Facebook e Universal Music: una rivoluzione vincente nei video online?

Si parla di “Social Music”, ovvero della collaborazione tra Facebook e Universal Music, una delle maggiori etichette discografiche dell’industria musicale controllata dal fondo francese Vivendi di Vincent Bollorè.

Il 2017 si è concluso con la firma di un accordo globale di licenza pluriennale tra i due big in questione, Facebook e Universal.

Secondo questa parternship, gli utenti potranno caricare e condividere con i propri contatti i video musicali appartenenti al catalogo della Universal sulle piattaforme social di Mark Zuckerberg.

Una novità che inizialmente riguarderà solo Facebook, ma che si estenderà progressivamente anche ad Instagram, Messanger e Oculus, la società di realtà virtuale acquistata dallo stesso Zuckerberg nel 2014 per 2 miliardi di dollari.

Una cooperazione che «faciliterà il coinvolgimento più profondo tra artisti e fan, – nelle intenzioni di Universal – consentendo agli utenti di esprimersi attraverso la musica, condividere le canzoni che amano e costruire community attorno alla cultura alimentata dalla musica. Abilitando una varietà di funzioni sulle piattaforme di Facebook, l’accordo è inteso come base per una roadmap di partnership strategica che fornirà online nuove esperienze».

Un notevole miglioramento del servizio per il colosso Facebook, ma soprattutto una sfida per il dominio nel mercato dei video online.

La nuova collaborazione, è stata annunciata a pochi giorni di distanza dall’accorto tra la stessa Universal con YouTube e Sony Music. Una coincidenza non di poco conto, che evidenzia come Facebook stia diventando sempre più agguerrito.

D’altronde, un obiettivo già dichiarato dall’ideatore di Facebook, è quello di far in modo che i suoi 2 miliardi di utenti restino il maggior tempo possibile tra le pagine del social. Una scelta sensata che attira i potenziali investitori ma che richiede un impegno costante.

Questa linea strategica era già evidente sul social, ad esempio tramite la creazione dei marketplace o la recente attenzione alle fake news per bypassare Google e gli aggregatori di notizie.

Questo nuovo accordo potrà finalmente dare una svolta al modo di ascoltare musica online e all’esperienza utente. Durante la navigazione non ci si imbatterà più nei tanto odiati video cancellati appartenenti al catalogo Universal, o nelle pagine bloccate. Un pericolo in agguato per YouTube e Spotify che dovranno sperimentare modi nuovi e linguaggi innovativi per attirare l’attenzione degli utenti e degli investitori. Infatti, grazie a questa impresa, il social di Mark Zuckerberg si è aggiudicato il 28,9% del mercato musicale mondiale appartenente alla Universal, leader del settore discografico nel 2016 secondo Midia Research.

Serena Ferrin

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