Real Time Marketing e Pesci d’aprile del 2017

È da poco passato il primo aprile e anche quest’anno, come in passato, le aziende si sono scatenate sul web con scherzi divertenti e fantasiosi. Ma perché anche loro seguono l’onda del cosiddetto “pesce d’aprile”? Si tratta solamente di una moda? Ovviamente no. Essere “sul pezzo” anche in queste occasioni, fa parte di una vera e propria strategia molto più ampia: il Real Time Marketing (RTM).

Prima di vedere quali sono stati i pesci d’aprile che quest’anno hanno riscosso più successo sul web, cerchiamo di comprendere meglio il fenomeno del RTM.

real time marketing e pesce d'aprile

real time marketing e pesce d’aprile

Cos’è il Real Time Marketing?

 

È una prassi ormai molto utilizzata dalle aziende per creare maggior engagement tra gli utenti del web. Per farlo, i social media manager devono innanzitutto essere in grado di intercettare i temi di maggior tendenza, o gli eventi di cui più si parla, pianificati e non. Successivamente devono essere in grado di attirare l’attenzione legando il proprio brand all’evento o al tema in questione, magari attraverso giochi di parole, ironia, toni provocatori e spiritosi. Il tono può essere divertente, ma ovviamente deve essere in linea con la politica aziendale.

Un’abilità necessaria per avere successo quindi, è sicuramente la creatività.

Ma il social media manager deve essere anche consapevole che non è sempre opportuno fare RTM, o per lo meno che il tono non può essere sempre ironico e scherzoso: apparire indiscreti, insensibili e fare gaffe clamorose è un rischio dietro l’angolo che non si può trascurare nemmeno quando si lavora sul web. Pertanto è bene sapere che si fa Real Time Marketing anche quando, in situazioni più serie se non addirittura tragiche, si lanciano messaggi di solidarietà e cordoglio.

 

Approfittare di eventi, ricorrenze, notizie dell’ultimo minuto per lanciare spot, tweet o qualsiasi altro messaggio sui social, richiede dunque, a monte, una vera e propria strategia.

Tuttavia il RTM può anche essere una tattica che si fa rientrare nel proprio comportamento aziendale. Questo accade, ad esempio, quando si decide di offrire delle risposte immediate ai commenti dei lettori del proprio blog, degli utenti dei propri prodotti e servizi, di chi desidera avere qualche informazione in più sull’azienda, ecc.

 

Ricapitolando quindi, le operazioni da seguire per fare Real Time Marketing sono:

  • Tenersi aggiornati sui fatti di attualità
  • Monitorare i trend topic e gli eventi del web
  • Fare una lista di influencers
  • Ascoltare gli utenti
  • Creare engagement grazie alla creatività

 

In che occasioni si può fare Real Time Marketing?

 

Sicuramente quando si cerca di intercettare i bisogni degli utenti attraverso il web e si riesce a fornire un feedback immediato. Il caso più eclatante è quello di Kleenex: vide che molti utenti si lamentavano sui social di forti raffreddori, quindi tra questi selezionò 50 persone a caso e spedì loro un kit della Kleenex chiedendo in cambio solo di postare la foto sui social. Lo stupore di aver ricevuto a casa questo regalo inaspettato fu talmente grande che tutti e 50 pubblicarono la foto del loro kit.

L’azienda però fa RTM anche quando invia le cosiddette “trigged e-mail”, ovvero quelle e-mail che gli utenti ricevono ogni volta che fanno qualche operazione sul sito.

Inoltre come già detto, anche le risposte tempestive e puntuali ai commenti sui social, fanno parte del RTM, così come anche in occasione di promozioni e comunicazioni ad hoc perché geolocalizzate.

Vi è poi il caso delle breaking news o degli eventi di attualità. Un caso che ha riscosso sicuramente molto successo sul web è stato quello di Oreo (http://www.ilpost.it/2013/02/07/twitter-e-la-pubblicita-degli-oreo/). Durante un black-out inaspettato, avvenuto al Super Bowl del 2013, Oreo ha lanciato un tweet che diceva “Power out? No problem” e ad esso era associata l’immagine di un biscotto Oreo al buio e la scritta che diceva “You can still dunk in the dark”. La parola “dunk” ha un duplice significato: inzuppare (il biscotto) e fare meta (nel gioco del football americano). La prontezza di Oreo nell’intercettare questo evento, e la creatività del tweet, hanno portato a più di 15.000 ritweet del post nel giro di 14 ore e a più di 20.000 like su Facebook.

