfetto equilibrio di dedizione ed ingegno alla causa ludica che ci ha portato a viaggiare per tutti gli angoli del Granducato, e per le molte strade del Belgio, della Francia, dell’Olanda e della Germania. Perché sì, il GdL sarà anche un ombelico scuro e piovoso, ma è pur sempre un ombelico ed un ombelico è per sua natura “nel mezzo”, ed il Lussemburgo è davvero NELMEZZODELL’EUROPA.

Nota bene: Nonostante i trasporti siano gratuiti per gli studenti, appena superata la frontiera i trasporti pubblici europei non sono affatto economici, tutti i nostri viaggi “on the road” sono stati possibili grazie al fatto che mi ero portato la macchina dall’Italia (10 ore di rilassante viaggio per gli splendidi paesaggi svizzeri e le campagne francesi).

Se non sarete automuniti il Lussemburgo offre comunque delle belle mete turistiche. Caratteristici sono i suoi castelli e le sue case feudali, i verdeggianti vigneti della Mosella, gli affascinanti e fatiscenti resti delle vecchie industrie metallurgiche e soprattutto è veramente piacevole perdersi nei suoi boschi che d’autunno si vestono di colori fiabeschi.

Per quanto riguarda la movida serale la varietà non è molto ampia. Ci sono molti locali nella capitale (la quale dista 25 minuti di treno dalla zona studentesca), ci sono numerosi pub anche ad Esch-Sur-Alzette (zona studentesca, vi sono infatti la maggior parte delle residenze fornite dall’Università) però dopo un po’ potrebbero stancarvi e a quel punto dovrete accontentarvi delle varie feste organizzate dagli studenti più vivaci.

Per gli amanti della musica classica l’Università fornisce biglietti gratuiti agli studenti interessati ai vari spettacoli della Philharmonie, una bellissima sala concerti nel cuore della zona più moderna della capitale. Per coloro che invece prediligono altri generi musicali consiglio il “Den Atelier”, locale spesso oggetto di tour esteri di famosi cantanti italiani, (io c’ho visto Francesco De Gregori e Fiorella Mannoia) e il più famoso Rockhal, tappa di numerosi tour di star internazionali (io c’ho visto i Gorillaz).

Nonostante gli stipendi siano veramente alti per i lavoratori del Granducato, è assolutamente vantaggioso il rapporto con il costo della vita, il quale risulta di poco superiore a quello dei vari capoluoghi italiani. In più tutti i trasporti, di qualsiasi genere, sono gratuiti per gli studenti.

L’aeroporto della capitale è collegato tramite compagnie low-cost a quello di Milano Bergamo, e se decideste di prendere un bus dal costo di 20 euro, potrete volare anche da Bruxelles Charleroi a cifre veramente ottime verso Bologna.

Le lingue parlate sono il Francese, l’Inglese, il Tedesco ed il Lussemburghese. Se conoscete le prime due sarete in grado di parlare tranquillamente con il 95% degli individui che incontrerete. Se conoscete solo l’inglese invece avrete forse qualche problema a parlare con le persone locali ma ve la caverete senza troppi problemi.

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