Il 2017 raccontato per immagini : World Press Photo

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Un rinoceronte col corno tagliato dopo essere stato abbattuto da cacciatori furtivi nella riserva di Hluhluwe Umfolozi, in Sudafrica. Due fratelli nigeriani, di 11 e 10 anni, in una scialuppa in mezzo al mar Mediterraneo, che dopo essere stati salvati iniziano ad urlare il nome della loro adre, morta nel suo vuaggio per la Libia. Il trasloco del corpo di Edwin Mendoza Alon-Alon, assassinato da un gruppo di uomini, a Manila, nelle Filippine. La giovane attivista Ieshia Evans quando offre le sue mani per essere arrestata per gli antidisturbios in una protesta contro la violenza poliziesca in Lousiana, USA.

Sono queste alcune delle fotografie vincitrici del World Press Photo, uno dei premi più importanti di foto giornalismo internazionale.
“Vedere e capire il mondo” è il lemma di World Press Photo, sottolinea il suo Direttore di esibizioni digitali, Paul Ruseler. “Questo è stato un anno violento e turbolento”, ha sottolineato.

 

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La vincitrice, designata foto dell’anno, non è stato meno violenta. La fotografia appartiene alla categoria Spot News Stories ed è ad opera di Burhan Ozbilici, che per caso stava fotografando l’inaugurazione di un’esposizione artistica in Turchia, il 19 dicembre del 2016, quando all’improvviso davanti al suo obiettivo un poliziotto mentre andava in servizio assassinò Andrey Karlov, ambasciatore russo in Turchia.

Il fotografo Ozbilici lavora da 28 anni per l’agenzia Associated Press. In un articolo, scritto in prima persona, il fotografo che lavora da 28 anni per Associated Press, racconta che in un primo momento pensò che si trattasse di un’opera teatrale, ma vedendo la gravità dei fatti decise di continuare ad informare giocandosi la vita.
“Ero spaventato e confuso – disse, ma trovai un nascondiglio parziale dietro una parete e feci il mio lavoro: scattare fotografie.”

Il World Press Photo in cifre
Come ogni anno questa impattante esposizione, carica di immagini che feriscono, permette di percorrere e visualizzare 143 fotografi. Predominano particolarmente le scene dedicate ai migranti o a conflitti che generano morte e distruzione. Alcune sono più esplicite di altre.

L’esposizione organizzata dalla Fondazione World Press Photo si celebra da più di 60 anni e comprende una giuria indipendente, formata da esperti di fotografia internazionale, che decide le foto vincitrici in base alle differenti categorie.
Nell’edizione del 2017, le fotografie partecipanti erano circa ottanta mila (80. 408), inviata da oltre cinquemila fotografi (5.034), provenienti da 125 nazionalità distinte.

L’esposizione, che sarà itinerante in tutto il mondo, sarà visitabile nel Palazzo delle Esposizioni a Roma fino al 28 Maggio. Si potrà inoltre visitare a Bari ed a Milano, nella Galleria Carla Sozzani. Un’opportunità per emozionarsi, informarsi, capire e discutere della realtà che ci circonda.

 

Sara García Verdú
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