David Ogilvy: creatività e pragmatismo per una pubblicità efficace

Il consumatore non è uno stupido. È tua moglie

Britannico di nascita, David Ogilvy, dopo essere stato espulso dall’ Univesità di Oxford a causa del suo animo irrequieto e distratto, è stato chef a Parigi, venditore porta a porta in Inghilterra, assistente sociale in Scozia e aiutante dello statistico Gallup negli Stati Uniti. Dopo la guerra ha persino comprato una fattoria in Pennsylvania dove si è trasferito con la moglie e ha vissuto da coltivatore in mezzo alla comunità Amish.

A distanza di 5 anni, Ogilvy avrebbe fatto la storia della pubblicità.

Tutte queste esperienze sono state fondamentali. Nelle sue interviste si legge di come, sbucciando patate, abbia imparato il lavoro di squadra e la soddisfazione che deriva dal duro lavoro, di come l’esperienza in Inghilterra gli abbia fatto capire che vendere gli piaceva e gli veniva piuttosto bene. Persino l’esperienza tra gli Amish come coltivatore fu, a suo dire, fondamentale, quantomeno per fargli capire che quella vita non gli apparteneva più di tanto.

Hard work never killed a man. Men die of boredom, psychological conflict, and disease. They do not die of hard work. 

Creativo, visionario, eccentrico e stacanovista con quella compostezza British e quell’animo un po’ dandy e un  po’ artista, David aveva fatto tantissime esperienze in giro per il mondo. Il tempo però passa veloce per tutti e lui lo sapeva bene che, a 38 anni e con un background pubblicitario scarso, sarebbe stato difficile farsi assumere da un’agenzia pubblicitaria.

Così, nel 1948 decide di fondare la sua. O meglio, convince suo fratello (che lavorava già in pubblicità da tempo) a creare, insieme ad altri due soci, un’agenzia propria. Nasce così la Hewitt, Ogilvy, Benson & Mather

Dopo un periodo non proprio roseo per l’agenzia, David firma un contratto con la Guinness, realizza la sua prima campagna pubblicitaria di successo e da lì inizia a scrivere la storia della pubblicità.

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Credits: backoftheferry.com

Negli anni ’50 e 60 l’agenzia cresce, cambia il nome in Ogilvy & Mather e inizia a firmare campagne pubblicitarie per molte aziende famose. Giusto per citare alcuni nomi: Shell, American Express, Rolls-Royce e General Foods.

Un’altra delle sue campagne più famose sarà quella della Schweppes. Ogilvy pensava che inserire nella pubblicità il volto del fondatore del marchio sarebbe stato molto più interessante che utilizzare un qualsiasi altro testimonial. Ovviamente, aveva fatto centro e la campagna fu un successone.

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Credits: Pinterest

Quando si parla dei lavori di David Ogilvy non si può non citare la campagna pubblicitaria per il sapone Dove. Il copy “Con 1/4 di crema idratante” diventa immortale e le saponette Dove saranno le più vendute negli Stati uniti.

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Credits: adcomunicazione

Creatività e pragmatismo sono solitamente concetti agli antipodi ma Ogilvy ha saputo mischiarli nella sua persona e riversarli nella sua professione, creando un tipo di comunicazione pubblicitaria efficace e diretta. Fu inoltre il primo a riporre totale fiducia, memore dell’esperienza con lo statistico Gallup, nella ricerca di mercato e nell’analisi concreta della soddisfazione del consumatore.

David Ogilvy viene oggi ritenuto il padre della brand image intesa come l’immagine della marca recepita dai consumatori, questo termine esprime cioè una sintesi delle opinioni che il pubblico ha di un’impresa e dei suoi brand o prodotti. L’immagine di marca riassume posizionamento, personalità e reputazione della marca stessa.

Nel 1973 la Ogilvy and Mather era una multinazionale famosa in tutto il mondo e così David, ormai sessantenne, decide di ritirarsi in Francia con la sua terza moglie a godersi la vita e a continuare a scrivere su come fare buona pubblicità. Molte delle sue idee e dei suoi pensieri li trovate nel libro “Confessions of an advertising man”.

Dunque, se mai vi siete chiesti se avete intrapreso la strada giusta, o se siete preoccupati di rimanere bloccati in qualcosa che non vi piace e avete paura di dare una svolta alla vostra vita, ricordatevi che uno dei copywriter più famosi al mondo prima di trovare il proprio posto nel mondo ha lavorato come sbuccia patate, coltivatore di tabacco e venditore porta a porta.

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Credits: The advertising research fundation

Alessandra Gamba

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