L’era degli influencer

Con le nuove tecnologie, tutto è in continuo cambiamento e in movimento. La pubblicità stessa è stata investita negli ultimi anni da diversi cambiamenti: il più recente è legato alle grandi piattaforme ed applicazioni web. Si è aperta così una nuova era di comunicazione, più economica, più rapida, più diretta

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Cu6PstEVIAAHkiPTra le più diffuse la pubblicità affidata a piccoli annunci prima di un video su Youtube, a volte un po’ fastidiosa per i consumatori (a nessuno piace aspettare 30 secondi prima di poter guardare il video selezionato). Stessa cosa su Instagram, dove sono sempre più diffusi gli annunci.

Ma una forma di pubblicità ancora più diffusa ed efficace sui social network è rappresentata sempre più dagli influencer. Ma chi è un influencer?

Non c’è una definizione univoca, ma una definizione generale potrebbe essere:  “è una persona che conta su una certa credibilità su un tema concreto, e per la sua presenza ed influenza sui social network può arrivare a trasformarsi in un testimonial interessante per una marca.”

 In definitiva sono persone che centrano e basano la loro vita sulla pubblicità. Sì tratta di una professione che sta andando sempre più di moda: a chi non piace accettare abiti da importanti brand, cenare nei migliori ristoranti del paese o viaggiare gratis con l’unica condizione di scattare foto, scrivere sul blog e dunque fare pubblicità ad un determinato prodotto.

chiara_ferragni_portada_vogue_abril_articulo__8085_620xSono tante le giovani ragazze che hanno saputo approfittare di questa grande opportunità. Nel caso dell’Italia, la più conosciuta è la fashion blogger, Chiara Ferragni. Nel caso della Spagna, la fashion blogger e youtuber, Aida Domenech, più conosciuta come Dulceida. Nel caso degli Stati Uniti possiamo menzionare Cameron Dallas che ha raggiunto la fama grazie all’applicazione Vine, o il caso dei “figli di…” come Sofia Richie.

Ma non tutti possono essere definiti influencer. Soprattutto su Instagram spesso molti si atteggiano come tali e credono di esserlo.

È molto importante considerare, oltre  alla quantità di seguaci e likes, anche i commenti e le interazioni coi follower, da cui spesso si intravede il livello di influenza che un utente “influencer”può esercitare sui seguaci.

cameron-dallas-768x511I grandi brand non hanno tardato a sfruttare il fenomeno. Basti pensare al caso di Dolce&Gabbana che all’ultima Milano Fashion Week ha voluto in passerella tanti influencer. Le stesse Cameron Dallas, Sofia Richie e Juanpa Zurita sono stati chiamati a sfilare.

Quali risultati ha raggiunto Dolce&Gabbana con questa rivoluzione?
Uno dei risultati più importanti è stato il “ringiovanire” la marca, l’arrivare ad un più ampio pubblico giovane, perché la maggioranza di seguaci di queste “piccole star” sono giovani tra 15-30 anni. Nello stesso tempo grazie ai social network è riuscito ad arrivare al suo pubblico in una maniera più diretta.

Dolce & Gabanna non è l’unico brand noto che ha colto questa occasione. Molte altre firme hanno invitato fashion bloggers alle sfilate: le grandi case di moda si avvicinano ai giovani e diventano quasi più accessibili. Essi los-10-looks-de-dulceida-en-la-milan-fashion-week_m_vpubblicano tutto ciò che accade, dagli abiti alla sfilata, ai backstage.

Sembrava una moda passeggera, ma sembra invece che il ruolo degli influencer crescerà sempre di più…

Laura Quintero

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