Ciò che rimarrà di Stephen Hawking

Aveva 21 anni  e gli dissero che sarebbe stato un miracolo se avesse vissuto fino a 23, lui però “non aveva paura della morte e non aveva fretta di morire”.

Stephen Hawking si è spento ieri notte, a 76 anni, nella sua casa di Cambridge.

Dopo aver passato la vita a studiare i buchi neri, se ne è andato lasciando un’immensa voragine nera nelle anime della comunità scientifica e dell’intera umanità.

Pioniere dell’intelletto e della percezione umana, ha saputo alzare il nostro sguardo più in alto, verso il cielo, verso le stelle, verso altri universi, ricordandoci di sognare.
Sorrideva, combatteva la malattia, studiava, insegnava, divulgava, faceva innamorare della fisica quantistica chi avrebbe voluto piangere durante le ore di matematica, e soprattutto infondeva speranza.

Con la testimonianza della sua stessa esistenza, attraverso la lungimiranza dei suoi studi e delle sue parole ci ha richiamato allo scopo delle nostre vite: la conoscenza.

Una conoscenza innamorata della realtà e delle infinite sfaccettature dell’essere. Una conoscenza che passa anche attraverso la sua “Teoria del Tutto”, in cui si immergono la ricerca dell’origine dell’universo, la meccanica quantistica e la relatività di Einstein. Una conoscenza in grado di unire le appartenenze, gli istinti e le coscienze nella creazione di un futuro migliore.

Non ci è dato sapere quando il fiore germoglierà dal seme caduto e se saremo in grado di fare tesoro di ciò che ci ha lasciato; ciò che sappiamo è che ci eravamo affezionati a quel suo spirito sorridente e che ci mancherà. Ci mancherà non solo per il suo indiscutibile apporto alle teorie scientifiche, ma soprattutto per la sua sensibilità e per la sua genialità visionaria.

Il mondo non ha bisogno solo di ingegneri e scienziati, ma ha anche e soprattutto bisogno di sognatori che sappiano guidare le nostre vite verso il cielo.

Questo è ciò che ha fatto Stephen, ricordandoci che “siamo solo una specie evoluta di scimmie su un pianeta minore di una stella media, ma che siamo in grado di capire l’universo e questo ci rende qualcosa di molto speciale”.

Marco Moda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...