I “Twitter viewing party” e le visioni in contemporanea

Solo club o anche comunità virtuali?

Prima di parlare dei “Twitter viewing party”, sento di dover fare una premessa, ma prometto che sarà breve.
Twitter è un social network di cui non si parla così spesso.
Sicuramente meno intuitivo di Instagram e Facebook, Twitter si rivela uno strumento ideale nei casi in cui divenga necessaria una comunicazione immediata e incisiva.

È emblematico come Twitter venga utilizzato sia per seguire eventi in diretta (ad esempio i recenti #Oscar o le elezioni politiche), in situazioni di emergenza (durante gli attacchi terroristici, i terremoti e le alluvioni), Twitter viene utilizzato per comunicare rapidamente informazioni alle persone), ma queste non sono le sue uniche funzionalità.
La sua rapidità, la possibilità di fare live tweeting (ossia twittare in diretta un evento), e di fare microblogging sono solo una parte delle potenzialità di questo social network.
Navigando su Twitter ho potuto notare come fosse facile, all’interno del sito, condividere esperienze quotidiane e per nulla eccezionali in contemporanea e con altri utenti.

Con Twitter, infatti, anche guardare un film può diventare un’esperienza da condividere con gli altri. È molto frequente, infatti, che gli utenti decidano di commentare lo stesso film trasmesso in televisione utilizzando lo stesso hashtag, ma è ancora più curioso poter osservare la nascita di veri e propri “club” che hanno questo fine.
Scorrendo la mia bacheca un hashtag ha destato la mia curiosità: #TwitterDramaClub.

È bastato poco per capire di cosa si trattasse. Il “Twitter Drama Club” non è propriamente un club, ma è un gruppo di utenti (che può variare di volta in volta) che decide di guardare lo stesso film commentandolo sotto lo stesso hashtag.
Una tendenza simile si era già verificata in prossimità dello scorso Natale, quando la visione dei film era ovviamente a tema natalizio (e sotto l’hashtag di #TwitterXmasParty).

Come ho già detto, commentare lo stesso film in contemporanea ad altre persone non è una cosa nuova, anzi.
Ciò che è nuovo e, a mio parere, molto interessante, è l’utilizzo della parola “club”.
All’interno di questo club c’è la voglia di condividere un’esperienza, delle opinioni e anche dei sentimenti.
È possibile, però, definire questi club come delle “comunità virtuali”?.
Una comunità, per essere definita tale, deve vedere la condivisione di interessi comuni, il senso di appartenenza, relazioni sociali e solidarietà.
Tutti elementi che, nel caso del Twitter Drama Club, potrebbero essere presenti. Ma sono forti al punto da rendere questo club una comunità?

Una cosa è certa: vi è la volontà, da parte degli utenti, di riconoscersi come una parte specifica, che si differenzia dalla totalità.
Forse è ancora troppo presto per poter definire questo club una vera e propria comunità virtuale, forse questo gruppo di utenti, una volta terminata la lista di film da vedere, non avrà più alcun contatto l’uno con l’altro.
Forse, invece, terminato il ciclo di film da visionare, i partecipanti decideranno di creare un forum, o magari un blog, o una chat personale, dove continueranno ad incontrarsi virtualmente.
Ciò che rimarrà è l’aver creato di una semplice visione in contemporanea un’opportunità di scambio di emozioni e pensieri.

Chiara Ciccosillo

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