SEI UN GENIO! La rivoluzione degli Artigeni

Durante la presentazione del libro “SEI UN GENIO! La rivoluzione degli Artigeni, artigiani e lavoratori dalle idee geniali” di Giampaolo Colletti, ho avuto il privilegio di ascoltare dal vivo, direttamente dalla voce dei protagonisti, alcune delle storie presenti nel libro. È stato emozionante osservare il viso di queste persone mentre raccontavano le loro esperienze, fatte di fatica, timori, coraggio e tanta voglia di costruire o portare avanti le proprie passioni e professioni. Tutto questo grazie alla combinazione tra strumenti digitali ed “idee wow”, che spesso si rivelano estremamente efficaci malgrado la loro semplicità.

Chi è Giampaolo Colletti?

Giampaolo Colletti

[photo credits: giampaolocolletti.com]

Giampaolo Colletti è un Digital Storyteller, Digital Communication Manager e Giornalista pubblicista. Ha fondato la prima job community dei lavoratori della rete Wwworkers nel 2010. Nel 2011 è uscito il libro “Wwworkers. I nuovi lavoratori della rete” nel quale racconta la storia di questi Wwworkers che lasciano il posto fisso e si mettono in proprio grazie alle nuove tecnologie. Sono i world wide workers cioè i nuovi lavoratori della rete. Appassionati, visionari, intraprendenti e fantasiosi. A proprio agio nel web ma non necessariamente esperti e non sempre giovani, sfruttano la rete per propagandare il proprio brand, cioè loro stessi. E ci riescono, con metodi originali e a costi contenuti. Una tribù indistinta che fa business trasformando la propria passione in professione. Sotto un comune denominatore: privilegiare il worklife balance, ovvero conciliare la vita professionale con quella privata, far convivere bisogni e desideri e scommettere sulla cosa più preziosa di cui si è in possesso, se stessi.

Il nuovo libro “SEI UN GENIO! La rivoluzione degli Artigeni” racconta le storie di questa nuova generazione di artigiani digitali che hanno idee geniali e sanno metterle a frutto. Inoltre traccia il profilo di chi si rilancia con le nuove tecnologie, intercetta community, fidelizza i clienti, vende online prodotti e servizi, scala interesse e fatturato. Si parla quindi di imprenditorialità. Per fare impresa bisogna partire da una intuizione, che non è abbastanza da sola perché per fare funzionare questa idea occorrono tanta ricerca, un team che funzioni, una specificità di mercato e tante competenze. Inoltre occorre tanto tempo da dedicare a questo progetto. Ciò che accomuna tutte queste storie è il desiderio di eccellere e distinguersi.

Riuscire a scalare i mercati

In un mondo dominato da tante chiacchiere indistinte, continuamente connessi ad una marea di notizie grazie al nostro smartphone, com’è possibile lavorare e distinguersi in questo mercato?
Ci sono tante persone che stanno riuscendo in questo intento, non limitandosi alla medietà. Scommettono su loro stessi e si alleano con le tecnologie. Non si accontentano. Ricercano, sperimentano, si danno da fare. Questa è una delle chiavi vincenti.

Qualche anno fa Thomas Friedman, in un pezzo pubblicato sul New York Times, si scagliava contro la medietà (“Average”), sostenendo non fosse più abbastanza. Secondo Friedman essere nella media significava essere spacciati.
“In the past, workers with average skills, doing an average job, could earn an average lifestyle. But, today, average is officially over. Being average just won’t earn you what it used to. It can’t when so many more employers have so much more access to so much more above average cheap foreign labor, cheap robotics, cheap software, cheap automation and cheap genius. Therefore, everyone needs to find their extra — their unique value contribution that makes them stand out in whatever is their field of employment. Average is over“.
“There will always be change — new jobs, new products, new services. But the one thing we know for sure is that with each advance in globalization and the I.T. revolution, the best jobs will require workers to have more and better education to make themselves above average”.
(The New York Times – Jan.24 2012)

Con questo libro Colletti cerca di portarci con se attraverso il viaggio di creazione e rafforzamento di un’impresa. Le aziende oggi devono guardare oltre i confini del proprio Paese. Per riuscire a scalare i mercati internazionali devono creare reti ed alleanze con i propri competitor. Una volta gli artigiani custodivano i segreti del proprio lavoro nella botteghe. Oggi custodire le proprie competenze è importante ma lo è ancora di più fare squadra.

Se la collaborazione è l’arma vincente, allora è necessario mantenere ben saldi due ponti: tra artigianato e innovazione, tra silver e nuove generazioni. È importante conoscere le tradizioni ed ascoltare i consigli dei silver. Dopodiché spetta a noi giovani il compito di aggiungere valore ai prodotti grazie all’innovazione, mantenendo l’alta qualità di essi.

