Overseas in Illinois: l’esperienza di Marco

Marco è uno studente al secondo anno della LM in Comunicazione pubblica e d’impresa, ha deciso di trascorrere un semestre di studio in America grazie al progetto Overseas. Per chi non lo sapesse l’Università di Bologna offre progetti di scambio anche al di fuori dell’Europa e tra questi abbiamo appunto l’Overseas. Quali sono state le difficoltà di Marco nell’adattarsi ad una cultura così diversa da quella europea?
Consiglierebbe ad altri studenti un periodo di studio in Illinois?  Scopriamolo insieme nell’intervista che segue.

Intervista a Marco, studente Overseas in Illinois

 

1) Ciao Marco! Perché hai deciso di partire grazie al progetto Overseas e non a quello Erasmus?
Ho deciso di fare l’Overseas perché avevo già trascorso un semestre di Erasmus in Spagna a Granada, durante il mio corso di laurea triennale in Lingue.

2) Quali prerequisiti dovevi avere e quali test o prove hai dovuto superare per essere accettato?
Ho dovuto presentare la certificazione linguistica IELTS con punteggio pari o superiore a 6,5. Ogni università americana richiede un punteggio diverso. Qui in America non ho dovuto sostenere alcun accertamento linguistico.

3) Perchè l’Illinois? Avevi selezionato altre preferenze di destinazione?
Avevo selezionato come prima scelta l’Università di Berkeley, dove non sono stato accettato. Poi Illinois e infine Michigan. Avevo letto che l’Università dell’Illinois era molto valida per quanto riguarda il mio corso di studi e mi ritengo pienamente soddisfatto.

Marco Overseas in Illinois

4) Avevi delle aspettative prima di partire?
Abbastanza. Ero già stato varie volte in America e quindi sapevo più o meno cosa aspettarmi.

5) Dove alloggi in un appartamento condiviso o in un college?
Vivo in un appartamento con altri studenti americani.

6) Come sono organizzate le lezioni? Quali corsi stai seguendo?
Sto frequentando corsi di advertising estremamente interessanti: brand strategy and advertising, introduction to advertising, classic campaigns e emerging media.
Ci sono tantissime materie che si possono seguire e dato l’elevato numero di studenti, ci sono più classi per la stessa materia. Questo per permettere a tutti di seguire le lezioni che vogliono. Gli orari in generale vanno dalle 8 di mattina alle 19 di sera.
Per quanto riguarda la modalità di insegnamento, la maggior parte dei professori si serve di supporto mediatico come slide e video. Una delle cose che mi ha colpito di più è che, a differenza dell’Italia, non ci sono esami finali grandi ma parziali durante tutto il semestre. Infatti il voto finale si va creando mano a mano con assignment, quiz e parziali. Gli “assignment” o “compiti per casa” sono da consegnare entro certe date, quindi bisogna studiare sempre durante tutto il semestre. E dunque l’esame finale, se previsto, è solitamente semplice.

7) È stato difficile adattarsi all’inizio?
All’inizio ho avuto un po’ di problemi con il cibo. In Spagna si poteva trovare tutto il cibo italiano, qua invece è più difficile e più costoso. Dopo alcune settimane però mi sono abituato e ho imparato che ci sono cose buone anche se non provengono dall’Italia.

Marco in Overseas

8) Questo periodo all’estero lo vedi come temporaneo o come possibilità per tornare a lavorare in America in futuro?
Vedo questo periodo come temporaneo, dato che è praticamente impossibile essere assunti in America se non si è studenti a tempo pieno presso le università. Il che significherebbe pagare almeno 20 mila dollari all’anno. Ovviamente, qualora ci fosse una possibilità non mi dispiacerebbe. In America ci sono molte più opportunità per i giovani, in ogni campo. Mentre la qualità di vita secondo me è assai più bassa rispetto all’Italia (perlomeno con il clima dell’Illinois).

9) Hai conosciuto molti ragazzi italiani che stanno facendo la tua stessa esperienza?
Ho conosciuto un gruppetto della Bocconi ma li vedo solo alle feste o a lezione. Infatti cerco di evitare gli italiani per poter esercitare il più possibile le lingue straniere.

10) Hai avuto tempo per viaggiare e visitare qualche città?
Si, sono stato varie volte a Chicago e andrò in California durante lo spring break.

11) Quali sono i tuoi progetti per i prossimi mesi?
Nei prossimi mesi vorrei andare in Florida e dopo la fine delle lezioni vorrei fare una vacanza in Messico, Cuba e Guatemala con amici.

Marco con altri ragazzi erasmus durante lo spring break

12) Cosa ti manca di più dell’Italia e cosa stai imparando ad apprezzare di più dell’America?
Mi mancano il cibo italiano e i ritmi più rilassati. Qua tutti corrono e si sente molto la competizione. Ritmi stressanti. In America sono estremamente pratici e non si perdono in giri di parole come facciamo spesso noi italiani. Le lezioni sono molto più pratiche e utili. In Italia viene insegnata troppa teoria e poca pratica, non preparando gli studenti per il vero mondo del lavoro.

13) Consiglieresti anche ai tuoi colleghi di fare la tua stessa esperienza?
Assolutamente si. L’America è un Paese che presenta molte contraddizioni e sicuramente è difficile da capire. Offre però tantissime possibilità a tutti.

Grazie Marco per aver condiviso con noi la tua esperienza. Buona fortuna per i tuoi progetti!

Alessia Pignatti

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