Instagram e il marketing dei libri: può funzionare?

Instagram sta, in pochissimo tempo, diventando uno degli strumenti più efficaci per la promozione di prodotti di ogni genere.
Questo social network, nato per mettere in risalto le fotografie, è ormai diventato una vetrina per aziende che si occupano di moda, per la promozione di viaggi, e in generale può essere utilizzato per quasi ogni tipo di pubblicità e attività di marketing.

Anche le case editrici hanno deciso di spostare parte delle loro attività pubblicitaria all’interno del social network. Ma come può un social nato per condividere foto favorire il marketing dei libri? Sicuramente, la promozione dei libri via Instagram non è una delle vie più facili che possono percorrere le case editrici, in quanto il social si presta più che altro alle immagini e alle fotografie, più che alle parole (basti pensare al fatto che, ad esempio, Einaudi Editore non ha nemmeno aperto un profilo all’interno del social).

Le strategie che possono essere utilizzate dalle case editrici sono diverse, qui di seguito ne citerò alcune utilizzate dalle editrici italiane e altre utilizzate dalle case editrici internazionali.

La casa editrice “Penguin”, che conta almeno tre profili verificati all’interno del social network (a che serviranno, poi, tre profili?), è solita pubblicare foto esteticamente accattivanti che ritraggono la copertina del libro, talvolta accompagnate da un altro post con una foto dell’autore (se particolarmente famoso) o da concorsi “giveaway” (concorsi aperti a tutti in cui il vincitore, in questo caso, vince il libro pubblicizzato). Penguin Books fa anche utilizzo delle Instagram Stories, condividendo il link che permette l’acquisto del libro pubblicizzato nel post più recente.

 

La casa editrice “Feltrinelli” ha deciso di postare principalmente citazioni tratte da libri e di repostare foto degli utenti impegnati nelle attività di lettura, sfruttando principalmente l’uso dei tag e degli hashtag. Invitando gli utenti a condividere le loro foto utilizzando tag e hashtag la casa editrice punta all’engagement del consumatore che, conoscendo la possibilità di venire re-postato dalla pagina ufficiale della casa editrice, si sente più motivato a condividere la propria esperienza.

 

Zanichelli”, famosa principalmente per la sua attività di pubblicazione di testi universitari e scolastici, invece, segue una direzione diversa. La casa editrice ha deciso di utilizzare la piattaforma per “informare” gli utenti, condividendo ogni giorno una parola e la sua definizione, accompagnata ovviamente da una foto, costruendo una specie di “vocabolario online”.

 

La casa editrice “Mondadori”, invece, ha deciso di cavalcare le tendenze più recenti e di proporre libri ad esse collegati o ispirati (ad esempio, in seguito alla uscita della nuova stagione della serie tv “Tredici” ha pubblicizzato i libri che hanno ispirato lo show, o, ancora, in seguito all’uscita del nuovo film correlato al mondo di “Star Wars” ha pubblicato post relativi ad una serie di fumetti della saga editi da loro).

 

La pagina Instagram di “Newton Compton” editore, invece, oltre a pubblicare foto dei libri da loro editi, condivide anche le foto degli eventi che coinvolgono i lettori (tra questi ad esempio ci possono essere incontri con gli autori, gruppi di lettura o eventi di “club del libro”).

Queste sono solo alcune delle molteplici strategie che possono essere utilizzate. Altri modi per pubblicizzare i libri possono coinvolgere degli “influencer”, seguendo le strategie utilizzate solitamente dai brand che si occupano di moda e cosmetica. Gli utenti influencer utilizzano la piattaforma per promuovere i libri scrivendo micro recensioni (perché il social si presta principalmente a didascalie abbastanza brevi), pubblicate assieme una foto del libro o ad una foto che va a ricreare alcune ambientazioni del libro stesso.

Insomma, ci sono molte strade da poter percorrere, ogni editore ha deciso di prenderne una diversa dagli altri (e ci sono anche quelli che non ne hanno intrapresa nessuna). Non tutti hanno ancora riconosciuto le enormi potenzialità offerte dal social network, che potrebbe rivelarsi lo strumento utile per uscire dalla crisi che per troppo tempo ha messo in ginocchio uno dei settori più importanti che abbiamo.

 

Chiara Ciccosillo

 

 

 

 

 

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