Salute e tecnologia: rapporto in crisi?

La notizia arriva da lontano: pare infatti che molti giovani americani siano ormai assuefatti all’utilizzo di social network e applicazioni di vario genere, al punto da dover correre ai ripari. Numerosi sono i ragazzi che decidono di intraprendere un percorso di disintossicazione da social media sotto consiglio di psicologi e famiglie, e di rivolgersi dunque a centri specializzati nella risoluzione del problema.

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Nonostante si tratti di un disturbo che non è ancora stato classificato come patologia ufficialmente riconosciuta, questa pulsione irrefrenabile è diventata oggetto dell’attenzione pubblica. Si tratta di un disturbo psicologico di tipo ossessivo-compulsivo che colpisce soprattutto i giovani tra i 15 e 25 anni.

Secondo le analisi di Common-Sense Media, una delle organizzazioni che monitora l’uso dei social, addirittura il 50% dei ragazzi americani risulta essere dipendente dall’utilizzo di smartphone, pc e tablet.

A recarsi in clinica sono i ragazzi a cui è stato diagnosticato un reale bisogno compulsivo nei confronti dei social, persone tendenti ad isolarsi dal mondo reale e con tracce di depressione. Si tratta di sintomi che derivano da un utilizzo errato, esagerato e dannoso dei social.

Nei centri specializzati nella cura di questo tipo di dipendenza, in cui si recano i ragazzi che scelgono di curarsi, gli adolescenti vengono lasciati senza smartphone e simili dispositivi elettronici e viene loro negato l’accesso a internet per un periodo di tempo piuttosto prolungato. Il percorso di disintossicazione viene cucito sul paziente, prevede programmi specializzati e l’assistenza da parte di personale qualificato. L’intero piano di cura viene realizzato tenendo conto dell’obiettivo ultimo di ogni paziente, ossia la guarigione e la costruzione di un rapporto sano con i social media.

La riuscita delle terapie messe in atto in questi centri riabilitativi pare avere successo. Il Centro ‘Paradigm’ in California, come riportato in diversi siti, sostiene di avere raggiunto un tasso di “pazienti guariti” pari all’80% , la maggior parte dei teenager che arrivano assuefatti in queste strutture cliniche ne escono vincenti.

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