Giornata della Terra 2017 – Celebrando il Nostro Pianeta

L’uomo appartiene alla terra. La terra non appartiene all’uomo.” [ Toro Seduto]
Il 22 Aprile si è celebrata la Giornata Mondiale della Terra, una ricorrenza che celebra il nostro pianeta e promuove la sua salvaguardia, coinvolgendo ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.
Da un movimento universitario nato nel 1970 ad un avvenimento educativo e informativo a livello mondiale.

La mia impressione è che non ci stiamo rendendo conto di quanto stiamo distruggendo il nostro pianeta, lo stiamo uccidendo pian-piano. Sempre più ghiacciai si sciolgono, sempre più animali sono in via d’estinzione e sempre più foreste vengono eliminate, la new entry di questa triste lista è la barriera corallina australiana dichiarata morta.143630269-44265961-98d8-4fdf-9be3-573453c99eee
Il riscaldamento globale ha permesso che le temperature dell’acqua aumentassero fino a 4 gradi e ciò ha portato allo sbiancamento dei coralli e alla morte di alcuni organismi viventi.

Il vero obiettivo della Giornata Mondiale della Terra consiste nel soffermarsi su tematiche problematiche del nostro pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono.
Per l’occasione in tutto il mondo sono stati organizzati eventi a tema e ovviamente anche l’Italia ha contribuito.

A Torino, si è tenuta una camminata e pedalata di circa 8Km con partenza da Piazza Castello passando da Lungo Dora fino ad arrivare al Museo “A come Ambiente”, interamente dedicato alle tematiche ambientali.

In Abruzzo, in provincia di Chieti, c’è stata l’iniziativa “Puliamo insieme”, un intervento di Legambiente  che consisteva nel pulire le spiagge per sensibilizzare i ragazzi al rispetto dell’ambiente, ma non solo, Legambiente è scesa in diverse piazze con l’intento di raccogliere un milione di firme per chiedere alla Commissione europea una direttiva specifica che fermi l’erosione del suolo da cemento, contaminazioni e speculazioni edilizie; ciò è stata appoggiata da FAI, ACLI, Coldiretti, Slow Food, Lipu, INU, WWF ed altre 500 associazioni in tutta Europa.
In Sicilia per il quinto anno consecutivo si è svolto “Earth Day Cefalù, mentre Roma ha  omaggiato il pianeta per ben 5 giornate dal 21 al 25 aprile.
Insomma tutta l’Italia, da nord a sud, nel suo piccolo, si è unita per celebrare il nostro pianeta.

La Giornata Mondiale della Terra non è una ricorrenza recente.
L’idea di creare una giornata per la Terra risale al 1962, periodo in cui le proteste contro la guerra del Vietnam aumentavano giorno dopo giorno e fu così che il senatore Nelson pensò di organizzare un “teach-in” sulle tematiche ambientali, coinvolgendo noti esponenti come Robert Kennedy.

Il disastro ambientale del 1969 causato da un pozzo petrolifero in California fece spingere Nelson a porre al centro del dibattito politico e quotidiano l’ambiente:
Tutte le persone, a prescindere dall’etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.
Ormai non si poteva più rimandare, già allora si è capito che era arrivato il momento di agire.

Il 22 aprile 1970,  esattamente un mese e un giorno dopo dall’equinozio di primavera, 20 milioni di cittadini americani manifestarono a difesa della Terra. I gruppi che prima combattevano le loro battaglie singolarmente come ad esempio chi sciopera contro con le centrali elettriche, chi i rifiuti tossici, l’estinzione della fauna, in quella giornata si riunirono tutti quanti per protestare contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.

Qual è lo stato di salute del nostro  pianeta?
Pessimo. Il nostro pianeta ci sta mandando diversi tipi di segnali tra terremoti, eruzioni, uragani.
Il continuo progresso non ci porta ad una qualità di vita migliore, ma alla distruzione della nostra casa. Una conseguenza evidente è il riscaldamento climatico, il quale  sta scombussolando tutto l’ecosistema.
L’anno scorso è stato un anno record, c’è stato più caldo del 2015 e sua volta più del 2014.
Il 2016 la temperatura media della superficie terrestre è stata più alta di 0,94 °C rispetto alla media del XX secolo.

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Tutto ciò ha innescato una “reazione a catena climatica” poiché con le temperature più calde i ghiacci marini si riducono o peggio si sciolgono, di conseguenza i mari si innalzano facendo aumentare alluvioni lungo le coste.
Non è un caso se il clima italiano inizia ad assomigliare a quello tropicale: periodo di alluvioni e difficoltà nel distinguere le stagioni, da 4 siamo passati a due.

La Groenlandia e l’Antartide, da diversi anni sono continuamente sotto osservazione in quanto rappresentano una forte minaccia. Lo scioglimento dei loro ghiacciai porterebbe un incremento dell’acqua oltre i 70 metri. Già era accaduto 125 mila anni fa, ma a parte qualche cambiamento geografico, non ha riportato grandi conseguenze. Pensate se succedesse adesso, un innalzamento di 70 metri significherebbe che interi centri abitati non esisterebbero più, Venezia scomparirebbe del tutto, come molte altre città  della costa.

L’ambiente non va sottovalutato, non va dimenticato.
Siamo arrivati ad un punto di non ritorno.
La Terra si sta ribellando contro di noi, ma noi continuiamo a rimandare il problema e spesso diciamo: tanto i danni seri si vedranno quando noi non ci saremo più.

Dobbiamo reagire. Una speranza c’è.
Viviamo in un paradosso: più siamo tecnologicamente evoluti, più sentiamo il bisogno di ritornare allo stato naturale. Oggi c’è una preferenza verso l’essenziale, come se avessimo troppi vestiti e iniziamo a spogliarci.
L’aumento dei viaggi, della ricerca spirituale e l’avvicinamento alla cultura orientale può essere anche  una moda, ma almeno è una moda sana.

In questi ultimi anni, per fortuna, la mentalità dell’uomo sta cambiando.
Oggi siamo più attenti agli sprechi, facciamo la raccolta differenziata, teniamo in considerazione la possibilità di acquistare prodotti a chilometro zero, ma soprattutto diverse aziende si stanno orientando sempre più verso una filosofia eco sostenibile.

Dunque se il futuro sembra nero, il presente sta cercando di renderlo un po’ più “Green”.
Le previsioni non sono molto favorevoli, ormai abbiamo causato danni irreparabili, ma non è detto che non possiamo almeno rimediare.
L’obiettivo della Giornata della Terra è proprio questo: far riflettere, far capire che dobbiamo prenderci cura della Terra, perché non è nostra. Siamo solo ospiti. È un pianeta che sta gridando aiuto e per tal motivo dobbiamo ascoltarlo.
Non occorre fare grandi cose, ma piccoli cambiamenti delle nostre abitudini possono aiutare a rallentare la distruzione.

Riavviciniamoci alla Natura.
Facciamo più passeggiate, usiamo di più la bici; andiamo nelle campagne o vigneti e facciamo un bel pic-.nic; andiamo al mare, montagna o lago; sporchiamoci le mani di terra, piantiamo piante e facciamo più giardinaggio.
Ricolleghiamoci con la Terra che male non fa.

 

 

[Credit photos: national geographic]

 

Guendalina Guglielmino

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