Il giornalista ai tempi di Twitter

In occasione del Festival Professione Giornalista abbiamo incontrato Andrea Cangini, direttore de Il Resto del Carlino di Bologna, e con lui abbiamo parlato dell’evoluzione della figura del giornalista con l’avvento del web e, soprattutto, dei social. Cosa ci riserva il futuro?

È ormai noto che l’avvento del web, che ha lanciato nel settore giornalistico nuovi attori e nuove possibilità, ha fortemente penalizzato i quotidiani. Già nel 2015 i colossi dell’editoria come La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore, hanno registrato una perdita progressiva del 56% circa rispetto a quelle di 10 anni prima.
Senza considerare che anche i pubblicitari investono sempre meno nel giornalismo a stampa.

Internet ha lanciato una forte concorrenza all’editoria; la velocità che caratterizza la Rete sfavorisce il vecchio quotidiano, che in termini di tempi non può competere con il suo giovane avversario.

Non solo. Cresce sempre più un sentimento di rifiuto da parte dei cittadini nei confronti di chi si occupa d’informazione. Oggi chiunque abbia una connessione Internet e uno smartphone può lanciare un tweet su una manifestazione in piazza, o seguire costantemente le sue star preferite nella loro quotidianità. Il che ha sicuramente migliorato le condizioni per una maggiore libertà di opinione, ma che ne è stato della figura professionale, preparata e capace?

<<Stiamo cercando di adeguarci, ma non è semplice. Purtroppo, almeno in Italia, è ancora difficile fare soldi con il web>>, ci spiega Andrea Cangini.

Ci sono però alcune strategie che il quotidiano bolognese sta attuando e che sembra funzionino. Innanzitutto la redazione web del Carlino collabora a stretto contatto con quella a stampa. Entrambe le redazioni si dividono il lavoro concentrandosi sui loro punti di forza: il web può sfruttare dirette streaming e pagine social; quella a stampa cerca di dare approfondimenti esaustivi e completi alle notizie online più snelle del giorno precedente.
Inoltre le notizie migliori vengono lasciate alla redazione a stampa.

<<Sono solo accorgimenti però. Il Resto del Carlino sopravvive ancora e soprattutto grazie al buon radicamento sul territorio, soprattutto emiliano e marchigiano>>.
La soluzione a questa crisi dell’informazione a stampa sembra ancora lontana. Andrea Cangini spera in una sua rivalutazione e crede che non ci si avvii alla fine inesorabile del vecchio giornalismo: <<Servirà un rinnovamento radicale anche se non sono ancora chiare le modalità e le possibilità. Ci troviamo in una fase transitoria dell’informazione, per cui il futuro appare incerto ma non senza speranze>>.

Valentina Giardini

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...