Laureata ed espatriata in Germania – l’esperienza di Marta

Se qualcuno si stava chiedendo che fine avessi fatto, beh, diciamo che in questi mesi la mia vita è stata tutta una montagna russa tra salite e discese (soprattuto da un aereo). Ma proviamo a fare il punto della situazione: tanto cose stupende sono accadute nella mia vita, frutto di tanto tempo sui libri, ansie, esami su esami e tanti tanti sacrifici.

Il 31 Marzo mi sono LAUREATA.  

Bologna ci ha accolto tra le sue grandi braccia, ci ha cullato, ci ha regalato i suoi colori migliori, giornate al parco, concerti da cantare a squarciagola, amici, risate genuine, gelati, neve e caldo tropicale. Due anni pieni, stracarichi di emozioni, esperienze, storie e sorrisi.

Ma come tutte le cose anche questo doveva avere una fine e , dopo un capitolo fondamentale della mia vita che rimarrà sempre dentro di me, era il tempo di voltare pagina.

Così torno a casa. La Sardegna è la mia casa e non sono mai riuscita a staccarmene completamente. Le feste con gli amici, la famiglia, il rumore del mare e le serate in allegria, tutto quel che mi fa stare in pace col mondo e di cui ho goduto a pieno nei pochi mesi che sono stata là. Ma sentivo che era tempo di andare. Di abbandonarla, per l’ennesima volta, per ritornare più forte, più consapevole, più viva.

Con il mio bagaglio di dubbi, indecisioni, paure, confusione e adrenalina mi accingevo a lasciare prima Bologna e poi Cagliari. La vita dopo l’università è un lancio senza paracadute sul mondo del lavoro. Ancora  insicura sulle mie effettive capacità professionali e le mie doti, temevo il momento in qualcuno mi avrebbero spinto dall’aereo per farmi lanciare nell’aria. E sarebbe accaduto.

Ho trovato il mio paracadute. Ho trovato l’Erasmus.

Per anni ho avuto il rimpianto di non aver fatto la più blasonata, anche troppo decantata, esperienza universitaria all’estero. Avevo bisogno di imparare, ancora, dopo anni di teoria, di testi da leggere e libri e libri su cui affidarmi. Ora sentivo il momento di mettermi in gioco veramente. E chiunque potrebbe chiedersi: come mai non hai fatto uno stage in Italia?

Come mi hanno insegnato tante persone che ho conosciuto in questi anni, la vita inizia fuori dalla tua comfort zone.

Avevo bisogno di mettermi in gioco, di conoscere il mondo, di scontrarmi con una nuova cultura, mettermi alla prova ogni giorno con una nuova sfida. Nuove persone e nuove storie da cui apprendere la vita, capendo cosa voglio essere e cosa non vorrei mai diventare.

Ho deciso di partire per l’ Erasmus Placement in Germania. A poco meno di un mese dalla mia laurea ho preso quell’aereo, da sola, con biglietto sola andata.

Non è stato semplice, il cuore si sgretolava: salutare famiglia, amici, fidanzato e prendere la valigia per partire lontano è stata forse la cosa più difficile che ho fatto nella mia vita. Nessuno mi aspettava dall’altra parte e non conoscevo nessuno. Non ero mai stata in Germania e mai avrei pensato di trasferirmici, anche se per poco tempo. Ho deciso di partire perché finalmente una azienda mi dava la possibilità di mettere in pratica tutto quello che avevo studiato negli anni sul web marketing. La mia destinazione finale è Wuppertal, una cittadina immersa nella foresta nera tra Dusseldorf e Colonia.

E così ho iniziato la mia discesa in paracadute. Da quel giorno sono passati ormai due mesi e ancora mi trovo dentro una nuvola, intorpidita dalla miriade di stimoli che ogni giorno ricevo. Ogni momento è una nuova avventura. Persino andare a fare la spesa è sempre una nuova sorpresa. Vivere con un olandese, lavorare con francesi, inglesi, tedeschi, olandesi, italiani e gente da mezza Europa, tutto è una nuova esperienza.

Le differenze accrescono la mente e la consapevolezza della vita. Per questo motivo avevo bisogno di partire all’estero e fare un viaggio del genere: dovevo imparare o essere consapevole di potercela fare da sola con le mie forze. Dovevo combattere contro la solitudine, la nostalgia e la tristezza. Dovevo imparare a sorridere di più e lamentarmi di meno, a prendere ogni giorno come una nuova possibilità, a convivere con gli alti e bassi, con le cose che possono andare male, sempre pensando ai lati positivi. Dovevo imparare a sentirmi felice, da sola…a bastarmi.

Non è semplice, lo ammetto. L‘Erasmus placement non è un Erasmus studio tutto feste e organizzazioni studentesche: si lavora tanto, la sera si è stanchi morti, fare amicizia non è così semplice e ognuno ha la propria vita. Sì perché vi capiterà, al contrario di quello studio, di trovarvi tra persone che già vivono in quel Paese da anni, hanno i propri amici, il proprio ragazzo e le proprie dinamiche. Legare veramente con qualcuno in Germania, aggiungo, sicuramente non è impresa semplice.

Ma si impara, si impara tanto. Si impara a stringere i denti e a lavorare duro, a mettersi in gioco con i lavori più disparati, a rapportarsi con persone molto diverse da te, con diversi background e punti di vista sulla vita. Ci si diverte comunque e i week end diventano una finestra per nuove avventure, gite fuori porta o un momento di relax per dedicarsi a nuovi progetti.

In due mesi ho imparato un quantitativo di cose che mai mi sarei immaginata, dalle basi su come ordinare al bar in tedesco a come si cucina in Olanda. Ogni singolo momento mi accresce, mi modifica, mi migliora e mi fa vedere il mondo da un’altro punto di vista.

Purtroppo in tutta questa montagna russa ho trascurato il blog e questo mi dispiace molto. Come sapete, ormai da tanti anni questa è la mia seconda casa e non ne posso fare a meno, perciò ricomincerò a cucinare e vi porterò in Germania per farvi conoscere questa cultura, anzi questo mix di culture, e i gusti che si possono provare.

A presto,

Marta

[Foto e testi di Marta Piras. Il post è tratto dal blog di Marta]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...