Erasmus a Lisbona: l’esperienza di Richard da Architettura

Richard è uno studente al quinto e ultimo anno di Architettura a Ferrara e ha 23 anni. L’anno scorso era partito per un Erasmus di 6 mesi a Lisbona e, proprio in occasione del 30° anniversario dalla nascita del progetto Erasmus, abbiamo deciso di intervistarlo per voi.

Ciao Richard, com’è stato il tuo Erasmus a Lisbona?

È stata un’esperienza molto forte, ho imparato tante cose di me stesso e degli altri.

Perché hai scelto proprio Lisbona?

Per qualche motivo ho sempre avuto il pallino per alcune città. Lisbona è una di queste. Volevo fare domanda già l’anno prima, ma poi ho rinunciato per una serie di motivi. Mi affascinava molto l’idea di vivere vicino all’Oceano e di stare a contatto con una cultura che (almeno nel mio immaginario) è sempre stata lontana dai canoni europei. Devo dire che anche il clima ha influito.

Com’è stato il primo impatto con la cultura portoghese?

Sarò breve. I portoghesi che ho conosciuto e con cui ho avuto a che fare sono dei “grandi” – cordiali, senza troppi giri di parole, simpatici, disponibili, ma soprattutto sanno divertirsi. La città, beh, è incredibile.

Com’erano i corsi che frequentavi rispetto a quelli in Italia? E i professori?

La mia facoltà di Architettura in Italia è piuttosto impegnativa. Andare in Portogallo è stato un bel momento per vivere l’Università con più serenità. Allo stesso tempo, devo dire che ho imparato molto: studiare Architettura e confrontarsi con un altro approccio alla disciplina è importante, ho fatto cose che non avrei potuto fare in Italia. Vorrei ringraziare e mandare un saluto in particolare al mio prof. di progetto Luis, un grande professore e una grande persona.

Sei riuscito ad imparare e a parlare un po’ il portoghese o ti trovavi meglio con l’inglese?

Essendo madrelingua inglese ammetto che ho parlato molto l’inglese, spesso veniva più facile a me e agli altri. Ecco, forse uno dei miei pochi rimpianti è stato quello di non aver imparato bene il portoghese. Ora vivo con due brasiliani e ho avuto occasione di tenere la lingua allenata, ma non so quanto durerà. Peccato perchè è molto bella.

Hai avuto modo di conoscere e frequentare altre persone? C’erano molti italiani?

Ho conosciuto tantissime persone, di ogni nazionalità ed età, ma soprattutto coetanei chiaramente. Purtroppo, direi che il 50% della comunità Erasmus a Lisbona è italiana. Dico purtroppo non perché non siano persone con cui ho legato, ma perché è stato un “ostacolo” al vivere l’esperienza in un certo modo. Detto questo, alcuni dei miei più cari amici lì erano chiaramente italiani.

Lisbona è nota per l’effervescenza delle sue serate e della vita nottura, da studente hai avuto modo di vivere anche tu
questa dimensione e se sì, hai notato delle differenze rispetto alla nostra piccola bologna?

Molto meglio! Io sono di Bologna e vivo a Ferrara ed ho avuto modo di fare le mie esperienze di serate e di festa in Italia, ma devo dire che non c’è paragone. A Lisbona è tutto più economico, sia il bere, che le discoteche; è più internazionale, dato che ci sono persone da ogni parte del mondo; e soprattutto ci sono più tipologie di serate, dalle classiche discoteche, alle feste organizzate a casa degli amici.

Hai avuto tempo e modo di spostarti e andare a vedere altre città oltre Lisbona?

Sì, due miei amici avevano comprato una macchina lì e abbiamo girato molto. I posti sono tanti e sono tutti bellissimi.

C’era qualcosa dell’Italia che più di tutto ti mancava?

Ero molto preso da una relazione e mi mancava molto questa persona. Ah e il cibo, ovviamente!

Secondo te, in generale, è più facile trovare da lavorare in Portogallo o in Italia? E nel tuo settore?

Non saprei dire con certezza, credo che il Portogallo sia un paese ancora per certi aspetti in crescita quindi forse c’è più richiesta e dinamismo. Nel mio settore, sicuramente il lavoro da fare è tantissimo, ma come in Italia è un lavoro difficile e spesso sottovalutato. Oltre che sottopagato.

Tu personalmente preferiresti in futuro lavorare in Italia o all’estero?

Penso che mi piacerebbe idealmente poter lavorare qualche anno all’estero, per poi tornare in Italia, perché penso che comunque la qualità della vita nel nostro Paese sia altissima.

Consiglieresti ad altri studenti come te di intraprendere un’esperienza Erasmus?

Assolutamente sì, soprattutto a Lisbona. Un’esperienza unica e molto formante nel bene e nel male. Per certi versi simile ad un sogno, breve ma intenso, o, come si dice a Bologna, “brenso”.

Grazie Richard!

Lorenzo Amorosi

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