Overseas in Argentina: l’esperienza di Elena

Elena è una nostra collega del Compass, ha 25 anni ed è al secondo anno della Laurea Magistrale. A luglio 2016 ha deciso di partire per un Overseas di 9 mesi in Argentina e, ora che è tornata, abbiamo deciso di intervistarla per voi!

Ciao Elena, bentornata. In quale città hai fatto l’Overseas e come mai hai scelto proprio questa città?

Ho fatto l’Overseas presso l’Universidad Nacional de Córdoba, in Argentina. Ho scelto l’Argentina perché ero curiosa di visitare un paese così lontano dall’Italia, ma con una tradizione italiana ancora molto presente a causa dell’ingente migrazione che c’è stata nel ‘900. In particolare ho scelto questa città per la sua fama di città universitaria e per essere molto vivace dal punto di vista culturale.

Com’è stato il primo impatto a contatto con la vita argentina?

Molto positivo. Ho degli amici argentini che vivono a Bologna e, una volta arrivata là, ho riconosciuto molte delle loro abitudini. Ci sono alcuni aspetti (negativi e positivi) diversi dalla nostra cultura a cui bisogna fare un attimo l’abitudine, ma poi per il resto tutto bene.

Hai avuto difficoltà a trovare alloggio? Cosa consiglieresti?

La ricerca dell’alloggio è stata forse la parte più difficile dell’Overseas. Il contratto minimo per l’affitto è di 2 anni, quindi tutti gli studenti fuorisede che arrivano a Cordoba affittano case a gruppi di 2/3 persone e ci rimangono fino alla laurea. Inoltre le case non sono arredate, quindi loro devono anche pensare ad ammobiliarle. Per gli studenti che intendono rimanere poco tempo ci sono alcune case private molto grandi, chiamate “residencias universitarias” dove vivono dalle 8 alle 20 persone che condividono cucina e bagni e le stanze possono essere singole, doppie o triple. Spesso però le condizioni di queste residenze sono squallide. Io non ho trovato studentati messi a disposizione dall’Università. Alla fine ho trovato l’annuncio di una stanza singola in un appartamento da condividere con un’altra ragazza argentina. Pagavo un po’ di più rispetto alla media, ma la stanza era ammobiliata e non condividevo la casa con altre 10 persone.

A Cordoba in quale università hai studiato? Quali corsi hai frequentato?

Ho frequentato l’Universidad Nacional de Cordoba, una delle più famose in Sud America. Ho frequentato 3 corsi: Diseño de organizaciones, Politicas de comunicación y cultura e Teorias de la comunicación III. Si tratta di corsi impartiti presso la Facultad de Comunicación  e quella di Ciencias Economicas.

Quali sono le differenze che hai notato di più tra la nostra università e quella di Cordoba?

– I loro corsi sono tutti divisi in parte teorica e parte pratica e la frequenza alle lezioni pratiche è obbligatoria. In Italia ancora penso che i corsi siano troppo impostati a livello teorico e non ci sia una messa in pratica degli insegnamenti, cosa che trovo molto utile.

– La relazione con i professori è molto informale: durante le lezioni non c’è solo il prof. che spiega, ma gli studenti partecipano attivamente con dibattiti e interventi in uno scambio reciproco molto interessante.

– In Argentina l’Università pubblica è gratuita e ci sono molti vantaggi dal punto di vista economico per gli studenti (ad esempio la mensa universitaria, dove un pranzo completo costa 4 pesos = 0,30 € circa).

 

 

Come sono i professori rispetto ai nostri?

Non ho riscontrato particolari differenze, a parte la relazione più informale che i professori mantengono con gli studenti. In quanto a preparazione ed esigenza credo che le differenze tra i professori si riscontrino a livello personale.

Sei riuscita a socializzare facilmente più con ragazzi italiani o stranieri?

Ho trovato sia amici locali che stranieri. Credo che sia stato più facile socializzare con studenti stranieri solo per il fatto di trovarsi nella stessa situazione di studente erasmus, o meglio, Overseas in questo caso. In ogni caso non ho comunque avuto problemi a stringere amicizia anche con studenti locali.

Rispetto alla vita notturna bolognese, com’è quella di Cordoba?

Molto intensa, Córdoba è famosa in Argentina per la sua vita notturna. Essendo una città universitaria, ogni sera c’era qualcosa da fare, da lunedì a domenica. Spesso si trattava anche di eventi gratuiti (festival del jazz, giovedì universitario, ecc.). C’erano diversi tipi di locali (dalle classiche discoteche ai locali più alternativi), molti bar, molte volte con concerti di musica dal vivo. In Argentina, così come in Spagna, si esce molto tardi la sera (sulle 2.00) e quindi anche le serate durano fino a mattina inoltrata.

Sei riuscita a vedere anche altre città e fare dei giri?

Nonostante le grandi distanze, a cui noi europei non siamo per niente abituati, sono riuscita a viaggiare molto. In Argentina ho visitato le cascate di Iguazú, al confine con Paraguay e Brasile, la capitale Buenos Aires, i territori del Nord tra le province di Jujuy e Salta e alcuni paesini vicino Bariloche, nella regione dei laghi in Patagonia, al Sud del paese. A Dicembre, dato l’inizio della stagione estiva, ho poi viaggiato per Cile, Bolivia, Perù e Brasile (3 mesi).

Ti mancava qualcosa dell’Italia o di Bologna in particolare?

La cosa che mi è mancata di più è stata il cibo italiano.

Secondo te è più probabile trovare lavoro in Argentina o in Italia rispetto a ciò che stai studiando?

Non sono molto informata al riguardo, poiché non ho provato a cercare lavoro in Argentina, ma credo che le probabilità di trovare lavoro per quanto riguarda l’ambito della comunicazione siano più o meno le stesse. L’unica distinzione è il fatto che il nostro corso di laurea in Argentina è molto più specializzato, nel senso che negli anni di magistrale non si studia “comunicazione” in generale, ma ci si specializza in comunicazione audiovisiva, radiofonica, istituzionale, sociale o di ricerca.

Tu preferiresti lavorare in Italia o all’estero in futuro?

Io vorrei lavorare per un periodo all’estero, ma in futuro vorrei rimanere a vivere in Italia.

Questa esperienza in Argentina ti è stata utile? Se sì, perché?

L’esperienza di scambio in Argentina è stata molto utile perché ho avuto la possibilità di conoscere un paese nuovo e di entrare in contatto con la cultura argentina, le sue tradizioni e uno stile di vita diverso. Inoltre sono contenta di aver frequentato alcuni corsi all’estero perché ho potuto sperimentare modalità d’insegnamento diverse da quelle in Italia e imparare molte cose nuove.

Consiglieresti ai tuoi colleghi un’esperienza Overseas?

Consiglierei a tutti gli studenti di partire per uno scambio all’estero, che sia l’Erasmus o l’Overseas. Credo che i periodi di studio all’estero siano una grande opportunità che l’Università ci offre e sono occasioni che non dovrebbero essere sprecate.

Grazie Elena!

 

Lorenzo Amorosi

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