Diventare Artigeni in 10 passi

Ora vediamo quali sono le tappe fondamentali per diventare degli “Artigeni”. Non si parla della ricetta perfetta ma delle lezioni dedotte dalle storie raccolte nel libro.

1- ASCOLTATE: L’ascolto è fondamentale, consente di capire le necessità del mercato, i bisogni espressi o latenti. È parte essenziale del percorso di posizionamento e di racconto del proprio prodotto e servizio. Diventa il termometro della propria attività, perché tenendo monitorati i feedback è possibile migliorarsi o correggersi.

2- SEGMENTATE: Il mercato non è più Mass Market ma si divide in tante community, dobbiamo quindi trovare la nostra community di riferimento e concentrarci su di essa, parlando il suo linguaggio. È impossibile arrivare a tutti quindi è più produttivo concentrare le proprie energie su una “tribù” ristretta.

3- DIALOGATE: Dialogare significa conversare, confrontarsi ed instaurare una relazione empatica con il singolo cliente o la community. L’abilità degli Artigeni sta nel saper distinguere le varie piattaforme (es. piattaforme Social come twitter, facebook, instagram etc.) e attribuire a ciascuna una propria identità, costruendo pertanto una conversazione su misura con un linguaggio mirato per una audience specifica.

4- STUPITE: L’effetto wow di cui parla Seth Godin, guru del marketing contemporaneo, consiste nella capacità di distinguersi dal rumore di fondo, sapersi posizionare in modo unico. È la “reason why” che differenzia il nostro prodotto dagli altri e che suscita stupore, meraviglia, ricordo.

5- LAVORATE ARMATI DI SMARTPHONE: Il report “Digital, Social & Mobile” dell’agenzia We Are Social riporta i risultati di un’analisi svolta su 240 Paesi, tra cui anche l’Italia. Questa ricerca dimostra che più di due miliardi di individui accedono ai social media e più di tre miliardi navigano abitualmente su internet. Capiamo quindi quanto sia importante essere presenti sul web e in particolare adattare l’usabilità di testi, foto e video per una fruizione da mobile. Lo smartphone è diventato uno strumento di lavoro fondamentale.

6- COINVOLGETE: Il coinvolgimento comprende l’ascolto e la capacità di lavorare in una sorta di intelligenza collettiva, facendo così la differenza. Oggi gli Artigeni più illuminati sanno che fare impresa in modo efficace significa costruire quella impresa partendo dai propri clienti, dalla propria community.

7- PRESIDIATE ONLINE E OFFLINE: La promozione e la comunicazione online servono ad incuriosire il cliente per portarlo ad una esperienza di consumo dal vivo, nel negozio o bottega.

8- LEGATE PASSATO E PRESENTE: Gli Artigeni si fanno interpreti di un nuovo rapporto tra passato e presente, valorizzando l’esperienza e la tradizione. Si tratta della contaminazione tra tradizione e nuove tecnologie, che genera ricchezza per entrambi.

9- APRITEVI AI MERCATI: È possibile aprirsi ai mercati anche rimanendo fisicamente in Italia ma stando virtualmente in contatto con il resto del mondo. Aprirsi a nuove contaminazioni permette di ampliare il raggio d’azione e vendita, trovando nuovi clienti in contesti geografici lontani dal nostro.

10- OFFRITE PRODOTTI E SERVIZI CHE FANNO LA DIFFERENZA: Gli Artigeni hanno l’abilità di intuire il potenziale ancora inesplorato di un mercato e la capacità di mettere in piedi un progetto. Ciò avviene quando un prodotto/servizio è in grado di colmare un vuoto, di rispondere al bisogno di una community e consente di creare valore.

Vi consiglio di leggere questo libro perché offre punti di vista ed esempi interessanti su come muoversi nel mercato “liquido” di oggi. Inoltre racconta storie di persone vere con problemi reali che hanno saputo rialzarsi grazie alla loro passione e determinazione.

È un libro sull’imprenditorialità che riesce a sfruttare le proprie risorse e a far conoscere la qualità italiana nel modo.

È un libro che da speranza anche a noi giovani, ma dimostra che senza l’intraprendenza e la voglia di fare non si arriva tanto lontano. Dimostra che è importante riconoscere i propri limiti e per questo è necessario crearsi una rete a cui aggrapparsi, con cui condividere, con cui confrontarsi.

Essere Geni o Artigeni non vuol dire crescere da soli.

[photo credits: feltrinelli.it]

Alessia Pignatti

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