Il potere delle fake news. Difendersi dall’ondata di bufale nel mare magnum del Web

Con la diffusione delle nuove tecnologie di comunicazione che espongono quotidianamente l’utente ad un flusso costante di informazioni e di notizie, il fenomeno delle fake news sul web ha raggiunto livelli di rilevante importanza. Le fake news sono notizie false spacciate per vere che molto spesso diventano virali, ovvero molto condivise attraverso i social network, arrecando danni in primis al lettore che viene informato male e in secondo luogo al sistema dell’informazione, gettando una luce di inaffidabilità nei confronti del sistema mediatico incapace, a volte, di difendersi.

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Il fenomeno delle bufale online non provoca però solo disinformazione ed ignoranza, ma può anche arrivare a rovinare la vita delle persone. È quello che è successo ad esempio ad un giovane barista di 24 anni. Qualche tempo fa infatti, su Facebook è comparso un post con la sua immagine ed un link che rimandava al suo profilo in cui si diceva che era un pedofilo. Un ragazzo tranquillo che, da un giorno all’altro, ha visto il suo nome e la sua immagine accostati ad una tra le più infamanti accuse, quella di pedofilia. Il tutto condiviso da oltre 20 mila utenti.

Ma come possiamo riconoscere notizie affidabili da fake? Quali sono le competenze che i lettori oggi devono avere per districarsi in questo oceano di notizie non sempre autorevoli? Siamo in grado di riconoscere fonti e informazioni inaffidabili, senza prendere tutto per vero?

Riuscire a riconoscere i falsi su internet non è semplice per l’individuo medio, basti pensare che, spesso i falsi vengono presentati in modo ben elaborato o comunque con una certa professionalità in modo da indurre ad abbassare le difese e dare per scontato che quello in cui ci imbattiamo corrisponda a realtà.

La pigrizia della gente inoltre gioca un ruolo fondamentale in tutto ciò, dal momento che spesso e volentieri non si è disposti a perdere tempo per verificare la notizia, o approfondire la materia in modo da acquisire le conoscenze necessarie alla valutazione dell’attendibilità di certe affermazioni. Generalmente si leggono di sfuggita i titoli, scorrendo velocemente la pagina. E’ proprio il fatto di leggere le notizie in modo frettoloso e con poca attenzione che nella maggior parte dei casi permette alle notizie false di proliferare.

Infine bisogna considerare che esiste sempre un discreto numero di utenti disposti a credere ciecamente a qualsiasi cosa che leggono su internet. In pratica ascoltando una notizia credono alla veridicità di quella notizia anche se non ne conoscono la provenienza, come se il mezzo che trasmette la notizia rappresentasse la bocca della verità, come se fosse lo sguardo sul mondo, affidandosi a internet ritenendolo erroneamente una fonte attendibile, ignari che è solo un’illusione. Oltretutto, ritenendo vera la bufala letta, queste persone iniziano perfino a pubblicizzarla ovunque pensando di fare qualcosa di buono.

E’ necessario anche ricordare che una notizia, anche falsa, ma diffusa attraverso un opinion leader assume per l’individuo garanzia di verità semplicemente grazie al legame di fiducia. È attraverso l’empatia che il passaparola può convincere intere masse di persone, infatti il rapporto emotivo con chi ci sta trasmettendo notizie false le rende immediatamente affidabili.

Come difenderci da tutto questo quindi? Innanzitutto ricordando sempre che, se è vero che la rete permette la libera circolazione delle idee, di mettere in contatto tutti e di poter raggiungere informazioni molto più facilmente e velocemente, è anche vero che Internet non è una fonte di informazioni attendibile perché non c’è alcun controllo autorevole su quello che viene pubblicato.

Non è colpa di Internet se esistono questi problemi, il social non ha colpe, offre un servizio, ma con questo anche la possibilità di velocizzare e facilitare la cattiva informazione, è pertanto l’uso scorretto della rete da biasimare. Certo, è un’arma, quindi dipende da come si usa. Questo ci porta al ruolo degli utenti, dei lettori, che devono in primis imparare a navigare consapevolmente, verificando fonti e firme e assumendosi la responsabilità di quanto condividono, cercando di non essere mai complici nel diffondere accuse o falsità infondate.

In conclusione, ai tentativi di tenere sotto controllo l’affidabilità delle notizie si stanno affiancando nuovi mezzi di sensibilizzazione dei lettori online. La differenza in ogni caso saranno solo gli utenti a farla, se svilupperanno le capacità critiche idonee per identificare ed evitare le notizie false in cui si imbattono ogni giorno, ponendo così fine alla spirale della disinformazione.

Alice Berti

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