Un’altra situazione in cui le aziende possono fare RTM è quando, in casi di emergenza, utilizzano i canali social per dare comunicazioni tempestive agli utenti (dicasi customer care). Un esempio noto è quello della MSC Crociere in occasione della tragedia che ha coinvolto la nave Concordia. I profili social infatti furono immediatamente modificati: al posto delle solite foto festose apparvero immagini del mare in calma piatta e messaggi di cordoglio e vicinanza rivolti ai cari delle vittime.

Ma passiamo infine al caso di RTM in occasione di eventi programmati: dai mondiali alle olimpiadi, da ricorrenze annuali a festività nazionali, da festival famosi a eventi più sporadici.

Vediamo ad esempio che alcune aziende a San Valentino impazzano sul web. Di casi ce ne sono molteplici, ma tra i più divertenti vi è quello di Dixan. Il 14 febbraio del 2016 lanciò una campagna con l’hashtag #tiamomacchia per celebrare il suo “amore” con altri brand molto famosi come Nutella, Lavazza, Buitoni, Coca Cola. Solitamente additati come colpevoli per macchiare i vestiti, in questo caso Dixan li ha rilanciati come alleati, o meglio come suoi “amanti”, scatenando una serie di botte-risposte molto divertenti.

Un altro evento in programma da calendario molto ambito per i brand è il primo aprile in quanto è concesso sbizzarrirsi con scherzi e giochi in stile “pesce d’aprile”.

Sul web si leggono molti articoli dei migliori pesci d’aprile fatti dalle aziende in passato: tra i protagonisti più noti degli ultimi anni vi sono Google, Youtube, Microsoft, H&M, Samsung, Amazon, Ceres…

Ma quest’anno chi si è distinto?

 

Real Time Marketing e pesci d’aprile del 2017

 

Possiamo dire che il re degli scherzi di quest’anno sia stato Google. Aprendo Google Maps in questi giorni si può vedere l’icona a forma di Pac-Man sulla destra; cliccandoci parte immediatamente una partita per le strade della città in cui ci si trova. Ma Google, nelle sue pubblicità del primo aprile, ha promesso anche servizi offline: dei fantastici nani da giardino, chiamati Google Gnome (https://www.youtube.com/watch?v=vNOllWX-2aE), e degli operatori pronti a fare da assistenti a domicilio per permettere alle persone di vivere la realtà aumentata (https://www.youtube.com/watch?v=3MA6_21nka8).

googlegnome e real time marketing

googlegnome e real time marketing

Google inoltre ha proposto una tastiera chiamata “Bubble Wrap” (https://www.youtube.com/watch?v=RkJZDvHMyTA): avete presente le bolle dei fogli Pluriball che servono per imballare oggetti fragili e creano dipendenza a chi ama scoppiarle? Ecco, Google ha fatto sperare in una tastiera fatta di questo materiale. In questo modo gli amanti delle bolle avrebbero potuto scoppiarle ogni volta che selezionavano una lettera per scrivere.

Anche il videogioco GeForce GTX ha proposto un “assistant”: la sua intelligenza artificiale permette ai giocatori di fare una pausa tutte le volte che vogliono.

Anche Ikea ha fatto un pesce d’aprile: ha lanciato la pubblicità di una nuova compagnia aerea, Flikea, che partirà dal 2019 e collegherà la Svezia direttamente con l’Australia. Probabilmente le persone che l’hanno vista senza sapere che si trattava di un pesce d’aprile avranno immaginato che i passeggeri dovessero montare da soli i sedili prima del volo.

 

Ovviamente la lista dei pesci d’aprile di quest’anno non è finita qui, pertanto vi segnalo un articolo in cui è riportato un elenco dei più originali (http://www.socialbest.it/pesce-daprile-2017-social/).

Qual è stato il più divertente secondo voi? Ne avete visti altri in questi giorni?

 

Possiamo quindi dire che il Real Time Marketing può essere uno strumento molto utile in occasioni come queste, ma bisogna ricordarsi che il più delle volte richiede una vera e propria strategia. Sarebbe riduttivo ricorrere a questa tecnica soltanto per far parlare di sé, “nel bene o nel male”. L’obiettivo finale, infatti, non è semplicemente attirare l’attenzione sulla propria marca, ma creare un engagement positivo degli utenti.

In questo modo il brand avrà come garanzia un buon ritorno di immagine (e si auspica anche un aumento dei consumi).

[Credits Photo: Pixabay; Google.it]

 

Giulia Chinaglia

 

 

 

 

 

 

 

 

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