Il business del futuro in una parola: gratis

Il mondo del web ha indubbiamente cambiato la vita delle persone per diversi aspetti e possiede innumerevoli pregi che lo rendono unico ed inimitabile, uno in particolare è il fatto che, per chi ne usufruisce, sia gratis. Forse ormai siamo talmente abituati ad usare internet, che non facciamo più caso al fatto che sia gratuito e così immediato per chiunque, eppure è questa la caratteristica principale che internet possiede e che costituisce un nuovo modo di fare economia, o meglio, il modello ideale del business del futuro.

È questa l’opinione del direttore della rivista online Wired, Chris Anderson, che già nove anni fa, nel 2008, sosteneva che il fatto di rendere un servizio gratuito per gli utenti sarebbe stata un’importante innovazione nell’ambito dell’economia.

D’altronde, c’è una bella differenza agli occhi dei consumatori tra un prodotto che ha un prezzo e uno che invece è gratuito: offrire un prodotto gratuitamente vuol dire renderlo virale, far sì che possa diffondersi in breve tempo tra le persone e che sia ampiamente conosciuto; vendere un prodotto anche solo a pochi euro significa doversi conquistare fin da subito una base di consumatori e convincerli della validità di tale prodotto. Si tratta di un’altra tipologia di business che sarà sempre più messa in crisi dal web e dalla potenza di ciò che è gratis.

Secondo Anderson, ci sono infatti 6 diverse tipologie di business fondate sul modello gratuito, alcune di esse già in uso da decine di anni, andiamo ad analizzarle.

CROSS-SUBSIDIES

In questa prima tipologia di business gratuito, chiamata cross-subsidies, si adotta una sola strategia: offrire gratuitamente un prodotto ai consumatori, i quali saranno poi “costretti” a comprare qualcos’altro. È il caso dell’inventore del rasoio King Gillette, che, nei primi anni del ‘900, adottò questa particolare tecnica. Gillette regalava ai consumatori i rasoi sprovvisti di lame, dunque inutili di per sé, così che si creasse un’altissima domanda di lame per le quali bisognava però pagare un determinato prezzo.

Questa tecnica in uso un secolo fa è tuttora utilizzata in diversi ambiti: ci sono infatti ristoranti che regalano il pranzo o la cena, ma fanno pagare le bevande; oppure c’è la compagnia low cost Ryanair che vende biglietti per l’Europa a prezzi stracciati, ma guadagna grazie ai tantissimi servizi a pagamento che nelle altre compagnie aeree sono inclusi (come il pasto a bordo).

ADVERTISING

l’advertising è uno dei modelli più conosciuti ed utilizzati per quanto riguarda il business gratuito a cui partecipano tre parti: il venditore, il consumatore e l’inserzionista pubblicitario.

Il modello è semplice: il venditore regala un prodotto al consumatore, come ad esempio il servizio dei programmi radio, che è gratuito. Dunque dove sta il guadagno per il venditore? Il guadagno viene ottenuto grazie alla terza parte, l’inserzionista pubblicitario, che paga il venditore per poter inserire degli annunci pubblicitari nel prodotto regalato ai consumatori. In questo modo il venditore ha un guadagno ricavato dal pubblicista e allo stesso tempo è come se stesse vendendo non un prodotto ai consumatori, ma i consumatori al pubblicista, il quale a sua volta otterrà un guadagno ricavato dalle pubblicità.

Colui che offre gratuitamente i programmi radio ai consumatori, guadagnerà dunque dalle inserzioni pubblicitarie che vengono di tanto in tanto trasmesse tra una canzone e l’altra, e il pubblicista guadagnerà grazie ai consumatori che, sentendo tale pubblicità, potrebbero acquistare il prodotto sponsorizzato.

Lo stesso discorso vale per tutti quei siti sul web nei quali compaiono, solitamente a lato della pagina, dei banner con inserzioni pubblicitarie che invitano l’utente a cliccarci sopra. In questo caso è Google che offre un servizio (internet) gratuito all’utente, ma allo stesso tempo è sempre Google che sta vendendo gli utenti a tutti gli inserzionisti che cercano di accaparrarsi i consumatori con le loro pubblicità.

FREEMIUM

Questo termine è stato coniato dal capitalista Fred Wilson e fa riferimento a quel modello di business tipico delle applicazioni o dei siti con una versione free, gratuita, e una a pagamento, premium, da cui la fusione di free e premium che ha dato origine a Freemium.

Il modello si basa sulla regola dell’1%. Significa,cioè, che tra gli utenti di un servizio, come ad esempio per Spotify, vi è il 99% di loro che utilizza la versione free e solo l’1% che utilizza la versione premium a pagamento.

Sembra paradossale che vi sia un guadagno e invece è così, poiché il costo per servire il 99% degli utenti free è talmente vicino allo zero che si può definire “niente”, mentre coloro che pagano per la versione premium fanno ottenere un guadagno al servizio ed è su di loro che si concentra una maggiore attenzione.

SCAMBIO DI CONTRIBUTI

Lo scambio di contenuti è il modello di business che viene adoperato prevalentemente da siti che si basano proprio sul lavoro degli utenti che ne fanno parte. Yahoo Answer o TripAdvisor non potrebbero esistere senza le migliaia di domande e risposte o di recensioni che gli utenti scambiano e condividono su tali siti.

Gli utenti sono quindi la base di questo modello che è gratuito per loro, ma che comunque porta dei guadagni ai siti in questione, determinati dall’innumerevole quantità di click generati dalle persone ogni giorno.

COSTO MARGINALE ZERO

Il costo marginale zero è il modello di business tipico della musica online e delle piattaforme che ne permettono l’uso e l’ascolto. Oramai sempre più artisti, o anche semplici persone, pubblicano la propria canzone su piattaforme come YouTube, Myspace o Soundcloud ed è questa la grande innovazione di tali piattaforme: rendere accessibile e gratuita la musica per chiunque, anche chi non possiede per forza un account.

Su YouTube addirittura è possibile non solo sentire le canzoni, ma anche vedere i video musicali o di qualsiasi altro genere in maniera gratuita.

Ovviamente per colossi della musica come YouTube il guadagno c’è ed possibile grazie ad un’altra tecnica vista in precedenza: cross-subsidies. Offrire una piattaforma gratis agli utenti, per poi guadagnare non solo grazie ai click delle persone, ma anche e soprattutto per merito delle inserzioni pubblicitarie, sempre più presenti sulla home o prima dei video musicali.

ECONOMIA DEL DONO

Infine vi è l’economia del dono, ovvero l’ultimo modello secondo Anderson di business gratuito. In questo caso si fa riferimento a tutte quelle piattaforme Open Source, ovvero con il codice sorgente aperto e accessibile a tutti, per far sì che chiunque potenzialmente possa creare o modificare contenuti sul web in maniera gratuita.

L’esempio più noto a tutti è quello di Wikipedia, l’enciclopedia più famosa e completa del web, piattaforma no profit che ha il solo scopo di raccogliere quanti più dati possibili e diffonderli gratuitamente alle persone, grazie all’aiuto di innumerevoli volontari da tutto il mondo che collaborano tutti i giorni creando contenuti.

Stiamo entrando dunque in una nuova era, sempre più legata al mondo del web, in cui la parola “gratis” sarà l’elemento base da cui partire per sviluppare nuovi modelli di business. E voi pensate che prima o poi sarà possibile vivere in un mondo dove tutto sarà gratuito?

Lorenzo Amorosi

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