Il linguaggio del potere. Discorso politico e strategie

Tra i diversi linguaggi settoriali, quello della politica occupa indubbiamente una posizione di grande rilievo. La politica ha sempre avuto una forte dimensione simbolica e comunicativa e proprio nel linguaggio politico si registrano, con maggiore evidenza rispetto agli altri tipi di linguaggi, regole e norme intrinseche. Il linguaggio politico, fin dai tempi più antichi, si è sempre avvalso di elaborate strategie e tattiche, finalizzate a conseguire quello che i latini definivano fidem facere et animos impellere, ossia convincere razionalmente e persuadere emotivamente.

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La dialettica, l’arte del saper discutere e dialogare, è indispensabile all’interno della politica. Da sempre, dunque, il linguaggio è uno strumento molto potente per poter determinare l’immagine di un partito e per convincere gli elettori. Proprio per questo motivo ogni discorso deve essere accuratamente preparato, scegliendo con attenzione il target su cui si vuole fare presa. Deve essere ben strutturato ed avere un’introduzione, uno sviluppo e una conclusione, che mantengano vivo l’interesse del pubblico.

Il discorso politico, costruito grazie alla commistione di diversi livelli linguistici, seleziona e sceglie opportunamente complessi percorsi testuali, dove parole chiave, neologismi, figure retoriche e argomentazioni, e formule ad effetto vengono utilizzati con lo scopo di suscitare e accrescere l’adesione dei cittadini alle tesi sostenute da un partito o un leader e per attivare o riconfermare quei legami di fiducia con l’uditorio, con cui ogni politico deve fare i conti specialmente in occasione delle campagne elettorali. Ma quali sono le strategie più utilizzate per rendere più credibili e incisivi i discorsi politici?

Un buon oratore deve innanzitutto investire del tempo per studiare le caratteristiche del suo pubblico, per esempio intuire quello che si aspetta di sentire o anche ipotizzare eventuali ostacoli che potrebbero comparire e bloccare la diffusione della sua idea. Ci sono infatti molti elementi che possono creare una barriera tra il pubblico e il presentatore. Se chi parla non si concentra abbastanza sul destinatario e sui suoi desideri e bisogni potrebbe prendere involontariamente le distanze dalla sua platea. Se il discorso avviene dinanzi a un pubblico, l’oratore dev’essere pronto a saper cogliere le reazioni del pubblico e di riutilizzarle a suo favore. Una tecnica piuttosto utilizzata è quella del linguaggio inclusivo: utilizzare termini come “noi”, “noi cittadini” e altre espressioni che puntano a creare una sorta di complicità e sintonia fra il politico e il pubblico. Molto utile, inoltre, può essere raccontare una storia per trasmettere un determinato messaggio. La passione o anche l’umorismo dell’oratore saranno in grado di conquistare gli ascoltatori.

In secondo luogo, ripetere una parola o una frase generalmente serve a fissare un concetto o un messaggio. La ripetizione di una parola all’inizio della frase, ad esempio, serve a scandire il ritmo del discorso, indispensabile per mantenere alto l’interesse.

Un altro modo per creare un legame con i propri interlocutori è senza dubbio la metafora. Da una parte si semplifica il concetto, rendendolo più fruibile, dall’altro si cerca di puntare maggiormente sulle emozioni e meno sui tecnicismi. È indispensabile però che le metafore siano semplici e che rendano i temi del discorso meno complessi da capire.

Un’altra cosa che conta è il linguaggio del corpo dell’oratore. Se si vuole comunicare in maniera efficace, è indispensabile avere il controllo sul proprio corpo. Tono della voce, gesti o espressioni facciali dicono molto di più di qualsiasi parola. I movimenti di chi parla sul palco sono sotto gli occhi del pubblico e diventano importanti veicoli della sua credibilità. L’osservazione dei movimenti del corpo di una persona fornisce infatti informazioni molto importanti. Per questo, il politico deve curare il proprio linguaggio non verbale in modo tale da confermare il suo discorso e non da smentirlo.

La personalità e il carisma del politico possono essere molto convincenti. Spesso la scelta degli elettori, infatti, viene enormemente influenzata dall’irrazionalità fino ad arrivare a volte addirittura a provocare al pubblico delle vere e proprie reazioni fisiche. Che cosa significa? Significa che le pupille si dilatano, ci si protende in avanti per ascoltare meglio il racconto. La cosa migliore che si può sperare di ottenere dal pubblico è un riscontro di tipo emozionale. Quando qualcuno ci racconta una bella storia e ci appassiona, il corpo reagisce in modo involontario.

Infine il discorso deve essere breve. Nella sintesi si nasconde infatti un poderoso sforzo comunicativo volto a esprimere un punto di vista in poco tempo.

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Certamente i tipi di discorsi e di testi politici sono molteplici e altrettanto numerosi e differenti sono i canali attraverso cui viene trasmessa e diffusa la parola, orale e scritta, dei leader interessati alla maggiore visibilità possibile sul palcoscenico del marketing politico.

Secondo Harold Lasswell il linguaggio della politica è il linguaggio del potere, della decisione e fare politica in questo senso “è un esercizio di persuasione, è una negoziazione verbale, un’interazione di natura contrattuale dove può determinarsi cooperazione oppure competizione”. Allo stesso modo Murray Edelman sostiene che il linguaggio si definisce politico non perché usato dai politici, ma poiché è il linguaggio attraverso cui si esprime una relazione di potere, sottolineando che “la politica imprime al linguaggio delle caratteristiche specifiche che lo qualificano per l’appunto come politico”.

Saper comunicare bene è una cosa importante. Ancora di più lo è la capacità di parlare in maniera convincente, cioè riuscire a trasmettere con il nostro discorso elevata autenticità. È  inevitabile per chiunque, infatti, almeno una volta nella vita, essere chiamato a tenere un discorso. Dalla discussione della tesi, alla riunione aziendale, le occasioni di parlare in pubblico sono tante. Studiare i discorsi politici o semplicemente prestare maggiore attenzione ad essi, indipendentemente dal mestiere che facciamo, è importante per imparare ad influenzare la mente del nostro interlocutore con argomenti, ragioni, suggerimenti, ma anche per far sì che cambi l’atteggiamento nei confronti di un oggetto, di una persona o di un’idea.

Alice Berti

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