Lavorare come giornalista: a lezione con Paolo Tomassone di Askanews

“Mi piace più dire che Sono un giornalista, e non che Faccio il giornalista”
Sono queste le parole utilizzate da Paolo Tomassone, giornalista dell’agenzia di stampa italiana Askanews, per descrivere la propria professione.
Non si può smettere di essere un giornalista, nemmeno quando torni a casa la sera, spegni il telefono e riposi qualche ora. Essere giornalista vuol dire interrogarsi, fare domande, stupirsi, e queste sono tutte cose che non si possono fare solo per otto ore al giorno.

Dopo sei anni passati a lavorare nell’ambito della logistica di grandi realtà come Ducati e Ferrari, ha iniziato a scrivere per la Gazzetta di Modena.
Ha poi collaborato con Il Sole 24 Ore, e con l’agenzia di stampa DIRE.
Paolo ha poi partecipato alla fondazione di “Officine Tolau”, un’officina creativa per la realizzazione di documentari di politica e attualità, fondata insieme ai giornalisti Davide Lombardi e Stefano Aurighi.
Inoltre dal 2010 al 2013 è stato Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.
Attualmente è parte del “Growth Team Europe” di Silicon Valley TVLP.

Partendo dall’esperienza di Askanews, nell’incontro di mercoledì 18 aprile, ci ha illustrato come lavora e funziona un’agenzia di stampa.
Le agenzie di stampa, che racchiudono anni di storia, autorevolezza e struttura sociale, sembrano lavorare nell’ombra.
Si differenziano dalle testate giornalistiche e dai quotidiani, ma svolgono un lavoro a questi (e molti altri) essenziale.
Se chiudessero le agenzie di stampa, infatti, ai giornali resterebbe ben poco da pubblicare.

Insieme abbiamo ripercorso alcune delle agenzie di stampa più note in Italia e nel mondo.
La parigina AFP, la AP con sede a New York, la spagnola EFE, le inglesi REUTER e Bloomberg e la russa TASC.
In Italia ovviamente ANSA, l’AGI (appartenente al gruppo Eni), Adkronos (che svolge anche servizi di comunicazione), La Presse, l’Italpress, ma ce ne sono molte altre.
Principalmente, ogni agenzia di stampa ha una sede a MilanoRoma (le più grandi riescono ad essere presenti in altre città, mentre l’Agenzia ANSA è presente in tutta Italia).

Abbiamo poi passato in rassegna le figure professionali che lavorano all’interno di un’agenzia di stampa. Ci sono i giornalisti (tra cui il direttore, il vice, i capiredattore), i poligrafici, i fotografi, il reparto commerciale e ovviamente una segreteria di redazione. I giornalisti possono essere divisi in due categorie: quelli che lavorano al desk (in ufficio, per intenderci) e quelli che, come Paolo, lavorano sul campo.

Le agenzie di stampa producono notiziari quotidiani, articoli, speciali, informazioni di servizio e newsletter. Per poter accedere ai lanci e alle notizie pubblicate dalle agenzie di stampa è necessario essere abbonati. Tra i clienti delle agenzie si possono trovare giornali, quotidiani, emittenti televisive, emittenti radiofoniche, enti e uffici stampa di grandi dimensioni.

Insomma, sono davvero molte le notizie che circolano all’interno delle agenzie di stampa.
Ma cosa rende un semplice fatto una vera e propria notizia?
Per concludere il suo intervento, Paolo Tomassone ha condiviso con la Redazione una serie di criteri indispensabili a rendere una notizia tale.
In primo luogo, deve essere presente una carica di novità. Ulteriormente, una notizia deve avere delle conseguenze sulla vita quotidiana dei lettori. Una notizia, inoltre, è resa tale dalla vicinanza che questa ha con il lettore. La vicinanza può essere sia di tipo fisico (è risaputo che le notizie che avvengono nel territorio in cui viviamo attirano di più la nostra attenzione), sia di tipo psicologico (ci sentiamo vicini ai protagonisti della notizia, anche se questi vivono dall’altra parte del Paese, ad esempio).
La notizia, poi, deve avere un carattere di esclusività. Difficilmente ci metteremo a leggere una notizia che abbiamo già sentito in televisione, alla radio, e letta su altri giornali.

L’incontro è stato pieno di spunti e il confronto abbastanza acceso tant’è che abbiamo sforato le due ore programmate e proseguito il dibattito anche fuori dall’aula.
Alcuni di noi sognano di diventare giornalisti. Il confronto con chi fa questo mestiere da tempo è dunque un’occasione per chiarire dubbi e capire meglio questo mondo.
Non abbiamo esitato a fargli una serie di domande.
Per approfondire e conoscere meglio il suo punto di vista su alcune nostre curiosità, leggete la nostra intervista

Chiara Ciccosillo

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